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Padre Piero Gheddo Missionario PIME

Testimoni

Tronzano Vercellese, Vercelli, 10 marzo 1929 Cesano Boscone, Milano, 20 dicembre 2017

Un missionario appassionato, un giornalista coraggioso e un inguaribile ottimista. Difficile sintetizzare in poche frasi il profilo di padre Piero Gheddo, morto a Milano, all’età di 88 anni, a seguito di una lunga malattia. Gheddo ha attraversato per decenni, da protagonista, la scena ecclesiale e culturale italiana, compiuto viaggi in un’ottantina di Paesi, scritto un centinaio di volumi, un numero incalcolabile di articoli. Suoi genitori furono i Servi di Dio Giovanni Gheddo e Rosetta Franzi. Ebbe a scrivere: "Perché è bello fare il prete? Perché sei nella condizione migliore per innamorarti di Gesù".



Un grande giornalista che ha raccontato il mondo intero. Un protagonista insostituibile dell’animazione missionaria in Italia. Era questo padre Piero Gheddo, volto notissimo dei missionari del Pime, scomparso oggi 20 dicembre 2017, all’età di 88 anni a Milano. Nonostante i problemi di salute che lo affliggevamo ormai da tempo la sua è stata una morte improvvisa: è spirato nel primo pomeriggio all’ospedale San Carlo, dove era stato ricoverato qualche giorno fa per una broncopolmonite. Fino a pochi giorni fa padre Gheddo aveva lavorato a un nuovo libro che aveva iniziato a scrivere sulla storia dei missionari del Pime riletta alla luce della “Chiesa in uscita”, annunciata da papa Francesco.
Era così padre Gheddo: non giocava mai al risparmio. Era nato a Tronzano Vercellese nel 1929, crescendo alla scuola di «due santi genitori», per i quali aveva avviato anche una causa di beatificazione. Entrato nel Seminario diocesano, nel 1945 passa al Pime per consacrare la sua vita alla missione ad gentes. «Anche al bambino Pierino Gheddo il Signore ha detto: “Ti farò pescatore di uomini”. Io sono andato con Lui e dopo 80 e più anni sono contentissimo di averlo seguito », raccontava della sua vocazione nel libro Inviato speciale ai confini del mondo, la sua autobiografia scritta insieme a Gerolamo Fazzini e pubblicata l’anno scorso dall’editrice Emi.
Sacerdote dal 1953 anziché partire per l’India - come aveva sognato - fu destinato dai suoi superiori all’informazione missionaria. E quella scelta ha segnato la sua vita: dal 1959 al 1994 è stato il direttore della rivista Mondo e Missione; fu proprio lui a volere questo nome nel 1969 cambiando la testata che prima si chiamava Le Missioni Cattoliche. Vi si vedeva chiara l’eco del Concilio Vaticano II a cui padre Gheddo aveva partecipato, lavorando per L’Osservatore Romano nella sala stampa e collaborando alla stesura dell’Ad Gentes. Erano iniziati lì gli incontri con i grandi protagonisti della vita della Chiesa che avrebbero segnato tutta la sua vita. Ma l’altro filo rosso della sua attività giornalistica sono stati i viaggi: per ogni Paese dell’Asia, dell’Africa o dell’America Latina aveva un aneddoto da raccontare.
Quelle giovani Chiese che aveva incontrato al Concilio le aveva poi visitate di persona, portando in Italia la loro voce. Anche per questo - agli inizi degli anni Sessanta - padre Gheddo era stato tra i promotori della nascita a Milano del Centro di animazione missionaria del Pime come luogo in cui respirare la missione ad gentes. Fu proprio qui, ad esempio, che nel 1973 l’Italia scoprì per la prima volta una religiosa con il sari bianco bordato di azzurro che poi diventò per tutti Madre Teresa di Calcutta. Ma i viaggi di padre Gheddo incrociarono anche le frontiere ferite del suo tempo: leggendari i suoi reportage dal Vietnam, nei quali ebbe il coraggio di raccontare anche verità controcorrente per i turbolenti anni Settanta.
La sua passione più grande restava comunque l’annuncio del Vangelo, come ricorderanno certamente quanti impararono a conoscerlo negli anni Novanta quando su RaiUno al sabato pomeriggio commentava la Parola di Dio della domenica. Ha viaggiato in missione fino a quando le forze glielo hanno consentito: l’ultima trasferta risale al 2009 quando ormai aveva ottant’anni; un ritorno in Bangladesh, realtà che conosceva molto bene (ed è interessante che l’ultimo post sul suo blog Armagheddo, scritto appena una settimana fa, parli proprio del viaggio di papa Francesco in Bangladesh).
«Con la morte di padre Gheddo – commenta il superiore generale del Pime, padre Ferruccio Brambillasca – la Chiesa, il Pime e la missione perdono un missionario prezioso, vitale ed entusiasta. Ha suscitato con i suoi scritti, molte persone che sono poi diventate missionari o missionarie oppure hanno sostenuto con la preghiera e l’aiuto economico le missioni».


Autore:
Giorgio Bernardelli


Fonte:
Avvenire


Note:
Per approfondire: www.gheddopiero.it

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Aggiunto/modificato il 2017-12-29

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