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Servo di Dio Giovanni Pietro Mayoral

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Madrid, Spagna, 16 ottobre 1678 Rere, Cile, 9 dicembre 1754

Era un gesuita di salute cagionevole, che condusse tutta la sua vita missionaria tra gli Auraucani del Cile, una popolazione che per due secoli aveva resistito alla colonizzazione e al cristianesimo. Tra questo popolo Pietro Mayoral divenne il pastore, il maestro, il medico e il costruttore.



Giovanni Pietro (Jovanni Pedro) Maryoral nacque il 16 ottobre 1678 a Madrid, da Pietro e Beatrice Ramos del Manzano.
Dopo aver frequentato il collegio dei gesuiti, nel 1695 decise di entrare nella loro congregazione, iniziando il suo noviziato il giorno 15 agosto 1697.
Nel 1698 venne inviato in America, giungendo il 31 agosto dapprima a Buenos Aires in Argentina e poi il 4 marzo 1699 a Santiago del Cile.
Pietro emise i suoi primi voti nel giorno 8 settembre 1699. Dopo aver studiato umanità e retorica, e negli anni 1701-04 filosofia e nel 1704-08 teologia, è stato ordinato sacerdote il 26 luglio 1708.
Fece la sua professione solenne tra i gesuiti a Buena Esperanza (oggi Rere provincia di Concepcio), il 6 ottobre 1715.
Anche se era di salute cagionevole condusse la sua vita missionaria tra gli Auraucani del Cile, una popolazione che per due secoli aveva resistito alla colonizzazione e al cristianesimo.
Nulla ha scoraggiato il giovane gesuita. Armato di grande mansuetudine, percorse la regione visitando i malati e assistendo i moribondi, battezzando i bambini e procurando loro tutti gli elementi materiali di cui avevano bisogno e che poteva ottenere.
Tra questa popolazione Pietro Mayoral divenne il pastore, il maestro, il medico e il costruttore.
Visse tra questa popolazione per oltre ventisette anni, a partire dal 1710 principalmente nel villaggio di San Cristòbal a sud di Concepcion.
“Aveva il dono della profezia di cui si serviva spesso per il bene spirituale e temporale dei suoi simili con i quali trattava. Dio ha voluto far risplendere il suo servo nei segni della sua onnipotenza, comunicandogli il potere di compiere miracoli, molto frequenti in aiuto dei contadini, come si legge nei libri del processo iniziato dopo la sua morte”.
Man mano che la saluta peggiorava, i suoi superiori lo richiamarono a Rere, anche se in quel periodo c’era stata l’espulsione dei gesuiti. Fu incaricarono di impegnarsi in parrocchia e di istruire la popolazione locale.
Secondo alcuni resoconti storici, Mayoral aveva doni miracolosi.
Uno dei miracoli che avrebbe compiuto è legato al caso di un ragazzo indigeno che era stato preso a calci in testa da un cavallo e che, si racconta, fosse morto. La madre del bambino portò la salma a padre Mayoral, che l'ha rassicurata dicendole di confidare in San Francesco Saverio e dopo aver alzato una preghiera, il bambino tornò a vivere.
Era noto anche il dono della profezia del missionario, che in un'occasione senza motivo apparente chiese alla comunità di pregare per i soldati in piazza Purén, situata a molti chilometri da Rere. Solo dopo ore dopo giunse la notizia che il forte era stato assediato.
Durante il suo soggiorno a Rere, si racconta che piantò una palma cilena, che segnala la presenza di gesuiti nella zona e che si può ancora vedere insieme ad altre tre piante della stessa specie.
Si racconta che se una persona si avvicina alla palma piantato da padre Mayoral, potrà vedere intarsi o buchi nel suo tronco, dove presumibilmente le persone venivano legate e fustigate come vestigia della lotta tra spagnoli e mapuche.
Pietro Mayoral morì in concetto di santità, il 9 dicembre 1754, invocando San Francesco Saverio.
Nel 1765 le autorità ecclesiastiche iniziarono ad occuparsi per aprile il processo per la sua beatificazione.
Negli anni 1855-57 venne condotta l’investigazione canonica, che fu poi inserita negli atti del processo informativo che avvenne tra gli anni 1908-09.
Il processo ordinario venne aperto a Roma nel 1910.
Nel 1975, i padri gesuiti, della congregazione provinciale in Cile, hanno chiesto che il nome di Padre Pedro Mayoral fosse iscritto nel Menologio degli uomini illustri in santità e successivamente sono stati ripresi i processi dell'Ordinario per la sua beatificazione.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2022-04-12

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