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> Home > Sezione Servi di Dio > Servo di Dio Domenico di Gesł Maria (Domenico Ruzzola) Condividi su Facebook Twitter

Servo di Dio Domenico di Gesł Maria (Domenico Ruzzola) Sacerdote carmelitano

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Calatayud, Spagna, 16 maggio nel 1559 - Vienna, Austria, 16 febbraio 1630


Furono in molti ad attribuire la vittoria riportata dai cattolici l’8 novembre 1620 nella battagliadella Montagna Bianca, presso Praga, quella che segnò la fine del governo protestante in Boemia, al venerabile Domenico di Gesù Maria, al secolo Domenico Ruzzola, nato a Calatayud il 16 maggio nel 1559, nella provincia di Saragozza, in Spagna.
Nel 1574 era entrato nel convento dei Carmelitani dell'Antica Osservanza di Calatayud e qui fece la sua professione religiosa l'8 dicembre 1578. Nel 1589 aderì alla Regola dei Carmelitani Scalzi, ai quali si legò con i voti a Pastrana il 22 novembre 1590.Durante la sua permanenza in Spagna fu priore di Toledo (1598) e superiore di Madrid (1600), ma ricoprì anche la carica di maestro dei novizi. Le sue notevoli capacità e competenze richiamarono l’attenzione di Roma, dove venne chiamato da Padre Pietro della Madre di Dio, nel 1604, per essere aggregato alla compagine dell’Ordine carmelitano d'Italia nella quale esercitò l'ufficio di definitore generale, per più mandati (dal 1608 al 1629), di procuratore generale (1614) e di preposito generale (1617).
Fu prolifico nel fondare conventi a Roma, Palermo, Genova, Firenze e nei territori dell'imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando II d’Asburgo (1578-1637), le cui vicende connesse alla sua ascesa al trono imperiale determinarono l’inizio della guerra dei trent’anni. Fu maestro dei novizi a Roma, a Santa Maria della Scala, priore dello stesso convento, fondatore del convento della Conversione di San Paolo - intitolato con la sua chiesa, dopo la vittoria della battaglia della Montagna Bianca, a Santa Maria della Vittoria - nonché prezioso collaboratore nella fondazione dei conventi di Terni e Caprarola.
Attivissimo in Italia, ma anche in Europa con proficue missioni, che ebbero un grande ruolo fra i protestanti, sia in merito alle conversioni, sia nel rafforzamento e consolidamento della presenza cattolica, in particolare in un tempo in cui l’autorità dell’Imperatore, tradizionalmente legato alla cattolicità, veniva messa in crisi.
Proprio nel 1620, Massimiliano di Baviera (1573–1651) chiese a papa Paolo V(1552–1621) l'invio di padre Domenico di Gesù Maria per essere cappellano del suo esercito, poiché erano ormai note in tutta Europa la sua santità e le sue qualità taumaturgiche. Il santo carmelitano,partì dunque per Monaco di Baviera per unirsi alle truppe dei comandanti Johann Tserclaes, conte di Tilly (1559–1632)e Karel Bonaventura Buquoy (1571-1621), dove si misero in marcia verso Praga attraverso la Boemia meridionale.Il santo carmelitano, attraverso la preghiera, l’assistenza spirituale dei soldati e il suo fervore mariano, fu sprone fondamentale per il successo cattolico, che determinò la prima importante sconfitta sui protestanti nella guerra dei trent’anni fra le forze cattoliche dell’Imperatore e della lega cattolica contro le truppe della Confederazione boema di Federico V (1596-1632) del Palatinato.
Padre Domenico, in virtù del suo prodigarsi in favore dei cattolici, della sua lotta all’eresia protestante e della sua opera spirituale nell’esercito imperiale,fu invitato a Vienna da Ferdinando II, che ancor più prese ad apprezzare le sue doti, anche di consigliere e ciò permise l’ingresso dei Carmelitani Scalzi nei suoi territori per l'urgenza di avere religiosi riformati per restaurare la religione cattolica. Nacquero così le fondazioni di Vienna e di Praga. All'influsso di Domenico di Gesù Maria si devono ancora la fondazione del convento di Graz, patrocinato da Ulrich von Eggenberg (1568-1634), amico, consigliere e primo ministro di Ferdinando II e la fondazione di Munchen, offerta da Massimiliano di Baviera, entrambe del 1629. Padre Domenico di Gesù Maria rimase nel Palazzo imperiale di Vienna fino alla morte, che sopraggiunse il 16 febbraio 1630 e la sua causa di beatificazione si aprì già nel 1676.
Padre Domenico di Gesù Maria ha lasciato un trattato di vita spirituale, il Sententiario Spirituale Spirituale, dove l’autore propone iltema dell’orazione secondo la coerente linea degli insegnamenti di santa Teresa d’Avila (1515 – 1582), senza traviamenti e false interpretazioni, alla sequela dell’unico Salvatore di ogni anima: «Christo nostro Signore è nostro maestro, e nostra guida, dove dunque potiamo impiegare meglio il nostro intelletto per imparare, e caminare nella via della perfettione, che in trattar spesso con questo Signore nell’oratione, prendendo a meditar hor la sua vita, hor le virtù, hor la sua passione, hor i suoi miracoli, hor la sua dottrina, e divini comandamenti, e il solo starsene anco nell’oratione, mirando devotamente il Signore facendogli compagnia, come Maddalena ai suoi piedi, e come Giovanni santo nella croce, è una oratione di grand’utile, perché da tal vista, da tal vicinanza, da tal compagnia, che bene non ci verrà?».


Autore:
Cristina Siccardi


Fonte:
Radici Cristiane

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Aggiunto/modificato il 2021-01-15

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