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Sant' Antonio di Weert Sacerdote e martire a Gorcum

16 giugno

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1522 - 9 luglio 1572


Sant’Antonio nacque nel 1522 nella piccola città di Werten nella contea di Horn, nell’Olanda settentrionale, da famiglia benestante e cattolica. Dotato d’ingegno vivace, di cuore generoso, di carattere espansivo, di spirito franco e magnanimo, chiese ed ottenne di far parte dell’Ordine dei Frati Minori. Dopo la vestizione, l’anno di noviziato, la professione religiosa e gli studi filosofici e teologici, venne consacrato sacerdote. Insieme al suo compaesano San Girolamo da Werten lavorò intensamente per rendersi utile ai suoi connazionali. Fu efficace predicatore della parola di Dio e svolse questo ministero, non soltanto nelle chiese, ma anche sulle pubbliche piazze, lungo le strade, nelle borgate di campagna e nelle case private passando di porta in porta, per confutare gli errori che in quei giorni serpeggiavano nella sua patria, per fortificare nella fede, tanto minacciata dai calvinisti, i suoi connazionali. Scopo della sua predicazione era l’autentica esposizione al Vangelo secondo le direttive della Chiesa cattolica e del Romano Pontefice.
In uno dei suoi ultimi discorsi pronunciò queste solenne parole: “Fratelli miei, perseverate costanti nella preghiera insieme con Maria, la Madre di Gesù. Amate la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, romana, che non ebbe mai tanto bisogno delle preghiere dei suoi figli come oggi. Siate vigilanti e rimanete saldi nella fede. La persecuzione si avvicina e sconvolgerà, e rovinerà e desolerà le nostre contrade”. Fu davvero profeta.
Motto dei martiri di Gorcum era questa, dettato loro da San Nicolò Pick: “Il Papa è la pietra angolare, la roccia su cui è costruita la Chiesa di Cristo; staccarsi dal Papa è come staccarsi dalla Chiesa; rinunciare alla Chiesa è rinunciare a Gesù Cristo, di cui la Chiesa è sposa”. Questo atto di fede con fermezza di convinzione, fu ripetuto dai martiri. Una volta fu inviato loro in carcere un certo Giovanni Omal, già sacerdote cattolico, e canonico della cattedrale di Liegi, poi apostata e fanatico calvinista. Le sue parole non riuscirono a smuovere gli eroici confessori della fede. Omal, pieno di furore, uscendo gridò: “Ebbene, vilissimi papisti, preparatevi alla più spietata e infame morte! Maledetti, vi pentirete della vostra ostinazione!”.
Nei Paesi Bassi la rivolta protestante, divenuta lotta nazionale contro gli Asburgo, scagliò i Geusi contro i religiosi cattolici. Nel 1572, a Gorcum, i Geusi del mare, veri pirati, impiccarono un domenicano, un agostiniano, quattro preti secolari, undici Frati Minori, tra cui Sant’Antonio da Werten, che più volte torturato, sostenne i confratelli fino all’ultimo e sotto tortura ringraziava il carnefice. Furono seviziati in mille modi perché rinunciassero alla fede cattolica, nell’Eucarestia e nel primato del Romano Pontefice; tutti rimasero saldi nella fede e perciò furono messi a morte il 9 luglio 1572. Sant’Antonio da Werten aveva 50 anni e insieme ai suoi compagni di martirio venne canonizzato da Pio IX il 29 giugno 1867.
 


Autore:
Don Luca Roveda

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Aggiunto/modificato il 2018-02-17

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