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San Giovanni Georgevic Steblin-Kamenskij Sacerdote e martire

(Chiese Orientali)

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26 ottobre1887 - 2 agosto 1930


Padre Ioann Georgevic Steblin-Kamenskij nasce il 26 ottobre1887 a S. Pietroburgo. Il padre Georgij era senatore. Terminato il ginnasio si arruolò, secondo la tradizione paterna nella marina. Nel 1911 ricevette una medaglia d’argento dal governo italiano per gli aiuti prestati in Sicilia e in Calabria in occasione del terremoto de 1908. Nel 1920 abbandona la carriera militare e si prepara al sacerdozio. Viene ordinato nel 1923 ed assegnato come parroco alla chiesa della Santa Trinità a Pietroburgo.
Padre Ioann viene arrestato il 2 febbraio 1924. E’ un periodo in cui, soprattutto a Pietrogrado, gli innovatori stanno ritornando numerosi in seno alla Chiesa Madre. Il partito comunista, prendendo nota che il suo tentativo di scardinare la Chiesa ortodossa attraverso gli innovatori andava fallendo, ricorre a metodi meno tortuosi: assieme a padre Ioann arrestano solo a Leningrado 40 sacerdoti. Padre Ioann in particolare è accusato di raccogliere persone nel proprio appartamento per svolgere propaganda religiosa. Questo è sufficiente perché il 26 settembre 1924 e venga condannato a tre anni di lager sulle isole Solovki
Riportiamo alcuni stralci dalle lettere scritte dal lager ai parenti e agli amici.
“Cristo nasce fra noi, glorificatelo! (saluto natalizio). Miei cari, amati in Cristo, rallegratevi. Rallegratevi per la grande festa che è prossima e che, nel gran gelo invernale, preannuncia la primavera. Sia pur rigido l’inverno; le tempeste di neve oscurino pure il sole ai nostri occhi, noi sappiamo che la natura compie il suo corso e dopo il gelo di febbraio il sole ricomincerà a riscaldare. A dominare nella storia dell’uomo sia pure il gelo morale; i popoli continuino pure a maciullarsi nell’insana tensione egoistica verso il benessere materiale individualistico, la causa di Dio cammina verso il suo compimento; il Sole della verità riscalda tutto ciò che è chiamato alla vita…Non si esige che tutti i cristiani siano degli asceti, ma indubbiamente si richiede da loro una tale tensione al Signore che li renda capaci di accettare da lui ogni servizio nella fede che permetterà loro di sperimentare il massimo di felicità.”
“Il Signore conceda a tutti noi la forza di camminare sempre per la via della verità e dell’amore. Sappiano coloro che hanno sete di verità e sono fedeli nell’amore, di ricevere un sostegno nei momenti più pesanti della loro attività, quando la verità e l’amore sembrano riposare nel sepolcro…Cristo è Risorto! E’ risorta la vita. La morte ha perso il suo pungiglione, la sua forza, la morte è morta. La disperazione, lo stato d’animo più terribile, non ha alcun fondamento perché è stata distrutta l’angoscia della vita. Eterna non è la morte, ma la vita; eterno non è il nulla, ma l’essere, Chi conserva in sé un germe di Vita, un germe di Amore, un germe di Verità non può essere distrutto”
“Mi sembra che il mio distacco da voi non abbia più una fine. La mia anima è stata strappata dall’atmosfera dell’amore da un sevizio guidato da Dio ed è stata gettata nel mondo della vanità, condannata ad un lavoro che mi è estraneo. Sento, sento molto bene che è rimasta poca acqua alla mia vita, e nella nostalgia la mia anima anela soltanto a voi e non so immaginare nessuna tranquillità se non nel ritorno alla casa natale. Ma la saggezza dei Padri e della Chiesa richiama l’anima assetata di pace spirituale a cercare un’altra bevanda. Questa bevanda è concessa a chiunque la chieda, ovunque si trovi. Ma perché l’anima sia consolata da questa bevanda, deve veramente aspirare ad essa”
“Durante la mia permanenza alle Solovki non ho potuto leggere quasi nulla, non ho imparato nulla, molto ho dimenticato, ma il Signore mi ha consolato donandomi quello di cui ora ho particolarmente bisogno. Ho ottenuto la piena sottomissione alla sua volontà e la ferma certezza che tutto quanto succede è per noi un bene. Questo non significa che io non voglia ritornare a casa e che non senta profondo il dolore per la lontananza dai miei cari, ma ho capito semplicemente che le sofferenze accompagnano sempre il cristiano su questa terra e sono compagne naturali della sua vita…il mio benessere e la mia salute sono nelle mani del Signore. La mia felicità è la fede assicurata a tutti noi che cerchiamo la Luce, la Verità e l’Amore in Cristo risorto.”
Allo scadere della pena padre Ioann viene liberato, ma con l’obbligo di restare confinato per tre nella città di Voronez dove giunge nel novembre del 1927. Qui gli viene assegnata la parrocchia di S. Aleksij. Padre Ioann non perde tempo, il suo zelo missionario attira la simpatia dei credenti e la rabbia dei rossi. La compagna contro di lui inizia presto, prima sui giornali, poi nelle assemblee di partito, poi la chiesa viene chiusa. Il 4 marzo 1929 padre Ioann è chiamato all’ordine da un delegato del partito. Lui non desiste dalla sua missione e, con c’era da aspettarsi, il 19 maggio 1929 viene arrestato.
Trascriviamo dalla sua difesa: “Nei confronti del potere sovietico io sono leale, però non condivido le misure contro la religione. Considero ingiusto insegnare nella scuola dottrine contrarie alla religione. Non avendo altre armi al di fuori della croce, sia nel passato come attualmente, considero unico metodo giusto quello di poter agire sulle masse in modo pacifico. Ho condannato ogni protesta contro le leggi civili. Non ho dubbi che la fede in Cristo crocifisso sia invincibile e che l’apparente trionfo del materialismo sia un fenomeno transitorio”. Il 16 agosto 1929 padre Ioann venne condannato a tre anni di lager alle Solovki. Nel 1930, una disposizione di Tuckov, capo del sesto dipartamento raccomandava di essere più energici nell’eliminazione del clero.
Il 23 aprile 1930 padre Ioann viene riportato nella prigione di Voronez. Accusato di propaganda antisovietica alle ore 22 del 2 agosto 1930 viene fucilato.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-08

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