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Beati Věctor Chumillas Fernŕndez e 19 compagni Martiri francescani

16 agosto

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† Balondillo, Spagna, 16 agosto 1936

I beati Víctor Chumillas Fernández(1902-1936) eventunocompagni, della Provinciadei Frati Minoridi Castilla, subirono il martirio nel 1936 durante la persecuzione religiosa in Spagna. Il padre Víctor, guardiano della fraternità, cinque sacerdoti (Ángel Hernandez-Ranera de Diego, Domingo Alonso de Frutos, Martín Lozano Tello, Julián Navío Colado, Benigno Prieto del Pozo) e quattordici studenti di teologia della sua comunità (Marcelino Ovejero Gómez, José de Vega Pedraza, José Álvarez Rodríguez, Andrés Majadas Málaga, Santiago Maté Calzada, Alfonso Sánchez Hernández-Ranera, Anastasio González Rodríguez, Félix Maroto Moreno, Federico Herrera Bermejo, Antonio Rodrigo Antón, Saturnino Río Rojo, Ramón Tejado Librado, Vicente Majadas Málaga, Valentín Díez Serna) furono fucilati a Boca de Balondillo (Fuente del Fresno, Ciudad Real) il 16 agosto 1936. Il padre Félix Gómez-Pinto Piñerovenne fuciliato il 7 settembre a Hueva (Guadalajara). Il padre Perfecto Carrascosa Santosvenne fucilato in Tembleque il 17 ottobre. Vennero beatificati daJosé Saraiva Martíns, Delegato diBenedetto XVI,il 28 ottobre 2007.Sono celebrati in modo particolare nella Provincia di Castilla.



Beato Vìctor Chumillas Fernàndez (1902-1936)

Nato a Olmeda del Rey (Cuenca) il 28 luglio 1902, fu battezzato il 30 luglio 1902 nella locale parrocchia di Nostra Signora della Neve. I suoi genitori, di umile condizione, si chiamavano Alfonso e Catalina ed ebbero sei figli. Per la morte prematura del padre dovette lavorare per aiutare la famiglia, non dimenticando di aiutare i poveri e visitare gli infermi sull’esempio dei propri pii genitori. Dotato di ottime qualità naturali, affascinato dalla storia dei Martiri del Giappone fin da piccolo manifestava pubblicamente il desiderio di recarsi in terra di missione e di morire martire per Cristo. Ripeteva volentieri ai coetanei le prediche che ascoltava e lo faceva anche alla presenza degli adulti, in tutta serietà. I vicini di casa che lo udivando dicevano: “Victor sta già predicando!”
Con l’aiuto economico dei vicini che gli prepararono il corredo e del parroco che gli diede alcune lezioni private, il 25 settembre 1914 poté entrare a 12 anni nel seminario minore francescano di Belmonte; iniziò il noviziato il 2 agosto 1917 nel convento di Pastrana (Guadalajara) ed emise la sua prima professione ad Arenas de San Pedro (Avila) il 4 agosto 1918. Continuò poi gli studi filosofici a Pastrana e quelli di teologia a Consuegra, al termine dei quali fu ordinato sacerdote a Toledo nel 1925.
Conservò sempre l’ideale missionario della sua fanciullezza e nei suoi undici anni di vita sacerdotale lo esercitò nelle azioni, nella parola e con gli scritti. Fu professore nei Seminari dell’Ordine, Maestro o rettore degli Studenti (Alcazar de San Juan, Puebla de Montalbán, S.Antonio de Madrid, Pastrana). Nel 1931 fu Guardiano di Consuegra e nel 1932 direttore a Madrid della rivista francescana “Cruzada Serafica” e “Hogar Antoniano”. Svolse un’intensa attività pastorale e culturale curando sia la catechesi e la predicazione popolare, interessandosi agli infermi, alle clarisse e al Terzo Ordine Francescano, dando il meglio di sé nella formazione degli studenti, avvicinandoli con prudenza e bontà, dedicandosi anche all’animazione liturgica e alla musica sacra, come direttore di coro e organista. Nel febbraio 1935 da Madrid fu trasferito per breve tempo ad Almagro e nell’ottobre dello stesso anno, dopo il capitolo provinciale, a Consuegra dove affrontò il martirio.

Beato Angel Hernàndez-Ranera De Diego (1877-1936)

Era nato a Pastrana (Guadalajara) il 1 ottobre 1877, secondo di quattro figli dei coniugi Felix e Manuela, e fu battezzato il giorno dopo. Visse in ambiente umile ma fortemente segnato dalla fede. Accolito fin da piccolo, iniziò a fare il sacrestano presso il monastero delle Concezioniste di Pastrana, venendo così in contatto con molti frati, cappellani di quelle religiose. Nel 1890-92 ebbe modo di frequentare i corsi umanistici che i francescani organizzavano per i possibili aspiranti all’ordine. In quell’epoca ben 16 erano i frati originari del suo paese e tra questi il suo cugino e coetaneo Victoriano Ranera.
Frequentò il noviziato ed emise la prima professione nel convento di S. Pasquale di Pastrana il 29 ottobre 1893. Vi frequentò pure due anni di filosofia per passare poi a La Puebla (1895-96) e a Consuegra (1896-99). Emise la professione solenne a Consuegra il 5 giugno 1897 e fu ordinato sacerdote a Ciudad Real il 9 giugno 1900.
Trascorse i primi anni del ministero sacerdotale nei conventi di Almagro e Almansa. Molto significativo è il periodo di 23 anni trascorsi in missione. Fin dal 1900 la provincia di San Gregorio era impegnata ad inviare missionari nelle Filippine e fra Angel fece parte della terza spedizione che si imbarcò a Barcellona il 6 gennaio 1906. Dopo aver soggiornato a Manila per circa un anno nel convento di S. Francisco intra muros, fu destinato all’isola di Samar, dove in più località esercitò il ministero di parroco. Avvalendosi della collaborazione dei fedeli riedificò chiese distrutte dai monsoni, organizzò scuole parrocchiali, bande di musica e scholae cantorum, fondò associazioni come la pia Unione S. Antonio e la Confraternita del Sacro Cuore nonché il Terzo Ordine Francescano.
Rientrato in Spagna il 25 luglio 1929, fu professore al seminario di Alcazar 1929-32), poi a Quintanarde la Orden(32-35) e infine a Consuegra. Per la fedeltà con cui assolveva ai suoi incarichi pastorali, per l’assiduità alla preghiera e al confessionale, per la competenza con cui preparava le lezioni per i suoi studenti, molti dissero di lui che era un santo. In diverse circostanze fu inteso dire che attraverso i sacrifici si diventa santi e che desiderava essere martire.

Beato Domingo Alonso De Frutos (1900-1936)

Era nato a Navares de Ayuso (Segovia) il 12 maggio 1900, ricevendo il battesimo il giorno successivo. I genitori, Pedro e Fernanda, educarono i dieci figli con l’esempio di una vita veramente cristiana. Domingo aveva sortito dalla natura un carattere affabile e schietto, mostrando fin da piccolo amore allo studio e alla chiesa che frequentava come ministrante.
Entrò nel seminario minore di Belmonte (Cuenca) il 25 settembre 1912. Fu ammesso al noviziato il 22 luglio 1915 nel convento di Pastrana, scegliendo come patrono san José, ed emise la prima professione il 23 luglio 1916. Dopo la professione solenne emessa a Pastrana il 22 maggio 1921, nell’agosto del 1922 si trasferì a Manila nelle Filippine, dove completò gli studi teologici e 18 maggio 1924 fu ordinato presbitero nella cattedrale di Calbayog (Samar). Il 27 marzo 1926 si licenziò in teologia e consegui il dottorato presso la Università Cattolica di S.Tommaso di Manila.
Rientrato in patria, le sue attività principali furono lo studio e l’insegnamento dio dogmatica a Consuegra fino al 1931. Seguì una parentesi di due anni negli Stati Uniti d’America, dal settembre 1931 al settembre 1933, quando i superiori decisero di trasferire il seminario a Quincy, Illinois. In questo tempo conseguì il titolo di “Master of Arts”.
A Madrid presso la casa “Cardinal Cisneros” collaborò per alcuni anni alla nota rivista francescana “Archivo Ibero-Americano”. A Consuegra fu anche Esaminatore, Prefetto degli Studi e Definitore provinciale.

Beato Martìn Lozano Tello (1900-1936)

Era nato a Corral de Almaguer il 19 settembre del 1900, figlio de coniugi Román Lozano e Carmen Tello. Fu battezzato il 24 settembre nella parrocchia dell’Assunzione e confermato il 7 febbraio 1901, verso i nove anni fece la sua Prima Comunione. Di carattere timido, obbediente e pio, fu esemplare soprattutto nel prestare premurosa assistenza al papà, divenuto cieco ancora in giovane età, che egli guidava amorevolmente e gli leggeva libri devoti. Per questo era capace di tralasciare i suoi giochi, ma mai mancava ai suoi doverti religiosi. Nel 1908 morì la madre e nel 1910 il padre.
Vedendolo così pio, un suo fratello, che frequentava il convento dei francescani, gli suggerì di entrare nell’Ordine, cosa che Martin fece il 15 dicembre 1913. Iniziò il noviziato il 14 luglio 1916 nel convento di Pastrana che concluse emettendo i primo voti il 14 luglio 1917.
In Puebla de Montalban frequentò le classi di filosofia, continuando poi il suo curriculum scolastico a Pastrana, a Consuegra giungendo all’ordinazione sacerdotale che gli fu conferita a Toledo il 6 giugno 1925. Per specializzarsi in Sacra Scrittura negli anni 1925-1927 si trasferì a Roma nel Collegio internazionale di S. Antonio e poi a Gerusalemme presso l’Istituto Biblico Francescano. Divenuto Lettore generale di Sacra Scrittura insegnò a Consuegra e, quando lo studentato fu trasferito a Quincy, anch’egli andò in America come professore negli anni 1931 -1933. Nel Capitolo provinciale del 1935 fu nominato censore dei libri ed economo della casa di Consuegra. Dotato di una vivida intelligenza per la quale conseguì alte qualifiche di studi, era tuttavia timido e pacifico, poco incline alle situazioni conflittuali, di buone relazioni con tutti. Il suo maggior impegno nell’apostolato fu la formazione degli studenti, preparando bene le sue lezioni, superando con serenità le difficoltà del periodo americano, accondiscendente verso i discepoli che lo ricambiavano rispettosamente. A dispetto della sua timidezza seppe affrontare il pericolo della persecuzione, accettando l’eventualità del martirio. Alcuni giorni prima dello scoppio della guerra civile un tale scorgendolo in strada gli disse: “Come andate per strada, padre, con l’abito religioso? potrebbero uccidervi!”, ed egli rispose: “ Ho il funerale pronto. Quando vogliono possono fare quel che vogliono!”.

Beato Juliàn Navìo Colado (1904-1936)

Nacque a Mazarete (Guadalajara) il 12 agosto 1904 da umili mugnai che però seppero instillare nel suo animo docile saldi sentimenti cristiani. Il padre Pedro e la madre Lorenza ebbero otto figli ai quali insegnarono le prime preghiere e le pratiche di pietà. Il giovane Juliàn aveva un gusto particolare nel fare l’elemosina e volentieri faceva il chierichetto presso la parrocchia. Sembra che egli abbia deciso di farsi francescano quando un suo paesano abbandonò il convento, desideroso di prenderne il posto.
Il 24 settembre 1915 entrò nel seminario minore di Belmonte, emise la prima professione nel convento di Arenas de San Pedro il 18 settembre 1919 e ricevette 1′ordinazione presbiterale a Toledo l’11 giugno 1927.
Nel 1930 a Roma, dopo tre anni di corso, conseguì il titolo di “Lettore Generale” in Storia ecclesiastica, con la qualifica Summa cum laude, presso il Collegio Internazionale S.Antonio.
Da quel momento si dedicò pienamente alla formazione dei sacerdoti nei seminari francescani, essendo considerato da tutti un professore ideale per il suo modo di fare lezione, profondo e chiaro a tutti. Per questo motivo seguì gli alunni e gli altri padri del seminario della sua Provincia quando questo fu trasferito in Illinois in America, negli anni ‘31-’33, sopportando con coraggio e fiducia i disagi e le tensioni dell’intera vicenda.
Il suo carattere timido, un po’ solitario e serio, da qualcuno considerato rigido, non gli impedì di essere affabile e servizievole, apprezzato per la sua discrezione.
In visita alla madre gravemente ammalata, nel 1936, quando già i venti della persecuzione soffiavano minacciosi, ai familiari che gli proponevano di ritirarsi presso di loro per sottrarsi al pericolo, manifestò con chiarezza che la sua missione era altrove, nel convento, e vi ritornò sollecito. Anche da alcuni articoli di storia della Chiesa, da lui preparati per la rivista Cruzada Serafica, si comprende chiaramente che non giunse impreparato al martirio. Parlando delle persecuzioni religiose sofferte dai cristiani in ogni tempo, esprimeva la sua fede dell’indefettibilità della Chiesa nel momento della prova e mostrava amore per i persecutori.

Beato Benigno Prieto del Pozo (1906-1936)

Il più giovane dei sacerdoti di questa comunità era nato a Salce (Leon) il 25 novembre 1906, quarto figlio del matrimonio di Felipe e Teresa De Pozo, e un’ora dopo la nascita, essendo in pericolo di vita, gli fu amministrato il battesimo. Il giorno dell’Ascensione del 1913 ricevette la sua Prima Comunione.
L’ambiente familiare era di grande fede, sebbene provato da un certo disagio economico. Il padre frequentava quotidianamente la S. Messa anche fra critiche e burle dei paesani, e ogni sera i figli, a turno, guidavano la preghiera del rosario. La sua vocazione fu frutto dell’educazione cristiana ricevuta in famiglia, alla quale appartenevano anche una zia suora e il fratello maggiore Honorato divenuto frate francescano nel 1917.
Frequentò il seminario minore di Belmonte a partire dal 1918, poi il noviziato ad Arenas de S. Pedro nel 1922 dove ricevette il sacramento della Confermazione il 24 aprile e fece la prima profesione l’8 aprile 1923, mentre a Consuegra quella solenne il 26 novembre 1927. Nel corso della formazione ebbe a soffrire una malattia per la quale dovette sospendere gli studi un intero anno, dalla quale nonostante le cure non guari mai del tutto. A tale proposito il dottore che lo curava testimoniò che se non fosse stato ucciso cosi giovane, certamente quella malattia fistolosa e tubercolare lo avrebbe portato alla morte.
Fu ordinato sacerdote a Toledo il 20 dicembre 1930. Nel convento di Pastrana insegnò materie umanistiche e fu economo. Nel Convento di Consuegra dal 1934 alla morte fu professore e maestro di disciplina degli studenti. In questo ufficio dovette sopportare, al principio del 1936, l’insubordinazione di alcuni studenti, che ricusavano le sue necessarie correzioni al punto rivoltarsi in modo offensivo. La situazione divenne grave tanto da richiedere l’intervento dello stesso Ministro Provinciale, ma tutto si superò grazie alla rettitudine e alla pazienza del maestro che agì senza durezza né risentimento.
Svolse il suo apostolato sacerdotale a favore del Terz’Ordine Francescano, con varie predicazioni, dedicandosi alla confessione e alla direzione spirituale nella quale sapeva infondere pace in quanti lo avvicinavano, e infine con alcuni articoli che furono pubblicati sulla rivista Cruzada Serafica.

Beato Marcelino Ovejero Gòmez (1913-1936)

Nacque a Becedas (Avila) il 13 settembre 1913, ultimo degli otto figli di Pablo e Cristina Gomez, e fu battezzato il 23 successivo. Ricevette la cresima il 21 luglio 1918 e fece la Prima Comunione il 3 giugno 1922. Di carattere allegro e attento, si applicava nello studio ma trovava il tempo anche per aiutare in genitori nel lavoro dei campi. Su consiglio di una religiosa francescana della Divina Pastora cominciò a considerare la possibilità di diventare religioso e di fatto, col consenso dei pii genitori, entrò nel convento di Alcazar de San Jauan di Ciudad Real il 19 agosto 1925. Dopo due anni di studi umanistici, passò al convento di La Puebla de Montalban (1927-28), per restarvi fino all’inizio del noviziato ad Arenas de San Pedro, cioè il 25 agosto 1928 dove emise la prima professione il 26 agosto 1929. Frequentò poi il triennio di filosofia a Pastrana (1929-32), il primo corso di teologia ad Alcazar de San Juan, terzo e quarto di teologia a Consuegra (1933-36).
Dalle testimonianze dei suoi confratelli sappiamo che aveva un carattere alquanto timido, benevolo, semplice, umile, che tutti apprezzavano. Di buon profitto, aveva predisposizione per la Sacra Scrittura, scriveva articoli e recensioni per la rivista del seminario, amava leggere le vite dei santi, soprattutto dei missionari francescani delle Filippine e del Giappone. Scherzava della sua obesità, cercava di correggersi dei suoi difetti. Quando dal 1931 al 1932 le condizioni politiche della nazione determinarono diverse defezioni degli studenti di filosofia egli si mantenne fedele agli impegni della sua professione religiosa, rifiutandosi di lasciare il convento anche quando i familiari lo invitarono a ritornarsene al paese per maggior sicurezza.
Al momento del martirio non aveva ancora emesso la sua professione solenne, perché ancora soggetto a revisione per il servizio militare. Aveva però terminato tutti gli studi per il sacerdozio e apparteneva a tutti gli effetti alla comunità di Consuegra.

Beato José de Vega Pedraza(1913-1936)

Nacque a Dos Barrios (Toledo) il 30 agosto 1913. I genitori si chiamavano Matias e Maria de las Candelas. L’intera famiglia dette testimonianza eroica di fede nel momento della persecuzione perché anche il padre e tre fratelli furono uccisi, mentre l’unica sorella si fece clarissa.
Josè fu battezzato il 4 settembre 1913, ricevette la cresima il 15 aprile 1917, la Prima Comunione a circa nove anni. Incline alla religione fin da piccolo, aveva imparato dai genitori le pratiche religiose e la generosità dell’elemosina, frequentava la parrocchia come ministrante e guidava la recita del rosario e della via Crucis. Ovunque si trovasse al suono della campana dell’elevazione si inginocchiava senza rispetto umano e si dimostrava amante della penitenza al punto di compiere un Venerdì Santo un tragitto di circa un chilometro in ginocchio. Il parroco lo sorprese più volte in preghiera, da solo, davanti al quadro di un Servo di Dio barnabita e, domandandogliene il motivo, seppe che il ragazzo pregava per essere frate e per essere martire.
José aveva il dono di trasmettere la fede, vero piccolo apostolo. Grazie al suo intervento riportò la pace tra due coniugi, rimproverando al marito il comportamento violento e dicendo alla moglie di portare con pazienza quella croce che Dio le offriva per guadagnare il cielo. Fu lo stesso parroco ad indirizzare il ragazzo alla vita religiosa, e Josè seppe vincere con la preghiera e l’insistenza l’iniziale contrarietà del padre.
Fece il suo ingresso nel seminario di Alcázar de San Juan il 9 luglio 1926. Nell’estate 1928 ritornò al suo paese per sottoporsi ad una operazione chirurgica e fu in questa circostanza che il padre gli disse di ritornare sui suoi passi perchè correva il rischio di essere martirizzato, ma José rispose che era appunto ciò che desiderava. Recuperata la salute, si incorporò nel seminario francescano di Puebla de Montalban per terminare i corsi umanistici. Vestì l’abito religioso il 20 maggio 1929 ad Arenas ed emise la prima professione il 21 maggio 1930. Il desiderio di martririo non lo abbandonò neppure in questo periodo manifestandolo diverse volte.
A Pastrana frequentò il triennio filosofico (1930-33), fu poi a Consuegra dal settembre 1933 per la teologia. Qui il 17 agosto 1935 fece la professione solenne.
Era incline alla poesia, alla musica, amava la liturgia, desiderava far penitenza. Il suo carattere mostrò qualche momento di nervosismo e instabilità necessario di emendamento, specialmente quando fu parte in causa delle tensioni che si erano verificate tra studenti e il maestro di disciplina a Consuegra. Tuttavia José ammise le sue debolezze, accettò la correzione imposta dal Provinciale, si corresse completamente. La grazia del martirio, che aveva chiesto fin da bambino, non tardò a manifestarsi.

Beato José Alvarez Rodrìguez (1913-1936)

Nacque a Sorriba (Leon) il 14 ottobre 1913 da Vidal e Navidada Rodriguez, coniugi esemplari per vita cristiana e genitori di altre quattro figlie. Fu portato al fonte battesimale nella parrocchia di Sorriba alcuni giorni dopo la sua nascita, il 19 ottobre 1913, e ricevette la cresima in quella di Cisterna il 28 luglio 1914. Presto orfano di entrambi i genitori, insieme alle sue sorelle fu affidato alle cure degli zii Avelino e Illuminada che abitavano nel paese di Valle de las Casas (Leon). Anche qui l’ambiente cristiano della famiglia era tale che sia José che le sue quattro sorelle divennero religiosi. La prima a consacrarsi al Signore fu Radegonda, clarissa del monastero di Madridejos (Toledo) che con le sue lettere convinse il fratello ad abbracciare l’Ordine Francescano.
Josè entrò nel seminario minore di Alcazar il 10 settembre 1926, in noviziato il 20 maggio 1929, fece la sua prima professione ad Arenas il 21 maggio 1930. Pastrana (1930-33) e Consuegra (1933-36) furono gli altri due conventi nei quali fu studente. Emise la sua professione solenne il 17 agosto 1935.
Nella sua vicenda biografica si vede chiaramente l’azione della grazia che lo preparò al martirio. Infatti negli anni del seminario maggiore attraversò un periodo di crisi per il quale fu necessario un tempo di correzione, impostogli dai superiori: egli accettò il mese di ritiro da trascorrere in noviziato, mostrando poi di aver ritrovato la sua serenità e il suo equilibrio. Le incomprensioni tra studenti e superiori che avevano minacciato per qualche tempo l’armonia della vita fraterna erano del tutto superate, e José era pronto, insieme ai suoi confratelli, a dare la prova suprema di Amore a Cristo con l’offerta della propria vita.

Beato Andrés Majadas Màlaga (1914-1936)

Fu il decimo degli undici figli dei coniugi Galo e Regina Malaga, nato a Becedas (Avila) il 2 marzo1914, battezzato il 7 marzo successivo, cresimato il 21 luglio 1918. Suo padre era falegname, ma prestava anche la sua opera di sacrestano in parrocchia; la madre, insieme alle sorelle, si offriva per pulire la chiesa. Entrambi i genitori erano molti pii e diedero al Signore due figli martiri. Infatti anche il fratello di Andrés, fr.Vicente, mori nelle medesime circostanze, e il suo nome figura nel medesimo processo di Beatificazione.
Andrés entrò nel seminario minore di Alcázar de San Juan il 24 agosto 1924 dopo la morte della madre, con un altro compagno del suo paese, su impulso di una suora della Divina Pastora.
Dopo tre anni a Puebla de Montalbán, iniziò il noviziato il 20 maggio 1929 ad Arenas, prendendo come patrona S. Teresa di Gesù. Dopo la professione emessa il 21 maggio 1930, a Pastrana frequentò il quinto anno di studi umanistici e il trienni filosofico (1930-33). Gli studi teologici li fece a Consuegra, dove pure emise la professione solenne il 17 agosto 1935.
Amante dello studio, approfondiva su vari testi i temi filosofici e teologici che più lo interessavano, ottenendo sempre buoni risultati scolastici. Sebbene di carattere aspro e un po’ nervoso, il maestro e i condiscepoli testimoniarono che aveva raggiunto il dominio di sé, mostrandosi gioviale, affabile, senza ostentazione di sapienza. Fu di tratto molto amabile nel periodo in cui ebbe il servizio dell’infermeria. Nel periodo degli studi soffrì una grave malattia che sopportò con serenità e conformità alla volontà di Dio.
Poneva grande impegno nel prepararsi al sacerdozio rifuggendo sempre l’ozio e cercando di interpretare nella pratica quanto la pietà e la devozione gli suggerivano.Ebbe particolare amore alla Passione del Signore e a Maria Santissima.

Beato Vicente Majadas Màlaga (1915-1936)


Ultimo degli undici figli di Galo e Regina Malaga, nacque a Becedas (Avila) il 27 ottobre 1915. Suo fratello fra Andrés fu anche lui religioso e martire. Ricevette i sacramenti della vita cristiana nella sua parrocchia natale, il battesimo il 2 novembre 1915, la cresima il 21 luglio 1918, la Prima Comunione a circa nove anni.
Ben presto, sotto la guida del padre che era sacrestano, iniziò il servizio di accolito alla messa quotidiana della parrocchia, partecipandovi con molta devozione. Oltre l’educazione cristiana dei piissimi genitori, frequentò pure il collegio delle suore francescane della Divina Pastore che lo introdussero alla spiritualità francescana.
L’ingresso dei suoi fratelli Celstino e Andrés e di altri suoi compagni nel seminario minore francescano fecero nascere in lui il desiderio di seguirli, per cui il 22 settembre 1926 iniziò gli studi umanistici nel convento di Alcazar de San Juan (Ciudad Real). Le successive tappe della sua formazione furono quelle comuni ai suoi compagni: terzo e quarto anno di studio a La Puebla (1928-30), noviziato e prima professione ad Arenas il 13 novembre 1931, corsi di filosofia a Pastrana (1931-34), teologia a Consuegra (1934-36).
Non ebbe grandi doti intellettuali, né si distinse particolarmente negli studi, ma non manifestò mai sentimenti di invidia o di presunzione nei riguardi dei compagni più qualificati, accettando serenamente il suo limite. Era semplice, spontaneo e sincero, senza doppiezza né ipocrisia.
Mostrò qualche immaturità nel periodo di crisi vissuto nel seminario di Consuegra nel 1935, lasciandosi coinvolgere da alcuni atteggiamenti negativi, ma mantenne sempre amore alla vocazione e all’Ordine francescano, consapevole del pericolo della persecuzione imminente. Egli stesso seppe infondere coraggio a chi ne aveva meno, ottenendo che un suo compagno, fra Josè Herrera determinato a sospendere gli studi per il sacerdozio, non abbandonasse l’abito. Anzi guadagnò un martire alla Chiesa, perché questo suo condiscepolo, unitamente alla Comunità di Quintanar de la Orden (Toledo), seppe dare con fedeltà la sua vita per Cristo.

Beato Santiago Maté Calzada (1914-1936)

Nacque a Cañizar de Argaño (Burgos) il 25 luglio1914 da Mariano e Agrippina Calzada genitori di altri sette figli. Fu battezzato il 30 luglio 1914 e ricevette la Prima Comunione a sette anni. La solida educazione cristiana ricevuta nella famiglia e l’ambiente religioso del paese che contava già otto vocazioni francescane, lo resero consapevole che il Signore lo chiamava e, con la benedizione dei pii genitori, entrò nel seminario francescano di Alcazar il 29 settembre 1924. Vi restò fino al 1926 quando si trasferì a La Puebla per altri tre anni di studio (1926-29). Vestì l’abito francescano il 6 settembre 1929 ad Arenas, scegliendo come sua patrona l’Immacolata. Emise la prima professione il 7 settembre 1930. A Pastrana frequentò il trienno filosofico. Dal 1933 al 1936 fu a Consuegra per il triennio di teologia. Qui emise la professione solenne il 17 agosto 1935.
Nei pochi anni della sua vita religiosa si mostrò sempre nobile, semplice, umile, scrivendo ai familiari di essere ben contento della scelta fatta e proponendo ai fratelli di fare come lui.
A causa della scarsa memoria riportò nella prima fase degli studi umanistici votazioni modeste, ma successivamente, mettendo a frutto al sua vivida intelligenza, progredì visibilmente nelle materie filosofiche. Tutto faceva avendo sempre di mira il sacerdozio e il servizio missionario
che avrebbe voluto compiere.Era evidente il progresso spirituale, senza mai perdere la semplicità di vita.

Beato Alfonso Sànchez Hernàndez-Ranera (1915-1936)


Nacque a Lérida il 26 gennaio 1915, terzo dei cinque figli dei coniugi Andrés e Paula Angela. Fu battezzato nella parrocchia di S. Giovanni Battista il 9 febbraio 1915. Il padre era vigile urbano, la madre per più di nove anni era stata religiosa, stato che aveva dovuto abbandonare per motivi di salute. Quando Alfonso aveva quattro anni, la famiglia si trasferì a Guadalajara e lì, presso il convento dei francescani, fece la sua prima Comunione, iniziando una familiarità con i religiosi che sarebbe maturata poi nella vocazione.
Con grande gioia, incomprensibile per alcuni testimoni, partì per il seminario minore di Alcazar il 28 agosto 1926 per restarvi fino al 1928. Come tutti gli studenti francescani di quegli anni si trasferì poi a Puebla de Montalban fino al 1930. Iniziò il noviziato il 1 giugno 1930 ad Arenas, concludendo l’anno canonico con la prima professione il 2 giugno 1931. Dal 1931 al 1934 fu a Pastrana e il 13 settembre 1934 si trasferì con undici compagni a Consuegra, per frequentarvi il primo e secondo anno di teologia. Emise la professione solenne il 17 maggio 1936.
Individuato come uno degli studenti di maggior capacità intellettuale, fu avviato dai superiori agli studi civili nell’Istituto di Alcazar de San Juan. Dimostrò capacità intellettuali, cultura elevata, completezza di attitudini essendo anche cantore, organista, disegnatore. Aveva una forte volontà, i suoi giudizi erano equanimi, il suo procedere equilibrato, assennato come un anziano. Mentre era novizio, ebbe a soffrire per la morte del padre, divenendo per alcun tempo taciturno, ritornando poi alla spensieratezza e all’allegria di sempre. I suoi compagni lo elessero direttore della rivista del seminario Juan Duns Escoto. Era contento della sua vocazione.

Beato Anastasio Gonzàles Rodrìguez(1914-1936)


Nacque a Villaute (Burgos) l’11 ottobre 1914, undicesimo dei quattordici figli di Josè e Fructuosa. Ricevette il battesimo il 14 ottobre successivo e la Prima Comunione nella Pasqua 1923. Il 7 ottobre 1924 gli fu conferita la cresima nella Parrocchia di Villadiego. Il padre prestava servizio da sacrestano, supplendo negli esercizi di pietà il parroco che non risiedeva sul posto. Seguì i consigli e l’esempio delle sorelle, religiose, abbracciando la vocazione francescana: nella famiglia Gonzale Rodriguez vi furono infatti quattro concezioniste e due francescani.
Entrò nel seminario minore di Alcazar il 20 settembre 1925 restandovi fino al 1927, passò poi a La Puebla de Montalban. Vestì l’abito francescano il 1 giugno 1930 ad Arenas de San Pedro, emise la prima professione il 2 giugno 1931. Studiò a Pastrana (1931-1934) e infine a Consuegra. Stando soggetto agli obblighi militari non emise la professione solenne. Nel maggio 1936 diede gli esami di ammissione al primo corso di bacellierato presso l’Istituto di Alcazar de San Juan.
I testimoni non gli attribuiscono fatti eccezionali ma unanimemente ricordano la sua bontà, semplicità e allegria, qualità naturali che lo predisponevano ad incarnare l’ideale francescano. Per le sue doti, era stimato dai compagni e dai superiori che lo scelsero per avviarlo agli studi civili oltre a quelli di teologia.

Beato Félix Maroto Moreno(1915-1936)

Nacque a Gutiérrezmuñoz (Avila) il 30 gennaio 1915, ultimo dei sei figli di Abundio e Juana, coniugi pii e generosi dai quali ricevette le basi di una solida formazione cristiana. Entrambi partecipavano alla vita delle confraternite locali. Più tardi la madre si fece terziaria francescana.
Fu battezzato il 7 febbraio 1915 e cresimato il 2 giugno 1921. Nella medesima chiesa parrocchiale di Gutiérrezmuñoz, fece anche la Prima Comunione il 31 maggio 1923. Quando faceva da accolito riceveva piccole ricompense che poi destinava volentieri ai poveri. Di carattere vivo ed energico si distinse a scuola per la sua intelligenza e per il suo impegno.
La famiglia considerò sempre con onore la vocazione di questo figlio, che era stata predetta da un sacerdote scolopio alla madre. Questa, prima di dare il suo consenso, si era premunita del consiglio di una suora del paese e di una cugina clarissa, poi lo accompagnò essa stessa al seminario.
Felix fece il suo ingresso nel seminario minore di Alcazar il 24 settembre 1925, frequentandovi due anni gli studi per poi trasferirsi a La Puebla de Montalban per altri tre anni. Iniziò il noviziato il 1 giugno 1930 ad Arenas, professò l’anno successivo il 2 giugno. Fu a Pastrana (settembre 1931-luglio 1934), a Consuegra (1934-36) per due anni di teologia. Al momento della morte non aveva ancora fatto la professione perché soggetto al servizio militare.
I confratelli lo definiscono di carattere forte, deciso, dinamico, talvolta tendente a moti di ira che sapeva ben dominare. Aveva grandi doti intellettuali, si applicava allo studio, era disponibile a prestare il suoi aiuto ai compagni in difficoltà nei temi filosofici, materia nella quale emergeva, e fu proprio grazie al suo aiuto che alcuni poterono superare la difficoltà che forse li avrebbe costretti a ritirarsi dall’Ordine.
Per la sua grande applicazione e il molto lavoro non godè buona salute negli ultimi tre anni, soffrendo speso di cefalee, ma non diminuendo il ritmo degli impegni. Nonostante la veemenza del suo carattere si mantenne obbediente ed esemplare nei momenti difficili della vita interna del seminario di Pastrana nel 1931-32. Mai dubitò della sua vocazione francescana, per la quale manifestò sempre di essere contento e chiedendo preghiere perché fosse perseverante, esternando ai suoi familiari il desiderio di essere martire.

Beato Federico Herrera Bermejo(1915-1936)

Nacque ad Almagro (Ciudad Real) il 12 febbraio 1915, secondo dei sei figli di Victor e Dolore Bermelo, coniugi di modeste condizioni. Fu battezzato nella parrocchia di S. Bartolomeo il 4 marzo 1915, dove fece la Prima Comunione il 15 maggio 1923. Fu cresimato nella Parrocchia della Madre di Dio il 15 maggio 1917.
Dopo aver frequentato un anno la scuola pubblica passò a quella dei francescani, nella cui chiesa iniziò a prestare servizio di accolito. Era devoto, amante della preghiera silenziosa e personale, per cui spesso lo si vide frequentare l’altare del SS Sacramento nei momenti di ricreazione.
La vocazione non tardò a manifestarsi, coinvolto anche dall’esempio dei cugini Federico Diaz, francescano, e Bienvenido Arenas, domenicano. Con suo fratello maggiore José il 19 agosto 1925 entrò nel seminario francescano di Alcazar. Federico vi frequentò due anni di corsi umanistici per passare poi a La Puebla dal 1927 al 1930. Vestì l’abito ad Arenas de San Pedro il 1 giugno 1930, prendendo a propia patrona Maria Immacolata, e professando i primi voti il 2 giugno 1931. Pastrana (1931-34) e Consuegra (1934-36) furono le tappe successive della sua formazione.
Ebbe temperamento di artista, con una predilezione particolare per la musica e per la poesia latina. Suonava perfettamente l’armonium, il piano, il violino e altri strumenti, componeva armonizzazioni e piccole composizioni che firmava con uno pseudonimo, tenendole però in segreto a motivo della sua timidezza. Era l’anima delle ricreazioni musicali, tanto frequenti in seminario. Si dedicava pure alla composizione di versi latini, sia ad uso della liturgia che come indirizzo di omaggio verso i superiori in occasione di accademie e festeggiamenti.
A causa del proprio carattere, spontaneo ma talvolta inquieto, prese parte al dissenso degli studenti verso il maestro di disciplina padre Benigno Prieto nel seminario di Consuegra, dissenso che si manifestò con alcune mancanze di rispetto che richiesero poi l’intervento del Ministro Provinciale. Federico ammise le proprie colpe e accettò umilmente la correzione dei superiori. La momentanea crisi fu superata felicemente, perché senza difficoltà fu ammesso alla professione solenne il 17 maggio 1936.

Beato Antonio Rodrigo Antòn (1913-1936)

Nacque a Velamazán (Soria) 1′8 luglio 1913, ricevendo il battesimo dieci giorni dopo nella chiesa parrocchiale. I genitori Lorenzo e Julia ebbero cinque figli, ai quali diedero un’educazione cristiana, aiutati anche dai tre fratelli sacerdoti della madre. Antonio ricevette la Prima Comunione verso i sette anni e la cresima il 23 maggio 1925. Dai sei ai dodici anni frequentò la scuola con buon profitto, poi iniziò aiutare il padre nel lavoro del campo e della pastorizia. Amante dei libri di pietà, se ne portava con sé alcuni, leggendoli in campagna mentre pascolava il gregge.
A quindici anni, nel settembre 1928 Antonio entrò nel seminario di Alcazar, dopo essersi preparato con lezioni private di latino e materie umanistiche con il sacerdote del suo paese. Così poté frequentare due anni in uno, trasferendosi dal settembre 1929 all’agosto 1930 a la Puebla de Montalban. Iniziò il noviziato il 1 settembre 1930 ad Arenas de San Pedro, assumendo il nome di fra Antonio del SS. Sacramento, con il quale si firmava. Professò i voti semplici il 2 settembre 1931. In seguito fu a Pastrana (1931-34) e a Consuegra (1934-36).
Il suo ideale di vita religiosa era essere missionario e ogni suo sforzo nello studio e nell’ascesi fu di prepararsi a questo compito. Di sua iniziativa studiò inglese e missionologia, interessandosi pure alla musica, sebbene poco incline. Desiderava essere inviato nelle Filippine, anche prima di essere sacerdote temendo di essere richiamato nell’esercito se avesse tardato. Essendo soggetto alla leva non aveva ancora emesso la professione perpetua.
Di lui ci sono restate quattordici lettere, dalle quali si evince la sua ricca vita interiore. Sono indirizzate ai suoi due fratelli per esortarli ad entrare anch’essi in seminario, cosa che fecero, ma non perseverarono. Tema principale è dunque la vocazione e la vita religiosa con espressioni di chiaro riferimento biblico e agiografico. L’essere francescano, in quei difficili momenti della vita della Chiesa in Spagna, era per Servo di Dio, un’identificazione alla sofferenza di Cristo, una possibilità di accettare il martirio per la maggior gloria della Chiesa. Ciò dimostra che fra Antonio era consapevole degli eventi tragici che stavano per verificarsi.

Beato Saturnino Rìo Rojo (1915-1936)

Nacque a Mansilla de Burgos (Burgos) il 16 febbraio 1915 nella famiglia di Marcellino e Eladia Rojo, coniugi di umile condizione ma osservanti dei doveri cristiani e pieni di carità, che consideravano benedizione celeste la nascita di ben undici figli. Ricevette il battesimo il 18 febbraio 1915 e la cresima il 18 settembre 1922. Verso i nove anni fece la Prima Comunione, dimostrando un carattere pio, desideroso di trascorrere in chiesa molto del suo tempo, devoto della Beata Vergine. Si applicava allo studio più del necessario per supplire al suo poco talento naturale. Amava la pace e rifuggiva dai compagni litigiosi. Fin da piccolo diceva di voler essere religioso per essere santo, seguendo l’esempio delle due sorelle Figlie della Carità e dei due cugini francescani.
Frequentò per due anni il Seminario di Alcázar de San Juan (Ciudad Real) dove era entrato il 7 settembre 1926. Passò a La Puebla de Montalbán (1928-30) e poi al noviziato il 1 settembre 1930. Fece la sua prima professione ad Arenas de San Pedro il 2 settembre 1931. Attese poi agli studi filosofici a Pastrana (1931-34) e a quelli teologici a Consuegra (1934-36). Qui emise la professione solenne il 17 maggio 1936.
Quelli che ebbero familiarità con lui lo descrivono di carattere timido, semplice, servizievole, rispettoso dei superiori e dei compagni. Nel periodo in cui fu seminarista a Pastrana fu afflitto da un’infermità allo stomaco per la quale i superiori temevano di non poterlo ammettere alla professione; egli tuttavia si mostrò sempre sereno e di buon umore, interessato alla musica e alla poesia.
In un articolo scritto per la rivista del seminario, nella quale parla del Beato Apolinar Franco, espone il suo alto concetto di martirio. Anche dalle sue lettere ai familiari si comprende che era disposto a soffrire per amore di Cristo, se le circostanze lo avessero richiesto: “Nel Vangelo leggiamo queste consolanti parole: Sarete benedetti quando diranno male di voi o vi perseguiteranno o vi calunnieranno a causa mia: rallegratevi e gioite perché la vostra ricompensa è grande nei cieli. Quali parole più consolanti di queste nel Vangelo? Perciò Non affliggetevi, carissimi Genitori, Dio ci metterà al sicuro, ci difenderà ci proteggerà e se Dio è a nostro favore cosa potranno farci i nemici?”

Beato Ramòn Tejado Librado (1915-1936)

Nacque ad Alcazar de San Juan (Ciudad Real) il 20 aprile1915 e battezzato il 3 maggio successivo nella Parrocchia di S. Maria. I genitori Natalio e Joaquina lavoravano moltissimo per poter sostenere la povera famiglia composta da sei figli e tuttavia non si rifiutavano di aiutare chi stesse peggio di loro. La mamma, terziaria francescana, e le figlie frequentavano la chiesa, mentre il padre ed i figli affatto. Ramon era timido ma allegro, di poche qualità intellettuali ma applicato allo studio. Nella parrocchia di S. Maria, dove aveva ricevuto la cresima il 10 novembre 1919 e a tempo debito la Prima Comunione, fu accolito, cantore, assiduo alle liturgie e alle pratiche religiose. Un suo fratello gli aveva dato il nomignolo di “santurron”. Con risolutezza rimproverava ai compagni le parole cattive e le malefatte.
La frequentazione del convento francescano e la lettura delle biografie di martiri del Giappone fecero nascere in lui la vocazione religiosa, ostacolata dal padre. Fuggito da casa con l’intento di entrare in convento, vi fu riaccompagnato, per chiedere la benedizione dei genitori. Ottenuto il consenso, il 16 agosto 1926 iniziò la vita di seminario, pregando specialmente che il padre ed i fratelli cambiassero atteggiamento circa la religione. La sua preghiera fu ascoltata: infatti divennero cristiani esemplari e furono assassinati nella guerra del 1936-39 per aver prestato aiuto ai religiosi.
Ad Alcazar (1926-‘28) e a La Puebla de Montalban (1928-‘30) frequentò i corsi umanistici, poi il 1 settembre 1930 vestì l’abito francescano. Durante l’anno di noviziato il padre, in considerazione dei tempi difficili che la Chiesa stava per affrontare per l’incombente persecuzione, cercò di dissuaderlo riportandolo a casa, ma Ramon, per nulla timoroso, parlava a tutti con gioia della propria vocazione e dopo alcuni giorni riprese risolutamente il cammino del noviziato per giungere alla prima professione il 2 settembre 1931. Come per tutti i suoi compagni di quel tempo le tappe successive della formazione furono Pastrana (1931-34) e Consuegra (1934-36).
Manifestò grande fortezza d’animo nel superare le difficoltà scolastiche, per la sua poca attitudine naturale agli studi, e grande umiltà nel riconoscere i propri limiti al confronto dei successi dei compagni.
Il martirio fu per lui una vera grazia alla quale si era preparato da tempo. Nel luglio 1936 suo padre e un fratello fecero un ultimo tentativo di ricondurlo in famiglia, ma egli non volle: Neppure volle accettare la proposta di essere nascosto in una famiglia amica, perché diceva di voler seguire la sorte dei suoi compagni ed essere disposto a morire per Cristo.

Beato Valentìn Dìez Serna(1915-1936)

Nacque nato a Tablada de Villadiego (Burgos) 1 ‘ 11novembre 1915. Suo padre Antonio e sua madre Maria ebbero dieci figli, ai quali diedero la prima educazione religiosa e culturale, non essendoci nel piccolo villaggio né il sacerdote né la scuola. Valentino fu portato al fonte battesimale il 14 novembre 1915, fece la sua Prima Comunione nel 1923 e la cresima il 7 ottobre 1924 nella parrocchia di S. Lorenzo e S.Maria di Villadiego.
L’ambiente familiare ed il contatto con i religiosi di paesi vicini fece germogliare in lui la vocazione. I suoi genitori erano amici della famiglia di padre Anastasio Gonzales del paese di Villaute, per questo motivo il giovane Valentín spesso sentiva parlare della vita dei frati e se ne interessò.
Ad Alcazar il 29 settembre 1926 diede inizio al suo cammino francescano che lo avrebbe portato dopo gli studi compiuti a La Puebla (1928-’30) e il noviziato ad Arenas (12 novembre 1930-13 novembre 1931) alla prima professione religiosa.
Durante gli anni di seminario a Pastrana (1931-34) i suoi compagni lo descrissero come una presona serena, equilibrata, più amante del silenzio e dello studio che della confusione, sempre allegro e sorridente, amico di tutti. Devotissimo della Vergine Maria, l’ aveva scelta come patrona fin dalla sua vestizione sotto il titolo del Carmine, e in suo onore aveva composto vari articoli ed un poema pubblicati sulla rivista del seminario. Applicato nello studio, apparteneva al circolo Giovanni Duns Scoto.
Sopportò in silenzio le prolungate emicranie che si manifestarono a partire dall’inverno 1934, per le quali gli era molto costoso studiare, così pure superò con coraggio alcune sofferenze morali come la morte della mamma, la crisi del seminario durante gli studi di filosofia e alcune ingiuste riprensioni che gli vennero dai superiori. I suoi compagni lo consideravano come un modello già dai tempi del seminario minore, paragonandolo ad un piccolo sant’Alfonso. Nella sua figura dicono i testimoni c’era qualcosa di sovrumano, frutto della sua intima unione con Dio. Il suo impegno per una vita virtuosa e nella formazione erano motivati unicamente dal suo ideale di essere un buon pastore di anime.


Fonte:
www.ofm.org

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Aggiunto/modificato il 2012-07-02

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