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Padre Emile Neubert Marianista

Testimoni

1878 - 1967


Nel 1878, a Ribeauville, in Alsazia, tra la Francia e  la Germania, in un tempo di odio e di idee storte, nasce Emile Neubert... Si rivela presto un giovane intelligente, vivace, innamorato di Cristo e di sua Madre. Gli sboccia dentro il desiderio intenso di consacrarsi a Dio, di continuare l’opera di Gesù.
Non è ancora un secolo che il Beato Guglielmo Giuseppe Chaminade ha fondato in Francia i Marianisti, “i Fratelli di Maria”, come si chiamavano allora comunemente. Emile entra tra loro e vi inizia gli studi. Va a laurearsi in lettere alla prestigiosa Università della Sorbona a Parigi, e in teologia a Friburgo, in Svizzera, dove è ordinato sacerdote.

Scrittore, apostolo

È appassionato della Madonna e la studia nelle opere dei Padri della Chiesa: così scrive la sua tesi di laurea in teologia su “Maria nella Chiesa, prima del Concilio di Nicea”, cioè nei primi tre secoli del Cristianesimo. Suscita un grande stupore, perché è la prima tesi di patristica che studia Maria e segna una pietra miliare negli studi di mariologia.
È il 1907: P. Emile Neubert, sacerdote, professore, mariologo, è già apprezzato nella sua Famiglia religiosa e fuori. È mandato negli Stati Uniti a compiere il suo ministero, prima come cappellano, poi come insegnante e infine come maestro dei novizi marianisti.
Illumina, riscalda il cuore di coloro che incontra, lega tutti al suo Unico Amore, Gesù, per mezzo dell’affezione a Maria, che egli diffonde incessantemente. Nel 1921, è richiamato in Europa e diventa rettore del Seminario internazionale di Friburgo, in Svizzera.
Alla sua scuola, sotto la sua guida, si formano numerosi seminaristi, ai quali insegna alcune Verità essenziali, forti, di quelle che trasformano e cambiano l’esistenza. Ogni sacerdote è il prolungamento di Cristo, quindi è apostolo, evangelista di Lui solo, in mezzo al mondo. Anche ogni battezzato, lo è, lo deve essere, al suo posto.
Per dire tutto questo, il Padre Emile è il primo a lasciarsi trasformare in Gesù, per opera di Maria, poi lo insegna non solo in Seminario ai giovani che gli sono affidati, ma con la predicazione, la guida delle anime, i libri che scrive, uno più bello dell’altro.
Il compito più grande, continuo di Maria, è quello di generare degli “altri-Gesù”. Lui lo dirà con più di 150 scritti, tra studi, articoli, libri. Così, nel 1933, anno santo della Redenzione, pubblica il suo piccolo grande capolavoro, “Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria”, cui fa seguire, nel medesimo anno, “Maria nel dogma”.
Verranno, nel 1936, “La vita di Maria”; nel 1941, “Nostra Madre”; nel 1944, “La Regina dei militanti”, scritto per gli aderenti all’Azione Cattolica; nel 1952, “Maria e il nostro Sacerdozio”, rivolto in particolare ai sacerdoti, frutto della sua esperienza di formatore in Seminario.
Il Vescovo di Liegi, Mons. Louis Kerkhofs, al quale aveva mandato il monoscritto di quest’ultimo libro per averne un giudizio, gli risponde: “Il clero attuale desidera essere del proprio tempo: sociale, attivo, impegnato. Il suo libro aiuterà i sacerdoti ad acquistare il vero spirito sociale, il segreto di un’azione profonda, l’impegno autentico nell’intimità continua con Gesù e con sua Madre che è anche Madre nostra”.
Intanto, fin dal 1935, P. Emile Neubert ha fondato “La società francese di studi mariani”. È guardato ormai da Vescovi, illustri sacerdoti e cristiani autentici e profondi, come una guida eccezionale, un maestro di vita, semplice, equilibrato, intenso, che prende il cuore nelle sue ultime fibre e le porta a Dio con la delicatezza e la forza di una madre.

Il “best-seller” di Maria

Tra tutti i suoi libri, il preferito da laici e sacerdoti è “Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria”, che, vivente l’autore, ha una diffusione eccezionale, in Francia, in Europa e nel mondo, con traduzioni in tutte le lingue europee, in giapponese e persino in arabo e nella lingua zulu, con 500 mila copie e oltre.
Un vero “best-seller” della Madonna, che, per anni, continuò nel mondo, una specie di marcia trionfale.
Il successo è dovuto alla sintesi forte e dolce di fede e devozione, di preghiera e azione, di semplicità e profondità, che si incentra in Cristo e in Maria, Ogni cristiano è chiamato a essere come Giovanni, “il discepolo che Gesù amava” (Gv 13,23) che prende in casa, con sé, Maria (Gv 19,27), come madre, e da Lei si lascia educare all’intimità più intensa con Gesù e all’apostolato.
Il battezzato – insegna P. Neubert, ponendo le sue parole in bocca, prima a Gesù, poi alla Madonna – non può accontentarsi della mediocrità fatta di qualche preghiera quotidiana e di una certa onestà morale, ma dev’essere santo, nella vita di unione con Gesù e nell’annuncio di Gesù ai fratelli. Santo e apostolo. Tutto di Dio e missionario, per le strade del mondo, con la preghiera, la testimonianza e la parola.
Ed è Maria la via per realizzare tutto questo. Ella è la Madre e l’Educatrice: ha educato Gesù, Giovanni, il suo prediletto, gli apostoli del Figlio suo, e può educare ciascuno di noi a diventare degli “altri-Gesù”. Maria è Madre e Educatrice per tutti.
Così il libro “Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria” è interamente cristocentrico: parte da Gesù, e, come ha fatto dalla sua croce, è Lui stesso che conduce a Maria: “Ecco tua Madre”. D’altra parte, Maria, può solo portare alla meta che è Gesù solo.
Nelle prime due parti del libro, è Gesù stesso che spiega Maria, fino a dirci: “Che io possa amarla in te”. Nelle due ultime parti del libro, poste in bocca a Maria, ella stessa spiega la sua missione e ci chiama a lasciarci educare da Lei, come degli altri-Gesù, a diventare suoi apostoli nel mondo.
Da questo scaturisce una gioia grande: la gioia di essere strumenti nelle mani di Colei “alla quale sono riservate le ultime vittorie sul male”, di Colei che ha vinto tutte le eresie nel passato e che vincerà pure quelle del nostro tempo, come hanno insegnato San Luigi de Montfort, San Alfonso de’ Liguori e il Ven. Guglielmo Chaminade. Un compito stupendo, da vivere, con Maria, oggi.

Una scuola di santi

Non sappiamo quanti, leggendo queste pagine semplici e sublimi, hanno raggiunto la vetta della santità, sotto tutti i cieli della terra. Lo stesso P. Neubert, ha conosciuto di queste persone e di due ha potuto scrivere la biografia: suor Maria Regina e René Mougel.
Tra i lettori più giovani, il libro ebbe, nel 1961, un ragazzo spagnolo di 14 anni, Faustino Perez-Manglano, che annotò nel suo diario: “Dopo aver letto un quarto d’ora «Il mio ideale», mi sono reso conto della meravigliosa bellezza di questo libro. Non si può esprimere a parole la grandezza del suo contenuto. Quanto è meravigliosa la mia Madre Maria! Questo libro mi insegna ad amare di più Gesù, Maria e le persone che più mi sono care, papà e mamma”.
Faustino morì, in profumo di santità, nel 1963, appena sedicenne, e il P. Neubert seppe dal P. José Salaverri, in seguito autore della bellissima biografia di Faustino (Forse Dio mi parla, Ed. PiEmme, Casale Monferrato, 1987) che il suo libro “Il mio ideale” aveva aiutato questo ragazzo a farsi santo. Ne provò una grandissima gioia: “Ringrazio il Signore – scrisse – per avermi permesso di contribuire con il mio libro ad aumentare il suo amore filiale e apostolico verso la Madre di Gesù... Sono sicuro che con l’esempio della sua vita predicherà la sua devozione alla Madre Celeste”.
Faustino ora è avviato alla gloria degli altari.
Nel 1966, nell’avvicinarsi del sessantennio del dottorato in teologia del P. Neubert, l’Università di Friburgo gli assegnò un diploma speciale, che il decano della Facoltà Teologica gli consegnò di persona, per il ruolo importantissimo che la sua tesi del 1907 e tutta la sua vita aveva avuto negli studi sulla Madonna.
Ed è così che vorremmo conoscere qualcosa di più della vita interiore di questo educatore di santi, ma egli non ha mai sollevato di proposito il velo. È certo però che “egli si nasconde dietro le proprie parole dei suoi libri, in modo speciale nel «Mio ideale, Gesù, Figlio di Maria», come scrive il P. Salaverri, poi superiore generale dei Marianisti, citando anche una confidenza di P. Neubert al suo direttore spirituale: “Credevo, altre volte, che Maria avesse solamente l’incarico di introdurci nell’unione con Gesù, e che una volta giunti all’intimità con Nostro Signore, il suo ruolo fosse terminato. Ora però mi rendo conto che più mi avvicino a Gesù, più ho bisogno di mantenermi in Lui, e per amarlo secondo il mio desiderio, devo sentire che Maria mi è vicina”.
Prima di spegnersi, come un antico patriarca a 89 anni, nel 1967, scrisse ancora un altro libro con il suo stile che conquista: “S. Teresa di Gesù Bambino e la SS. Vergine”, affascinato anche Lui, venerando maestro (e chi non lo è?) dalla piccola grande santa di Lisieux.
Che ci resta da fare? Prendere in mano questo capolavoro del P. Emile Neubert (Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria, Ed. PiEmme, Casale Monferrato 1990), meditarlo, viverlo, pregare ogni giorno, come egli suggerisce: “O Gesù, dammi la grazia di amare tua Madre e di farla amare come Tu la ami e vuoi che sia amata. E Tu, o Maria, ottienimi la grazia di amare Gesù e di farlo amare da tutti gli uomini, come Tu stessa lo ami”.


Autore:
Paolo Risso

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Aggiunto il 2017-10-09

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