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Santi Costantino e Boris Uspenskij Martiri

(Chiese Orientali)

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Costantino: 9 aprile 1872 - 25 novembre 1937
Boris: 1895 - 15 dicembre 1942


Il martire Konstantin nasce il 9 aprile 1872 nel villaggio Alekseevsk, governatorato di Mosca. Nel 1892 termina gli studi nel seminario teologico di Mosca, si sposa con Anna Delicyn, nel 1895 viene ordinato sacerdote e destinato alla parrocchia di S. Nicola a Vasjutino nella diocesi di Mosca, dove rimase per più di quaranta anni.
Con l’instaurarsi del potere sovietico anche la parrocchia di S. Nicola deve subire i colpi della propaganda antireligiosa . La scuola parrocchiale diventa cellula di partito dei senzadio. ‘Per puro caso’ le lezioni di ‘ateismo scientifico’ coincidono con la celebrazione della Divina Liturgia. La qual cosa non dovrebbe comportare nessun problema, anche perché la Costituzione non prevede la libertà di propaganda religiosa, ma dichiara esplicitamente la libertà di propaganda antireligiosa. Il problema sorge quando il partito comunista è costretto a constatare che la Divina Liturgia è frequentata da un folto numero di popolo, mentre le lezioni di ‘ateismo scientifico’ vengono ostinatamente disertate. La colpa evidentemente ricade sul clero che usa delle campane per chiamare il popolo alla chiesa, svolgendo in questo modo un’ indebita propaganda religiosa. Nel 1936 prima viene proibito l’uso delle campane e poi, per evitare possibili future tentazioni, le campane vengono gettate dal campanile per servire ad usi più umanitari.
Il 4 ottobre 1937 padre Konstantin ed il figlio Boris vengono denunciati da un attivista comunista di aver ostacolato in tutti i modi l’afflusso del popolo alle lezioni di ‘ateismo scientifico’. Per esempio, afferma il militante delatore:” Nel Natale del 1935, proprio nell’ora fissata per la conferenza antireligiosa, i fratelli Uspenskij organizzarono una funzione religiosa, a causa della quale alla conferenza antireligiosa erano presenti soltanto 8 persone, le altre erano andate in chiesa”.
Il 6 novembre 1937 padre Konstantin ed il figlio Boris vengono arrestati e condotti in prigione nella città di Noginsk. Riportiamo alcune domande, certamente significative, del giudice istruttore rivolte ai due fratelli: “Nell’agosto 1937, durante la funzione religiosa, avete distribuito ai credenti delle mele?”;”A quale scopo avete distribuito le mele?”; “Che cosa avete detto ai credenti durante la distribuzione delle mele?”; “Risulta che avete svolto propaganda antisovietica, Confermate?” Risposta: “Non confermiamo”. Con questa domanda si conclude l’interrogatorio.
Il 12 novembre 1937 il tribunale della Trojka condanna Konstantin Uspenskij alla pena capitale e Boris Uspenskij a dieci anni di lager. Konstantin viene fucilato il 25 novembre 1937 nel poligono Butovo di Mosca e sepolto in fossa comune; Il figlio Boris morirà in un lager della Siberia a Siblag il 15 dicembre 1942. Aveva 47 anni.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-08

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