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Beata Maria di San Giuseppe (Manuela Balbina Rodríguez Higuera) Vergine e martire

6 novembre

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Madrid, Spagna, 10 marzo 1886 – Madrid, Spagna, 8 novembre 1936

Manuela Balbina Rodríguez Higuera nacque a Madrid, in Spagna, il 10 marzo 1886. Ebbe una prima esperienza tra le monache Redentoriste a Segovia, terminata con la dimissione, già novizia, per motivi di salute. A trentatré anni entrò nel monastero di San Giuseppe a Madrid, dell’Ordine dell’Immacolata Concezione, le cui religiose sono dette Concezioniste Francescane, diventando suor Maria dell’Assunzione. Era molto incline alla solitudine e al silenzio. Il suo atteggiamento abituale cambiò quando cominciò a sapere degli atti vandalici contro la Chiesa in Spagna, agli inizi degli anni ’30 del 1900. Allo scoppio della guerra civile spagnola, dovette abbandonare il monastero, requisito dai miliziani. Insieme ad altre nove monache, trovò rifugio da un benefattore. Di lei e delle altre si persero le tracce dopo l’8 novembre 1936, quando vennero portate via dal loro rifugio; neanche i loro resti mortali sono mai stati rinvenuti. Suor Maria di San Giuseppe e le sue compagne, alle quali sono state unite altre quattro monache di due ulteriori monasteri dello stesso Ordine, sono state beatificate il 22 giugno 2019 a Madrid, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri Martiri del XX secolo.



Manuela Balbina Rodríguez Higuera nacque a Madrid, in Spagna, il 10 marzo 1886, figlia di Antonio Rodríguez e Josefa Higuera. Entrò tra le monache Redentoriste di Segovia, ma dovette lasciare il noviziato per motivi di salute. Rimase però ferma nel proposito di consacrarsi a Dio, anche dopo la guarigione.
A trentatré anni, il 2 luglio 1919, entrò nel monastero di San Giuseppe a Madrid, dell’Ordine dell’Immacolata Concezione, le cui religiose sono dette Concezioniste Francescane. Quattro anni dopo, suor Maria di San Giuseppe, questo il suo nuovo nome, emise i voti perpetui. Nel 1928 fu raggiunta da sua sorella minore, María de las Nieves, diventata in religione suor Maria Guadalupe dell’Ascensione.
Era molto incline a cercare momenti di solitudine, nei quali dedicarsi alla lettura o alla preghiera. Amava molto il silenzio e il raccoglimento. Allo stesso tempo, era estremamente pronta a correre al servizio dei malati.
I ripetuti atti di vandalismo contro le chiese e le case di religiosi, ma soprattutto le prime uccisioni di sacerdoti e religiosi che cominciavano ad avvenire in Spagna, la turbarono profondamente. Le consorelle furono sorprese dal fatto che lei, tanto silenziosa, si era fatta più comunicativa.
In effetti, anche le Concezioniste Francescane di Madrid vennero raggiunte dai disordini della guerra civile spagnola. Alle nove del mattino del 19 luglio 1936, era appena finita la Messa nel convento, quando da fuori si sentirono grida di minaccia: «Fuori le monache!». Madre Maria del Monte Carmelo, la superiora, diede quindi ordine alle altre monache di tornare in coro, per consumare le Ostie consacrate così da evitare profanazioni.
Mentre le distribuiva, il cappellano domandò alle religiose: «Se le circostanze lo richiedessero, sareste disposte a dare la vita per mantenervi fedeli ai vostri impegni di anime consacrate?». La risposta di tutte fu un «Sì» fermo e incondizionato.
Si vestirono quindi con abiti secolari, presero con sé un fagotto con lo stretto indispensabile e lasciarono il monastero in due gruppi. Otto ripararono nelle case di amici o di parenti, mentre le restanti dieci, comprese la superiora e e suor Maria di San Giuseppe, vennero ospitate da un benefattore.
Il portinaio di uno stabile vicino, però, denunciò la loro presenza. Da allora subirono frequenti controlli e ingiurie da parte dei miliziani, che volevano costringerle a rinunciare alla fede. Nei mesi di luglio e agosto rimasero per giorni senza poter bere, dato che era stata loro tolta l’acqua.
L’8 novembre 1936 vennero prelevate e obbligate a salire su alcune automobili. Non ci sono notizie esatte dei loro ultimi giorni; neanche i loro resti mortali sono mai stati rinvenuti. Suor Maria di San Giuseppe aveva cinquant’anni, diciassette dei quali di vita religiosa.
L’Ordine delle Concezioniste Francescane ebbe altre martiri nel corso della guerra civile spagnola. Suor Maria Agnese di San Giuseppe e suor Maria del Monte Carmelo della Purissima Concezione, del monastero di Nostra Signora delle Misericordie a El Pardo, nei pressi di Madrid, vennero fucilate all’alba del 22 agosto 1936. Sono le uniche i cui resti sono stati identificati e preservati; dal 2015 riposano presso la Casa madre dell’Ordine a Toledo.
La superiora del monastero di Escalona, suor Maria di San Giuseppe, e la sua vicaria, suor Maria dell’Assunzione, furono invece le uniche che non tornarono a casa alla fine della guerra. Dopo essere passate per varie carceri con le altre monache, vennero uccise alla fine di ottobre del 1936. Anche le loro spoglie sono andate disperse.
La causa delle quattordici Concezioniste, capeggiate da madre Maria del Monte Carmelo, ha visto l’inizio delle fasi preliminari a Toledo, a partire dal 2002. La fase diocesana, però, si è svolta a Madrid, luogo del loro martirio, dal 2006 al 3 febbraio 2010. Il nulla osta della Santa Sede è invece datato 9 ottobre 2007.
Il 15 gennaio 2019, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui le monache venivano dichiarate martiri.
La beatificazione è stata celebrata il 22 giugno 2019 nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena a Madrid, presieduta dal cardinal Becciu come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica di suor Maria di San Giuseppe e delle altre monache cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri Martiri del XX secolo.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-06-25

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