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Serva di Dio Francesca Lancellotti Laica e madre di famiglia

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Oppido Lucano, Potenza, 7 luglio 1917 - Roma, 4 settembre 2008

Francesca Lancellotti, nata a Oppido Lucano (PZ) il 7 luglio 1917, ebbe sin da bambina un legame speciale con le realtà celesti. Sposata con Faustino Zotta, ebbe da lui due figli, Maria Luigia e Domenico. Il 7 luglio 1956, giorno del suo trentanovesimo compleanno, le è apparso in visione l’arcangelo Michele, con un preciso messaggio per lei: doveva lasciare Oppido Lucano con la sua famiglia e andare a Roma. Francesca ubbidì a quel richiamo: si stabilì in quella città e visse ricevendo persone di ogni genere ed estrazione sociale, esercitando i doni del consiglio e dell’intercessione. Morì nel suo appartamento di via Cavour a Roma il 4 settembre 2008, a 91 anni. È stata sepolta nel cimitero di Prima Porta. L’“Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti” e la Parrocchia S. Maria ai Monti in Roma sono gli Attori della sua causa di beatificazione e canonizzazione, che si è aperta presso il Vicariato di Roma il 16 giugno 2016. Il 17 gennaio 2020, presso il Vicariato di Roma, si è chiusa l’inchiesta diocesana.



Francesca Lancellotti è nata a Oppido Lucano (Potenza) il 7 luglio 1917, battezzata il 15 agosto, festa della Madonna Assunta, e morta santamente in Roma il 4 settembre 2008. Già da bambina, sente una speciale attrazione per le realtà celesti ed è animata da forte desiderio di preghiera. La sua fede forte e solare trova espressione nel matrimonio, dove la vita familiare è intesa come scala alla perfezione cristiana.
Il 7 luglio 1956, fa una singolare esperienza mistica dell’arcangelo Michele. Quella mattina tra le 9,30 e le 10 ha un forte mal di testa, così forte da doversi ritirare nel retro bottega, chiudere le imposte delle finestre e adagiarsi sul letto. “In quel momento avvertii un fortissimo ronzio”, dice Francesca. E le appare ai piedi del letto un Angelo che lei riconosce essere uguale all'immagine di S. Michele. Si impaurisce molto ma vince il timore e dice: “Vattene, fuggi lontano da me, tu sei apparso da una cosa bella, ma tu sei il demonio, io vado nel nome di Dio”.
L’Arcangelo, allora le si avvicina e con dolcezza aggiunge: “Non sono quello che credi, ma sono l’angelo di Dio inviato a Te”. Allora lei replica: “Ma se sei l’Angelo di Dio, che risposta mi hai portato?” e l’Arcangelo risponde: “Sei padrona vai a Roma, avvicinerai tanta gente a Dio. Devi Vincere”. Così mentre l’Arcangelo scompare, fra miriadi di sfumature di luci mai viste prima, la cui intensità illumina tutta la stanza, continua a ripetere: “Devi vincere! Devi vincere”.
Pertanto, all’età di 43 anni, si trasferisce a Roma con la famiglia per adempiere in spirito di obbedienza alla speciale missione cui si sente chiamata da Dio: attrarre anime al Signore, guarire i cuori e le malattie mediante la preghiera, il sacrificio personale. A lei accorrono moltitudini di persone bisognose di ascolto e di aiuto spirituale e materiale: a tutti si rende disponibile con bontà e carità evangelica. La sua casa diventa un punto di riferimento spirituale per la capitale; la sua fede irradia luce e infonde speranza nei cuori.
Dotata di singolari carismi e doni preternaturali, con la sua preghiera ottiene da Dio eventi prodigiosi: guarigioni e conversioni alla fede. Tanti ammalati e sofferenti si rivolgono alla sua preghiera e ottengono la guarigione del corpo e tante volte anche quella dell’anima, poiché ritornano a Dio dal quale si erano allontanati. Si sparge sempre più la sua fama di santità e i suoi doni carismatici, ma lei con grande umiltà si definisce una nullità, un “verme di terra”.
Dopo la sua morte ha continuato ad intercedere presso Dio, ottenendo numerose grazie speciali a quanti ricorrono alla sua preghiera. Oltre alle testimonianze sulle virtù, la Postulazione ha raccolto molteplici attestazioni con relativa documentazione di grazie ricevute, da gente di tutta Italia, per intercessione di Francesca Lancellotti. Quanti ricorrono alla sua preghiera e al suo soccorso spirituale, trovano aiuto, conforto e rimedio ai problemi che li affliggono.

La Causa di beatificazione e canonizzazione si è aperta il 16 giugno 2016 presso il Vicariato di Roma e il 17 gennaio 2020 si è chiusa l’inchiesta diocesana, alla presenza del Cardinale Angelo De Donatis, Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. Gli Attori della causa sono l’“Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti” e la Parrocchia S. Maria ai Monti in Roma, mentre il postulatore è Mons. Paolo Rizzi, officiale della Segreteria di Stato di Sua Santità. Tutta la documentazione raccolta nell’inchiesta diocesana è stata chiusa e sigillata. Una copia è custodita in una sezione specifica dell’archivio del Vicariato, mentre l’altra copia è stata portata in Vaticano, alla Congregazione delle Cause dei Santi, affinché possa seguire il suo iter.


Autore:
Mons. Paolo Rizzi, Postulatore


Fonte:
Sito ufficiale: www.lancellottifrancesca.com

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Aggiunto/modificato il 2020-01-20

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