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> Home > Sezione Chiese Orientali Ortodosse > San Filarete (Ivan Trofimovich Prjachin) Condividi su Facebook Twitter

San Filarete (Ivan Trofimovich Prjachin) Vescovo e martire

(Chiese Orientali)

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29 agosto 1884 - 7 marzo 1942


Filaret Prjachin, al secolo Ivan Trofimovich, nasce nel villaggio Chulkovo, governatorato di Rjazan’, il 29 agosto 1884 da famiglia contadina, All’età di 17 anni entra nel monastero della Trasfigurazione a Proinsk, Il 21 aprile fa la professione monastica e il 16 novembre 1914 è ordinato sacerdote. Nella sua spiritualità, padre Filaret si distingue come uomo di preghiera ed una particolare devozione alla Madre di Dio ‘Avvocata dei peccatori’. Con la sua icona preferita visitava le famiglie più bisognose ed affrontava le situazioni più disperate. La fame della sua santità si diffonde fra il popolo che attribuisce numerosi miracoli.
Nel 1920 il monastero della trasfigurazione viene chiuso dai comunisti e padre Filaret si trasferisce, assieme alla sua icona miracolosa, nella parrocchia dedicata alla Madre di Dio di Kazan’ nel villaggio Sreznevo. Qui per dieci anni svolge il suo ministero come parroco convertendo molta gente che aveva abbandonato la fede. Nello stesso tempo accanto alla parrocchia fa nascere un monastero clandestino raccogliendo monaci e monache provenienti da monasteri chiusi su ordine dei comunisti. Oltre alla funzione di parroco lui assume il compito di egumeno di una comunità monastica che gradualmente diventa sempre più numerosa fino a raggiungere il numero di 150 monaci. Un po’ troppi per restare clandestini all’occhio vigile del partito interessato alla salute spirituale del suo popolo.
Il 31 maggio 1931 padre Filaret viene arrestato assieme al altre 38 persone, in gran parte monaci Il padre viene accusato,. Come di consueto, in base all’arft. 58,10, per attività antirivoluzionaria, per aver fondato un gruppo monarchico di “cristiani veri ortodossi” e per la fondazione di un monastero clandestino. E’ condannato a cinque anni di lager da scontarsi nel lager per la costruzione del canale Belomore – Baltico.
Scontata la pena, padre Filaret, su indicazione del vescovo Juvenalij (Maslovskij), si stabilisca nella città di Tver’, ma non può esercitare il suo ministero sacerdotale per mancanza dell’autorizzazione civica. Egli si riferisce alla parrocchia dedicata alla Madonna del Roveto Ardente dove, anche se non può celebrare, riceve clandestinamente numerosi sacerdoti e monaci, oltre ai laici, che fanno riferimento a lui come padre spirituale. Ma anche questa illecita e pericolosa attività spirituale di padre Filaret viene considerata dal partito un delitto contro l’umanità e di conseguenza egli, per la seconda volta, il 28 agosto 1939 viene arrestato. L’inchiesta si prolunga per sette mesi durante i quali padre Filaret viene interrogato 24 volte, dopo di che viene condannato a tre anni di lager da scontarsi in Siberia nella provincia di Novosibirsk, un lager di particolare rigore dove i detenuti non resistevano a lungo, sia per il freddo, la fame e il lavoro esorbitante. Padre Filaret muore di stenti il 7 marzo 1942. Il 12 marzo 2002 la Chiesa ortodossa russa lo iscrive nell’elenco dei santi martiri.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-05

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