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Eliza Rolls-Vaughan Madra di famiglia

Testimoni



Dalla famiglia dei Rolls – quella che in seguito fonderà la famosa industria automobilistica delle auto Rolls-Royce, di religione protestante, all’inizio del secolo XIX, nacque Eliza. La piccola, vivace, intelligentissima e brillante, venne mandata in Francia per la sua istruzione. Lì scoprì la Chiesa Cattolica, luminosa della pienezza della verità e della carità verso i poveri e gli infelici, soprattutto forte nella sua santa Tradizione che risale al suo divino Maestro e Fondatore Gesù Cristo.
Eliza ne rimase profondamente segnata dentro, così da avvicinarsi sempre di più al Cattolicesimo apostolico e romano.

Sposa e madre

Nell’estate del 1830 sposò il Colonnello John Vaughan, entrando a far parte di un’illustre famiglia cattolica: i Vaughan, anche durante la persecuzione degli anglicani contro i Cattolici inglesi, scatenata dal Re Enrico VIII, adultero e omicida, poi su ampia scala, dalla sua erede al trono Elisabetta I (1558-1603), erano rimasti fedeli a Gesù e al suo Vicario, il Papa di Roma, accettando il carcere e la confisca dei beni, piuttosto che rinunciare alla loro Fede.
Tra il ’500 e il ’600, al tempo della persecuzione, Courtfield, la residenza originaria dei Vaughan, era diventata un centro di rifugio ai perseguitati, un luogo dove veniva celebrata in segreto la Messa cattolica, che l’Arcivescovo apostata Cranmer (1489-1556) aveva cercato di distruggere. Da allora, Courtfield significò protezione per i Cattolici dal terrore diffuso da Elisabetta I contro di loro.
Eliza seppe che, sposandosi con il Colonnello Vaughan, era entrata in una famiglia i cui antenati avevano sofferto e patito per Gesù e per la sua unica vera Chiesa Cattolica. E che i carnefici erano stati protestanti, dai quali ella discendeva. Già inclinava al Cattolicesimo, ma ora, sposa di un illustre Cattolico, Eliza con convinzione e fierezza, si fece Cattolica, provandone un’immensa gioia.
In fondo, dirà Chesterton, anche lui convertito dall’anglicanesimo alla Chiesa Cattolica, «la ragione che fa credere al Cattolicesimo è che il Cattolicesimo è vero». E la mente è fatta per la Verità e non per l’errore. Eliza diventò un’ardente innamorata di Gesù, insieme al marito che già lo era. Al marito fece presto una proposta: «Noi doneremo i nostri figli a Gesù». E la proposta fu accettata. E Dio la gradì al massimo.
Da quel giorno, Eliza, donna brillante e di elevate virtù umane e soprannaturali, pur tra i suoi doveri di sposa e di madre e nella società, pregava ogni sera almeno un’ora davanti a Gesù Eucaristico, nella loro cappella di Courtfield, chiedendo a Dio una famiglia numerosa e molte vocazioni sacerdotali e religiose tra i suoi figli. Quasi sempre il marito, pur nel suo alto rango di Ufficiale, si univa alla preghiera della sposa. La loro preghiera fu esaudita. Negli anni felici del loro Matrimonio, ebbero 14 figli, dei quali 13 vissero a lungo con opere singolari.
Nel clima privilegiato dalla loro famiglia, tutti i figli ebbero un’infanzia felice. La loro santa mamma provvedeva a donare loro Gesù con il suo stile e la sua parola luminosa, ma univa insieme l’intimità con Gesù con la gioia, il divertimento bello e arricchente di valori alla luce del Vangelo. Ella era il principio di tutto. Per le sue scelte sagge e avvedute, i figli crebbero con la Messa quotidiana, la Confessione e la Comunione frequenti e regolari, insieme alla musica, lo sport, il teatro, l’equitazione e i giochi più belli e appassionanti. I ragazzi ascoltavano attentissimi quando la loro mamma raccontava le vite dei Santi, che diventavano i loro modelli e i loro amici.
Insomma, a casa Vaughan, tra vita spirituale intensa e giovinezza, vi era armonia. Uscivano con lei quando li portava a interessanti escursioni, ma anche a visitare poveri e sofferenti, per i quali impararono a rinunciare ai loro risparmi e ai giocattoli.
Nel 1847, Eliza ebbe una gioia senza limiti. Il figlio maggiore Herbert, 16 anni, disse ai genitori che voleva diventare Prete. La mamma, che di continuo aveva pregato per ottenere da Dio quella vocazione, gli rispose: «Figlio mio, lo sapevo da tempo». Papà Vaughan ebbe necessità di un po’ di tempo per accogliere la decisione del figlio primogenito per il quale aveva pensato una brillante carriera militare. Ma poi anche lui che pure pregava per le vocazioni, si persuase: «Se Dio vuole Herbert per sé, può avere anche tutti gli altri figli». E Gesù, da quell’anno, cominciò a passare per quella famiglia a chiamare, chiamare senza tregua.
Nell’estate 1853, nacque il 14° figlio, ma poco dopo, la mamma morì lasciando a Gesù, alla Chiesa e all’Inghilterra una preziosissima eredità. Due mesi dopo la sua morte, il Colonnello Vaughan in una sua lettera scrisse: «Oggi, durante l’a­dorazione a Gesù Eucaristico, ho ringraziato il Signore per avermi dato la mia amata moglie, Gli ho aperto il cuore con gratitudine per avermela donata come modello e guida; a lei sono legato per sempre con un vincolo spirituale inseparabile. Quale consolazione e quale grazia mi trasmette! Ancora la vedo, come l’ho sempre vista davanti al Santissimo Sacramento con quella sua pura e umana gentilezza che le illuminava il volto sempre, ma soprattutto durante la preghiera».

Epopea Vaughan

Con l’ingresso di Herbert in Seminario, in casa Vaughan cominciava una vera epopea di vocazioni e di consacrati al Signore. In principio di quella storia ed epopea meravigliosa, c’era stata soprattutto mamma Eliza che fin dall’inizio della sua vita famigliare aveva chiesto di donare tutti i figli a Dio.
Compiuti gli studi, Herbert, a 22 anni, fu ordinato Sacerdote a Roma e, alcuni anni dopo diventò Vescovo di Salford in Inghilterra e Padre Fondatore dei Missionari di Millhill, oggi attivi in tutto il mondo. Infine diventò Cardinale e terzo Arcivescovo cattolico di Westminster, dopo la restaurazione della Gerarchia cattolica in Inghilterra. Sul suo stemma, ispirato allo stile della sua santa mamma, aveva voluto scrivere: «Amare et servire», e il suo programma lo aveva espresso con le parole che soleva citare come un’antifona: «Gesù – il suo amore – dev’essere radice da cui spunta tutto il mio servizio».
Dopo di lui, Reginaldo Vaughan si sposò, come farà anche Francis, che erediterà la proprietà della famiglia e porterà avanti il loro casato. Ma Dio chiamò a servirlo nella Consacrazione totale a Lui altri nove figli dei Vaughan. Roger divenne Priore dei Benedettini e più tardi Arcivescovo di Sydney in Australia, dove farà costruire la Cattedrale. Keneln diventò Cistercense e più tardi passò al Clero diocesano. Giuseppe fu Benedettino e fondatore di un nuovo Monastero.
Il più vivace di tutti, Bernardo, che amava la danza e lo sport e ogni lecito divertimento, lasciò tutto e diventò Gesuita. Quando diede l’addio alla sua fidanzata ed essa le domandò: «Ma perché?», lui le rispose: «Perché è più bello consacrarsi a Cristo che sposare te!». John, il più giovane, l’ultimo nato, che non aveva conosciuto la mamma, ma ne aveva sperimentato l’intercessione in Cielo, fu ordinato Sacerdote dal fratello Mons. Herbert, già Vescovo, e più tardi gli succedette come Vescovo di Salford.
Delle cinque figlie della famiglia Vaughan che stava facendo stupire l’Inghilterra e l’Europa, giungendo in Australia, quattro diventarono Religiose: Gladis alla Visitazione, Teresa fu Suora della Misericordia; Clara si fece Clarissa e Mary agostiniana. Margherita, la quinta figlia dei Vaughan, avrebbe voluto diventare Suora, ma non fu accettata per la sua fragile salute; visse però in casa come una consacrata e concluse la sua vita in Monastero.
Davvero Gesù era passato con tutto il suo fascino in casa Vaughan e aveva chiamato tutti, e tutti lo avevano seguito sino al culmine, fino a lasciarsi “cristificare” da Lui, a vivere e a emulare un’epopea stile “atti degli Apostoli”.
Tutto era cominciato dalla loro mamma, Eliza Rolls-Vaughan, la quale, convinta della potenza della preghiera, ogni giorno faceva Adorazione Eucaristica nella Cappella di casa pregando per le vocazioni nella sua famiglia e nella Chiesa. Diventò così madre di sei Sacerdoti e quattro Religiose; davvero abbondantemente esaudita. Alla sua morte ancora in giovane età, era stata sepolta nella Cappella di Courtfield da lei tanto amata, nella Diocesi inglese di Cardiff. Prendendo spunto dalla esemplare vita di Eliza, la cappella della casa, nel 1554, a cento anni dalla sua morte, venne consacrata come Santuario di Nostra Signora delle Vocazioni, titolo confermato nel 2000.
Sì, «in principio – al principio di tutto – c’era il Verbo», comincia san Giovanni nel suo Vangelo (1,1), ma all’inizio di ogni vita che nasce, della fede che sboccia e matura, e spesso di mirabili vocazioni sacerdotali e religiose, c’è la mamma.


Autore:
Paolo Risso

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Aggiunto/modificato il 2016-04-22

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