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Beata Regina Maria Vattalil Vergine e martire

25 febbraio

Pulluvazhy, Kerala, India, 29 gennaio 1954 - Udaingar, Madhya Pradesh, India, 25 febbraio 1995

Regina Maria Vattalil, Suora professa della Congregazione delle Suore Clarisse Francescane fu uccisa in odio alla Fede il 25 febbraio 1995. Fu accoltellata perché il suo instancabile lavoro per i poveri aveva creato fastidi nei “signori” del luogo. Papa Francesco in data 23 marzo 2017 ha riconosciuto il suo martirio, aprendo così la strada alla sua beatificazione.



C’è anche il nome di una martire del nostro tempo tra i decreti della Congregazione per le Cause dei Santi approvati dal Papa il 23 marzo 2017. Ed è un nome che arriva dall’India, una delle regioni del mondo dove i cristiani sperimentano più duramente oggi la persecuzione, non solo per motivazioni religiose ma anche per il loro impegno al servizio degli ultimi. Papa Francesco ha infatti riconosciuto ufficialmente il martirio di suor Rani Maria Vattalil, una clarissa francescana originaria del Kerala, uccisa in maniera atroce il 25 febbraio 1995, poco più di vent’anni fa.
La sua è una storia quanto mai attuale: a colpirla, mentre si trovava su un autobus diretto a Bhopal, fu un sicario che voleva fermare le sue iniziative in favore dei contadini poveri, che lei provava a strappare al gioco degli usurai e di chi ambiva a impossessarsi delle loro terre. La accoltellò davanti a tutti e poi andò avanti a infierire sul suo corpo con 54 colpi affinché fosse chiara qual era la sorte per chi - nelle trasformazioni dell’India rurale - pretendeva di opporsi alla legge del più forte.
La storia di suor Rani Maria si intreccia, dunque, con il grande dramma dei suicidi degli agricoltori in India. Uno studio della London School of Economics ha stimato che tra il 1995 e il 2012 siano stati 285mila quelli che si sono tolti la vita perché spogliati delle loro terre. Troppo forte la vergogna per aver perso tutto per effetto dei cambiamenti climatici o anche per la corsa al ribasso dei prezzi, che strangola i piccoli produttori. Un destino contro cui - nel villaggio di Udainagar, nello Stato del Madhya Pradesh - la Religiosa di cui il Papa ha riconosciuto il martirio ha provato a dire di no promuovendo iniziative di microcredito e portando il tema della difesa dei diritti dei più poveri nei panchayat, i piccoli consigli di villaggio. Un impegno che non poteva passare inosservato agli occhi dei potentati locali; anche per questo contro suor Rani Maria erano cominciate a circolare le accuse di proselitismo. Ma, ben più delle conversioni tra i tribali, a far paura davvero era la sua azione in difesa dei più deboli, che nell’India del boom economico dovevano comunque restare ai margini. I testimoni raccontano che mentre veniva uccisa su quell’autobus suor Rani Maria continuava a ripetere il nome di Gesù.
Presto, dunque, verrà proclamata beata. E sarà un segno importante per i cattolici dell’India oggi; anche perché il Madhya Pradesh è una delle roccaforti dell’integralismo indù, oggi al governo centrale anche a New Delhi attraverso il Bharatiya Janata Party, il Partito del popolo indiano del premier Narendra Modi, uscito rafforzato dalle ultime elezioni locali. 
C’è però anche un altro aspetto molto significativo nella storia di suor Rani Maria: la trasformazione del suo assassino, divenuta un’autentica parabola della misericordia. In carcere Samandar Singh ha vissuto infatti un’esperienza profonda di cambiamento, culminata nel 2002 con l’abbraccio di riconciliazione con suor Selmy Paul, la sorella della suora uccisa anche lei religiosa. Oggi Singh ha finito di scontare la sua pena, grazie alla famiglia della vittima che si è spesa per la sua liberazione. «Vive a circa 30 chilometri dal nostro convento - raccontava l’anno scorso suor Selmy Paul ad AsiaNews -. Tra di noi c’è una relazione spirituale. Viene spesso a farci visita e ogni anno, nel giorno dell’anniversario della morte di suor Rani Maria, rende omaggio sulla sua tomba e offre il grano del suo campo come simbolo di una vita rinnovata. Questo è il modo in cui egli proclama la misericordia di Dio».


Autore:
Giorgio Bernardelli


Fonte:
Vatican Insider

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Aggiunto il 2017-03-25

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