Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione G > Beato Giovanni Sullivan Condividi su Facebook Twitter

Beato Giovanni Sullivan Sacerdote gesuita

19 febbraio

Dublino, Irlanda, 8 maggio 1861 19 febbraio 1933

John Sullivan, irlandese di Dublino, era figlio di padre protestante e madre cattolica. Allevato secondo la confessione protestante, si distaccò gradualmente dalla pratica religiosa, mentre eccelleva negli studi e conduceva uno stile di vita brillante. Gradualmente si avvicinò al Cattolicesimo, diventando a tutti gli effetti membro della Chiesa cattolica nel dicembre 1896. Stupì ancora di più amici e parenti quando annunciò il suo ingresso tra i Gesuiti: professò i primi voti l’8 settembre 1902 e fu ordinato sacerdote il 28 luglio 1907. La sua fu una vita di completa dedizione, sia ai futuri membri della Compagnia di Gesù, sia ai malati e ai poveri, arricchita da doni eccezionali. Morì nell’ospedale di St Vincent a Dublino il 19 febbraio 1933, per una cancrena intestinale. è stato beatificato a Dublino il 13 maggio 2017, sotto il pontificato di papa Francesco. I suoi resti mortali sono venerati nella chiesa di San Francesco Saverio a Dublino, in Gardiner Street.



Infanzia e famiglia
John Sullivan nacque a Dublino, in Irlanda, l’8 maggio 1861, figlio di Edward Sullivan, avvocato di confessione protestante, e di Elizabeth Bailey, nativa di una famiglia di proprietari terrieri, cattolica. Venne battezzato il 15 giugno 1861 nella chiesa protestante di San Giorgio e allevato secondo le tradizioni religiose protestanti: l’usanza tra le famiglie con coniugi di confessione mista, infatti, era che le figlie femmine dovessero essere educate nella fede della madre, mentre i maschi in quella del padre.
Nella sua famiglia, che contava anche tre fratelli e una sorella, il clima era piacevole e aperto alla tolleranza religiosa. Dal padre imparò un intenso amore per gli studi; dalla madre, invece, apprese una profonda spiritualità. I Sullivan erano benestanti e, quando il capofamiglia divenne Lord Cancelliere d’Irlanda, divennero ancora più rinomati e interessati, per questo motivo, a dare ai figli un’educazione di qualità.

Nelle migliori scuole d’Irlanda
Di conseguenza, John fu dal 1873 allievo della Portora Royal School, seguendo le orme dei suoi fratelli. L’istituto era molto famoso nell’ambito protestante: tra i suoi allievi c’era anche lo scrittore Oscar Wilde. Gli inizi del ragazzo nella nuova scuola non furono felici, anzi, come dichiarò in seguito, furono bagnati di lacrime. Col tempo, però, si gettò pienamente negli studi, tanto da piangere di nuovo, ma dal dispiacere, quando terminò il corso di studi.
Proseguì la sua formazione al Trinity College di Dublino, studiando Lettere: nel 1885 ottenne una medaglia d’oro per i suoi eccellenti risultati. Per il resto, conduceva una vita non dissimile da quella dei suoi colleghi: aveva un’intensa vita sociale e amava vestirsi alla moda, tanto che un amico di famiglia lo definì “l’uomo meglio vestito di tutta Dublino”. Nello stesso periodo, smise di frequentare la Chiesa protestante.

Un buon partito dall’animo inquieto
Nell’aprile 1885, la morte del padre gettò John in uno stato di profonda disperazione: gli era molto affezionato e, per seguire la carriera che il genitore aveva designato per lui, era passato a studiare Diritto. Per la sua acuta capacità di giudizio, fu scelto per alcune missioni diplomatiche, come quella d’indagare sul massacro degli Armeni ad Ardana nel 1895. Inoltre, i beni ricevuti in eredità dal padre lo rendevano, insieme alle sue maniere eleganti, un ottimo partito per le donne dell’alta società dublinese dell’epoca.
Tuttavia, qualcosa nel suo animo si stava iniziando a muovere. Ai suoi amici pareva che non avesse particolari interessi religiosi, ma aveva da poco scoperto le «Confessioni» di sant’Agostino. Sentiva di avere molto in comune con lui, a cominciare dal suo scetticismo iniziale, ma anche perché sapeva che sua madre, come santa Monica con il figlio, pregava per la sua conversione.

Membro della Chiesa cattolica
Gradualmente iniziò a incuriosirsi verso il Cattolicesimo, tanto da approfittare del suo soggiorno estivo in un albergo di Derry per unirsi alle lezioni di catechismo impartite a una ragazzina, Ester O’ Kiely. Spesso, poi, andava a visitare i malati e i moribondi negli ospizi, per dare loro qualche parola di conforto, insieme a piccoli regali.
Così, nel dicembre 1896, John venne ricevuto nella Chiesa cattolica. Sua madre ne era felicissima, mentre il resto della famiglia era rimasto sconvolto: non solo perché lui fosse diventato cattolico, ma anche perché all’esterno continuava ad apparire indifferente alla religione in genere. Negli anni seguenti, di pari passo al suo lavoro di avvocato, prese a visitare ospedali, ospizi e conventi, sempre pronto ad aiutare le suore che vi prestavano servizio. Dagli abiti eleganti passò a indumenti più dimessi, sulla scorta di san Francesco d’Assisi, un altro dei suoi santi preferiti.

Nella Compagnia di Gesù
Lo stupore di amici e parenti fu ancora più grande quando John comunicò la sua intenzione di entrare nella Compagnia di Gesù. Nel 1900, quindi, entrò in noviziato nel collegio San Stanislao a Tulamore e professò i primi voti l’8 settembre di due anni dopo.
Proseguì gli studi filosofici al collegio gesuita di Stonyhurst e, nel 1904, passò alla casa di Miltown Park per il corso teologico. Non era solo serio negli studi, ma anche di buon umore, tanto che un suo connovizio, monsignor John Morris, ha dichiarato: «Non fosse stato per il suo senso dell’umorismo, ci avrebbe sopraffatti, dato che eravamo tutti consapevoli che fosse molto santo».

Sacerdozio e primi incarichi
Fu ordinato sacerdote il 28 luglio 1907. Come primo incarico, fu assegnato alla comunità del collegio di Clongowes Wood, dove avrebbe trascorso gran parte della sua esistenza. Stando a molte testimonianze, non era un insegnante molto capace, ma era benvoluto dagli studenti, che spesso portava a fare passeggiate nei dintorni del collegio.
Se con gli altri era indulgente, non altrettanto era con la propria persona: mangiava cibi ordinari e viveva in continuo spirito di penitenza; dormiva spesso per poco più di due ore per notte, pregava fino a tardi e si alzava prestissimo per continuare l’indomani. Le sue vesti erano logore e i suoi stivali sfondati; non accettò mai di prenderne un paio nuovi. Trascorreva in cappella ogni momento libero ed era così raccolto da accorgersi a stento della presenza di altre persone.

Vicino agli ammalati
La sua fama di santità si estese a tutta Clongowes e paesi vicini: sempre più di frequente si vedevano carretti o automobili che gli portavano ammalati da benedire. Se qualcuno non riusciva proprio a muoversi, andava lui, a piedi o su una bicicletta mezza rotta. Intenso era anche il suo apostolato nel confessionale, come anche quello tramite le lettere che inviava a chi gli scriveva da gran parte delle contee d’Irlanda.
Non tardò molto che iniziarono a diffondersi voci di guarigioni miracolose ottenute tramite la sua preghiera e la sua benedizione col Crocifisso della professione religiosa, dono di sua madre, che gli era stato concesso di poter tenere con sé. Furono riscontrati anche casi in cui anticipò a qualche malato che sarebbe morto di lì a poco.

Rettore a Rathfarnam in anni difficili
Nel 1919 padre Sullivan divenne rettore di Rathfarnham Castle, casa per gli scolastici Gesuiti che dovevano frequentare l’università. In anni turbolenti per l’Irlanda, che portarono all’indipendenza del Paese, dovette spesso placare gli animi degli studenti, alcuni dei quali avevano amici o parenti coinvolti nella guerra civile.
Intanto continuava a dispensare i suoi consigli a quanti, tormentati dagli scrupoli, ricorrevano a lui, che rispondeva: «Quando Dio mi perdona i peccati, li seppellisce sotto una grossa lapide. Disseppellirli è un sacrilegio», oppure: «La gente dimentica che “Credo nella remissione dei peccati” è un articolo di fede».

Di nuovo a Clongowes
Tornò a Clongowes cinque anni dopo, mentre lo Stato Libero d’Irlanda cercava di riunire i cittadini dopo la guerra civile. Padre Sullivan era convinto più che mai che l’istituto doveva formare la futura classe dirigente d’Irlanda: in effetti, molti ministri dei governi degli anni ’20 furono suoi allievi.
Riprese a visitare i malati dei dintorni e, di nuovo, si moltiplicarono le guarigioni a lui attribuite: una delle più celebri riguarda un nipote di Michael Collins, il primo presidente dello Stato Libero d’Irlanda, che portava il suo stesso nome, colpito da paralisi a tre anni e guarito dopo che lui ebbe pregato per lui e imposto le mani sulla gamba paralizzata. Altri malati non furono guariti nel fisico, ma consolati nelle sofferenze morali causate dalle malattie.

La morte
Quanto a padre Sullivan, la sua salute andava peggiorando sempre di più a partire dal 1929. Il 5 febbraio 1933 fu colto da un acuto mal di stomaco e venne condotto di corsa all’ospedale di St Vincent a Dublino: aveva l’intestino in cancrena e venne operato d’urgenza.
L’indomani ricevette la Comunione e continuò a pregare a voce alta finché, verso mezzogiorno, la suora infermiera che l’aveva in cura, madre Tecla, gli ordinò: «Penso che lei abbia pregato abbastanza e abbia offerto le sue sofferenze a Dio; ora deve riposare». Il paziente acconsentì, ma aggiunse subito: «Lei, però, continui».
Nel pomeriggio venne a trovarlo padre Gorge Roche, rettore di Clongowes, che gli domandò un messaggio per gli allievi: «Dio li benedica e li protegga», mormorò. Verso le tre pomeridiane cadde in stato di semi-incoscienza, per diventare del tutto incosciente verso le sei. Morì quindi serenamente alle 23 del 19 febbraio 1933.

La reazione dei fedeli
La notizia della sua morte commosse molti: la camera ardente era continuamente piena di uomini e donne di ogni condizione sociale e stato di vita, che pregavano o cercavano di ottenere qualche sua reliquia; perfino i giovani medici e gli studenti dell’ospedale gli tagliarono qualche ciocca di capelli.
La stessa scena si ripeté al termine dei suoi funerali nella chiesa aperta al popolo del collegio gesuita di Clongowes, quando molti si misero in coda per toccare la bara con corone del Rosario, crocifissi o altri oggetti di devozione. Al vedere quella forma di devozione e affetto, il fratello del defunto, William Sullivan scoppiò a piangere.

La fama di santità e l’avvio del processo di beatificazione
La fama di santità di padre John Sullivan non venne meno col tempo, tanto che nel 1943, due anni dopo l’uscita della sua prima biografia, il Padre provinciale dei Gesuiti irlandesi inviò un questionario ai suoi confratelli che l’avevano conosciuto, circa l’opportunità di aprire la sua causa di beatificazione: la risposta fu affermativa. L’anno successivo, il postulatore generale della Compagnia di Gesù, padre Carlo Micinelli, inserì il suo nome in una lista di potenziali candidati agli altari.
Infine, nel 1947, si formò il tribunale ecclesiastico per il processo informativo, la cui prima sessione si svolse nella chiesa di San Francesco Saverio a Dublino, dove, nel 1960, vennero traslati i resti mortali del Servo di Dio John Sullivan.

Le altre tappe del processo
Dopo che i documenti della causa furono tradotti in italiano, vennero esaminati nel 1969 dalla Sacra Congregazione dei Riti (l’organismo competente all’epoca), mentre nel 1972 il nuovo Dicastero delle Cause dei Santi diede l’approvazione agli scritti del Servo di Dio. Nel giugno 2002, i risultati di un’indagine suppletiva, svolta ancora nella diocesi di Dublino, furono trasmessi alla Santa Sede; la “Positio super virtutibus” venne consegnata nel 2004.
I consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi diedero parere positivo circa l’esercizio delle virtù eroiche da parte di padre Sullivan, che poté essere chiamato Venerabile dopo la promulgazione del relativo decreto, il 10 febbraio 2006.

Il miracolo e la beatificazione
Come potenziale miracolo per ottenere la sua beatificazione è stata valutata la guarigione di Delia Farnham, dublinese, da un tumore al collo, avvenuta nel 1954. Il decreto che l’approvava è stato promulgato il 26 aprile 2016.
Il rito della beatificazione, presieduto dal cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come delegato del Santo Padre, è stato celebrato il 13 maggio 2017, la prima del genere sul territorio irlandese.
Ancora oggi, la tomba del Beato John Sullivan è visitata da moltissimi fedeli da gran parte d’Irlanda, che vengono a visitarlo come già accadeva quand’era in vita. I Gesuiti della chiesa di Gardiner Street continuano a portare in varie località la reliquia del crocifisso di padre Sullivan per impartire, come faceva lui, la benedizione divina.


Autore:
Emilia Flocchini

_____________________
Aggiunto il 2017-05-12

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati