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Santi Michele Pjataev e Giovanni Kuminov Sacerdoti e martiri

(Chiese Orientali)

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+ 28 febbraio 1930


Michail Pjataev nasce nel 1891 nel villaggio Machkasy, governatorato di Penza. Perfeziona gli studi a Mosca e poi si trasferisce a Saratov dove insegna lingua e letteratura russa. Durante le riforme di Stolypin, il governo incoraggia il trasferimento delle famiglie nelle regioni orientali per popolare le terre russe. Anche Michail emigra e si stabilisce in Siberia, precisamente a Omsk. In un primo tempo si dedica all’insegnamento, ma in seguito decide per lo stato ecclesiastico. Anche in Siberia con lo scoppio della guerra civile nel 1918 si fa esperienza del sentimento poco religioso delle armate rosse. Una delle prime imprese dopo l’occupazione della città di Omsk è di entrare con i cavalli nella cattedrale e distruggere tutto quello che capita loro sotto mano. Nella stessa cattedrale, sempre nel 1918 Michail Maksimovich viene ordinato diacono e destinato a servire la Chiesa in provincia, nel villaggio Malokrasnojarka. All’avvicinarsi dell’armata rossa tutti i commercianti fuggono, ma uno, Vasilij Sebast’janov preferisce restare. Sarà decapitato alla presenza della moglie e dei figli.
Nel 1923 il diacono Michail Pjataev è ordinato sacerdote. Nella parrocchia che ora gli viene affidata, si distingue sia per la sua vita di preghiera come per la sua grande attenzione ai poveri. Aumenta il numero dei fedeli che frequentano la chiesa e insieme il numero dei bisognosi che accorrono a lui per essere aiutati. Nel 1928 in aiuto al padre Michail si aggiunge un altro sacerdote, padre Ioann Kuminov. Era nato nel 1865 nel governatorato di Tobol’sk in Siberia, ordinato sacerdote nel 1922. Dopo aver svolto il ministero sacerdotale in varie parrocchie della diocesi di Omsk era stato destinato a Malokrasnojarka da padre Michail.
Nello stesso periodo la polizia comunista intensifica il controllo su i due sacerdoti. Inizia ad interrogare la gente sul comportamento ambiguo dei preti. Due persone cedono alle lusinghe e alle minacce dei comunisti e depongono il falso, ma la stragrande maggioranza dei fedeli difende coraggiosamente i propri pastori. Naturalmente si tengono in considerazione soltanto le accuse false. Padre Michail ha la chiara impressione che l’arresto è imminente. Un poliziotto rosso, amico segreto del padre, lo avverte di abbandonare al più presto il Paese e di recarsi a Mosca dove gli assicura una vita tranquilla. Anche la moglie Efrosinija insiste per partire subito assieme alla famiglia. Padre Michail le risponde: “No, Efrosinija, non andrò da nessuna parte, ho giurato di essere fedele. Come posso tradire Dio e il popolo? Io so che mi aspetta la morte, ma questa è la volontà di Dio! E tu fa crescere tutti i figli e cerca di educarli con l’aiuto di Dio”.
I due sacerdoti Michail e Ioann sono arrestati subito dopo le feste di Natale e condotti nella prigione di Kainsk dove vengono torturati brutalmente. Fra le altre brutalità obbligano padre Michail a bere da un vaso che contiene i liquami della fogna. Nonostante le torture i due sacerdoti si rifiutano di dichiararsi colpevoli e di fare i nomi di altre persone.
Il 21 febbraio 1930 la Troika emana la sentenza: fucilazione per i due sacerdoti ed esilio nel Nord della Russia per le loro famiglie. Michail Pjataev e Ioann Kuminov vengono fucilati il 28 febbraio 1930 alle ore 23.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-09

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