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Padre Luciano Fulvi Missionario Comboniano

Testimoni

Uzzano, Pistoia, 15 maggio 1928 Layibi, Uganda, 30 marzo 2004

E' stato ucciso da sconosciuti nella missione di Laybi, alla periferia di Gulu, nel nord Uganda, dove svolgeva il lavoro di cappellano del Laybi College, del centro vocazionale S. Daniele Comboni e dei giovani dell’arcidiocesi di Gulu.



Tutto è accaduto tra le 21 e le 21.45 del 30 marzo. Verso le 21, P. Luciano, dopo aver augurato la buona notte ai confratelli della comunità di Layibi si era recato nella sua stanza. Molto probabilmente lì si è trovato davanti i suoi uccisori che erano entrati con l’intento di rubare. O avevano altre intenzioni? Non sappiamo quello che è veramente accaduto in quei terribili 45 minuti.
Un confratello, passando davanti alla sua stanza verso le 22, trovò la porta semiaperta e la stanza al buio. Chiamò P. Luciano, ma senza ricevere risposta. Pensando che stesse dormendo, chiuse la porta. La mattina seguente, non vedendo apparire P. Luciano, mentre la sua bicicletta e la macchina erano allo stesso posto della sera precedente, i confratelli si sono impensieriti.
Sono entrati nella sua stanza e lo hanno trovato accanto al letto ancora vestito, ma senza vita e giacente in una pozza di sangue già rappreso.
P. Luciano era nato il 15 maggio 1928 a Uzzano, in Toscana. Dei suoi cinque fratelli, sopravvivono solo le due sorelle, una delle quali, Sr. Daniele, è missionaria comboniana e si trova in missione in Egitto.
P. Luciano, decise di entrare nei Missionari Comboniani nel 1946, mentre frequentava il seminario diocesano. Fu ordinato sacerdote il 30 maggio 1953. Passò tre anni in Inghilterra (1953-1956). Nel 1956 fu mandato in Uganda dove rimase fino al 1964, con l’incarico di cappellano nella scuola di Nyapea. Poi, per 25 anni (1965-1990) lavorò in Inghilterra, soprattutto come promotore vocazionale.
P. Luciano ritornò in Uganda nel 1990 e fu mandato nella diocesi di Arua, come cappellano dell’Ombaci College e come promotore vocazionale. Nel 1996, nonostante una grave operazione al cuore con 5 bay-pass, accettò generosamente di ritornare in Uganda, a Kampala, per riprendere il suo lavoro di promotore vocazionale e con i giovani. Nel gennaio 2002, venne nominato superiore della comunità di Layibi e cappellano del Layibi College.
Ha celebrato il suo cinquantesimo di ordinazione sacerdotale nel giugno del 2003, nella sua parrocchia natale, in Italia, presenti anche le sue sorelle. “Mio fratello, ricorda Sr. Daniela, era per me la persona più cara che avevo dopo il Signore. Nel 2003, dopo undici anni durante i quali non ci eravamo mai visti, abbiamo potuto finalmente incontrarci a casa in occasione del suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio. In quei tre mesi di vacanza che ho passato con lui, sono stati i più belli della mia vita. P. Luciano era una persona meravigliosa. Era aperto, sorridente, gioviale e buono. Amava tutti… Ieri, prima di sapere della sua morte, mi sono alzata alle 4.30 del mattino e ho avuto l’impressione di sentire una voce, non so se dentro di me o da fuori, che diceva “l’amore e il sacrificio generano la vita”. Questo è quello che P Luciano ha fatto veramente nella sua vita: ha amato tutti e, per loro, ha dato se stesso”.
Sr. Daniela non riesce a capire “perché” P. Luciano sia stato brutalmente ucciso. Non lo capiamo neanche noi, come non lo capiscono le persone che sono state a contatto con lui.
In una lettera scritta ad un amico il 27 marzo, tre giorni prima di morire, P. Luciano aveva scritto: “Dio deve essere il Dio che permea tutta la mia vita, 24 ore al giorno… Quando lavoriamo con gli esseri umani e con i loro problemi ci occorre pazienza, che deve essere ‘divina’ e senza limiti di tempo… Una persona trova la pace solo in una relazione di amore personale con la persona di Cristo”.
Riferendosi alla situazione in Acholiland, ha scritto: “Qui le cose stanno peggiorando. Tutti sembrano aspettare qualche cosa … Non c’è limite alle atrocità e alle uccisioni; il futuro appare piuttosto cupo. Siamo nella mani di Dio”.
Per il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale, P. Luciano aveva fatto stampare una preghiera: “Grazie, Gesù / perché mi hai amato / perché mi ami / e perché mi hai dato la possibilità di camminare con te nel mistero del tuo amore. / Con immensa gratitudine / ti ringrazio per coloro che con me hanno camminato”.
Con la morte di P. Luciano Fulvi, i Missionari Comboniani martiri in Uganda negli ultimi trent’anni sono arrivati a 15.


Autore:
Padre Guido Oliana


Fonte:
www.comboni.org

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Aggiunto/modificato il 2020-03-03

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