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Padre Luigi Corsini Comboniano

Testimoni

Erbusco, Brescia, 15 dicembre 1928 Todos Santos, Messico, 7 maggio 1963


Dalla natia Erbusco, paesetto situato tra i colli che circondano il Lago d’Iseo, il piccolo Luigi si trasferì con la famiglia nella vicina Rovato che dava più possibilità di lavoro e di guadagno alla numerosa famiglia.
Crebbe, come si suol dire, all’ombra del campanile, assiduo alle funzioni religiose in qualità di chierichetto.
Era un ragazzino vivace, a volte birichino, ma con un cuore sensibile e generoso.
Dopo un incontro con un padre comboniano "a caccia" di futuri missionari, Luigi "saggiò" la sua vocazione trascorrendo il mese di agosto 1940 con gli aspiranti missionari del Seminario Comboniano di Rebbio (Como).
Conformato aspirante missionario, iniziò la prima media in detto Seminario, per trasferirsi poi con la terza media nella casa di Crema. Erano anni di guerra: nella casa mancava un po’ di tutto, ad eccezione del pane (questa situazione contribuì alla formazione del carattere e dello spirito di sacrificio dei futuri missionari). Anche i bombardamenti aerei segnarono questo periodo di studio che proseguì, con più serenità, dopo la fine della guerra.
P. Luigi Corsini venne ordinato sacerdote a Milano alla fine del 1953 e, dopo un anno di studi a Firenze, ritornò alla casa di crema come "animatore" missionario (per sette anni girò la zona organizzando giornate missionarie con lo scopo di trovare nuovi aspiranti e di raccogliere fondi per i missionari e per i seminaristi.
Era instancabile! Ricordava: "Se penso a quanta fame ho patito in questa casa quando ero seminarista, mi vengono le ali ai piedi".
Finalmente, nel gennaio 1961, arriva la sospirata missione.
Come tutti i comboniani, anche P. Luigi aveva sognato l’Africa, invece venne mandato in Messico, a Todos Santos nella Bassa California. Il primo luglio dello stesso anno potè assistere all’inaugurazione della chiesa della missione, dedicata a Nostra Signora di Fatima.
Todos Santos, l’antica missione di Santa Rosa da Lima, era stata fondata dai gesuiti intorno al 1700. Pochi anni dopo alcuni catecumeni vennero trucidati dagli Indios. Ai gesuiti subentrarono i francescani, poi i domenicani e altri ancora, tutti incontrando enormi difficoltà e persecuzioni. Non molto diversa era la situazione all’arrivo di P. Corsini in questa missione, particolarmente difficile.
La morale degli abitanti lasciava molto a desiderare e anche la frequenza ai sacramenti e alle funzioni era scarsa e "riservata" esclusivamente a donne e bambini. In particolare P. Corsini dovette subito scontrarsi con due organizzazioni tra loro contrastanti ma concordi nel contrastare le attività della Missione. La prima era formata da un gruppo di insegnanti di ispirazione marxista; la seconda era la così detta "Missione Culturale", una specie di setta massonica, P. Luigi affrontò apertamente dette organizzazioni, direttamente e anche dal pulpito, mettendo in guardia i fedeli contro questi "lupi rapaci".
Nonostante lettere intimidatorie e il consiglio degli stessi fedeli a moderarsi nel suo zelo, P. Luigi non abbassò mai la guardia, incamminandosi così verso il martirio.
Due mesi prima della morte, in un momento di sconforto, scrisse sul suo libro di preghiere: "Signore, non ne posso più. Aiutami a non perdermi d’animo. Non riesco a fare niente di buono. Se io sono l’ostacolo, prendimi con Te o Signore… Se è necessaria una vittima per convertire questa gente, eccomi qui o Signore: Prendimi con Te…"
Il 7 maggio 1963 (durante un momento di relax a pesca in un laghetto) P. Luigi venne ammazzato dai suoi avversari: venne trovato annegato a quattro metri di profondità, apparentemente per una caduta in acqua. Nessuno credette alla disgrazia, tanto che si misero in moto sia l’Autorità giudiziaria che l’Ambasciata italiana (ne parlarono anche la radio e la stampa). I padri comboniani, temendo ulteriori rappresaglie o, addirittura, un’espulsione dei missionari stessi, preferirono mettere a tacere la cosa. Ma la gente "proclamò" l’eroicità di P. Luigi scuotendosi dall’apatia spirituale e, proprio là accanto alla sua tomba diventata meta di pellegrinaggi, prese vita il movimento dei "Piccoli Fratelli di Maria", associazione i cui adepti si impegnano alla pratica del cristianesimo nella vita di tutti i giorni. Il "movimento" è oggi assai diffuso in Messico, in particolare nella Bassa California.
Nel 1974 i resti mortali di P. Luigi furono traslati nell’antica chiesa della Missione della Madonna del Pilar, in Todos Santos.


Fonte:
www.cmdbrescia.it

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Aggiunto/modificato il 2013-04-13

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