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Beato Giacomo Oh Jong-rye Giovane laico, martire

4 gennaio

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Eunjin, Corea del Sud, 1821 Jeonju, Corea del Sud, 4 gennaio 1840

Giacomo Oh Jong-rye nacque nel 1821 a Eunjin, nella regione del Chungcheong, nell’attuale Corea del Sud. Imparò in tenera età gli elementi della fede cattolica e li trasmise ai familiari e ai conoscenti. Fu arrestato nel luglio 1839, mentre era in visita a suo fratello maggiore, insieme a lui e ad altri parenti. Non rinnegò la fede, a differenza di suo fratello, neanche sotto la minaccia e l’esecuzione di torture. Il 4 gennaio 1830, a diciannove anni, morì decapitato. Inserito nel gruppo di centoventiquattro martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, è stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del suo viaggio apostolico in Corea del Sud.



Giacomo Oh Jong-rye nacque nel 1821 a Eunjin, nella regione del Chungcheong, nell’attuale Corea del Sud. Imparò il catechismo in tenera età e lo praticò fedelmente. Cresciuto, trasmise gli insegnamenti del cattolicesimo ai suoi familiari e tentò di proclamare il Vangelo ai suoi vicini.
Dopo il matrimonio, andò a vivere nella città di Gosan. Venne però arrestato a Jinsan nel luglio 1839, insieme ad altri cattolici, mentre era in visita a casa di suo fratello maggiore.
Fu condotto a Jeonju e interrogato dall’ufficiale capo. «Sei ancora giovane», disse il funzionario. «Se prometti che non crederai alla religione cattolica, ti rilascerò». Giacomo rispose: «Conosco la felicità di venerare il Signore, quindi come potrei tradirlo per la paura delle punizioni?».
Comprendendo che Giacomo non avrebbe mai ceduto, ordinò di torturarlo. Sopportò tutto con coraggio, ma dovette anche assistere all’apostasia di suo fratello maggiore. Infine, venne condannato alla pena capitale.
Tornato alla sua cella, condivise le sue sofferenze con gli altri prigionieri, che avevano professato la loro fede. Vennero tutti abbandonati per vari mesi, finché non venne fissata la data della loro esecuzione.
Il 4 gennaio 1840 (30 novembre secondo il calendario lunare), Giacomo, che aveva diciannove anni, venne condotto con i suoi compagni al terreno deputato per l’esecuzione e decapitato. Nella sua sentenza era scritto: «Oh Jong-rye è stato profondamente imbevuto dell’insegnamento cattolico da quando era giovane. Insegnò alla sua famiglia il catechismo e lo proclamò ai suoi vicini. Memorizzò i Dieci Comandamenti e disse che non poteva rinunciare all’insegnamento della Chiesa. Ebbe cinque sessioni d’interrogatori e torture, ma confessò di sperimentare una grande gioia nel suo cuore. Pertanto, non possiamo concedere a un mostro simile di restare nel nostro mondo pulito».
Inserito nel gruppo di centoventiquattro martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, Giacomo Oh Jong-rye è stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del suo viaggio apostolico in Corea del Sud. La memoria liturgica di tutto il gruppo cade il 29 maggio.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-07-17

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