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Marcel Roussel Galle Fondatore

Testimoni

8 giugno 1910 - 22 febbraio 1984


L'associazione delle Lavoratrici missionarie dell’Immacolata, vergini laiche in mezzo al mondo, che dal 22 febbraio 1987 sono incardinate nel Terz’Ordine carmelitano, gestiscono in tutto il mondo i ristoranti della catena Eau vive. È il loro apostolato specifico e la loro è davvero una missione un po’ speciale: quella di evangelizzare tra i fornelli, servendo a commensali distratti e, qualche volta, meravigliati, i succulenti manicaretti della loro cucina multietnica.
Essa risponde però perfettamente alla precisa chiamata divina ricevuta oltre mezzo secolo fa dal sacerdote francese Marcel Roussel, il quale fondò a Parigi questa originale famiglia religiosa allo scopo di fare di ogni Lavoratrice missionaria «una carmelitana in mezzo al mondo» ed una autentica "messaggera" di Maria in ogni angolo della terra, secondo lo spirito di Teresa di Gesù Bambino.

Come Teresa...


Nato in Francia l’8 giugno 1910, il giovane Marcel Roussel Galle fin da seminarista aveva diretto i suoi passi sul sentiero tracciato da Teresa di Lisieux, assorbendone la semplice e al tempo stesso vertiginosa spiritualità.
Nel 1921, all’età di 11 anni, era entrato nel Seminario minore di Notre Dame de la Consolation, con il cuore colmo di gioia e di determinazione per seguire Gesù, ma velato da una certa tristezza per il dispiacere di lasciare così presto la sua famiglia. Nel pomeriggio dello stesso giorno, tuttavia, la mamma lo aveva preso da parte e gli aveva detto, indicandogli la Santa Vergine: «Da ora in poi è a Lei che dirai tutto…».
Donna di grande, incrollabile fede, la madre gli muore quando Marcel ha solo 16 anni, il 15 agosto 1926. Prima di spirare gli consegna il suo rosario, lasciandogli così il compito di continuare a recitarlo e diffonderlo. Marcel considera queste ultime parole materne come un testamento spirituale, d’ora in avanti la sua anima sarà tutta di Maria.
Viene ordinato prete nel 1934, e da subito fa proprie le preoccupazioni della Chiesa espresse in Francia dall’appello del cardinale Suhard perché si prenda coscienza della profonda scristianizzazione del Paese. Curato a Byans-sur-Doubs negli anni Quaranta, scrive: «Come mi attirano le masse paganizzate; vorrei evangelizzarle con l’aiuto di giovani completamente donate a Dio, delle vergini…». È la prima luce che fa capolino nel suo cuore per illuminarlo, sia pure confusamente, sulla sua futura missione.
Sopra il letto, nel suo appartamento vicino Parigi, Marcel ha un’immagine di Gesù con una scritta: «Ho sete». Le stesse parole, il grido di Cristo sulla croce, che erano risuonate nel cuore di santa Teresina. Il giovane prete legge e rilegge i testi della Santa, la interroga, si rivolge a lei nella preghiera; si reca sovente al Carmelo di Lisieux in cerca di luce.
Come Teresa, Roussel riflette su questa sete ardente di Dio, questo riversare il suo amore nel cuore degli uomini, un amore che si dà come un fiume di acqua viva che lava, purifica e fa vivere.
Ma tanti ancora non conoscono il suo amore o lo disprezzano, tanti ignorano il suo volto più vero, la sua assoluta gratuità. Pensa infatti al passo del Vangelo che racconta l’incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo di Giacobbe: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva» (Gv 4,10).

La donna perfetta


Gli insegnamenti di Francesco di Sales educano la sua anima all’abbandono e alla pratica delle piccole virtù. La passione per le anime lo divora ogni giorno di più e tutte le sue letture lo portano verso la missione, in particolare i libri di Pierre Lhandem, come Le Christ dans la banlieu. Prega sulla mappa di Parigi, prega per tutte quelle persone che soffrono perchè non conoscono o ignorano Dio, ha il grande desiderio di perdersi in quella massa, di cui ha compassione, per far conoscere l’amore di Cristo.
Ad Ars, dove si reca regolarmente presso la tomba del Santo Curato per attingervi forza e ardore spirituale, Marcel comincia a vedere sempre più chiaro, percepisce che la Santa Vergine gli chiede di riunire delle giovani, che doneranno a Dio la loro verginità, si offriranno al suo amore misericordioso.
Tormentate da una doppia sete, quella di Dio che vuole darsi e quella degli uomini di ricevere il suo amore Infinito, esse saranno, senza abito religioso, simili a tutte le lavoratrici del mondo, condividendo la loro condizione, incarnando Cristo nel loro ambiente di vita. Così nasce nel cuore di Roussel ciò che sarà più tardi l’opera della sua vita: la fondazione delle Lavoratrici missionarie e la famiglia Donum Dei nel suo insieme.
Riflettendo sulla nuova opera, Roussel scriveva: «Ciò che manca oggi alla classe operaia è di non ricevere l’Amore. In mezzo alla massa, la missionaria sarà come un polo d’attrazione dell’Amore divino. Riceverà in se stessa tutto l’amore che i lavoratori indifferenti o pagani non vogliono accogliere. Sarà così vittima d’amore. Avrà realizzato il desiderio di Teresa: missionaria in pieno mondo pagano, essendosi offerta come vittima all’Amore misericordioso».
E ancora: «Realizzando il programma di Teresa guardiamo sempre anche Maria, modello missionario. Prima di Teresa ella si è offerta per ricevere l’Amore misericordioso. Per contenere l’Amore, ella ha dato non solo la sua anima, ma la sua carne di madre».
L’Immacolata è dunque colei che per prima ha creduto all’Amore e ha ricevuto il dono di Dio. È la donna perfetta, madre e modello. «Maria – scriveva Marcel – è il più bello dei Tabernacoli non fatto da mani umane. Maria è il Tabernacolo Vivente che porta sempre in sé il Figlio e la Santa Trinità. Oh, questo Tabernacolo immacolato, guardatelo spesso! Ben presto vi scoprirete la presenza del Maestro. Sentirete le sue parole. Vi abbraccerà con lo sguardo pieno di amore e di perdono. È lì nel cuore di sua Madre che Gesù vi aspetta».

Acqua viva

Nel 1960 nasce l’Eau vive, il ristorante aperto a tutti come un Carmelo nel mondo gestito dalle Lavoratrici missionarie. Con il passar degli anni gli Eau vive si sono moltiplicati e sono arrivati in tutti i continenti (uno è in funzione da molti anni nel cuore di Roma, a due passi da Montecitorio) ed ogni Eau vive è una piccola oasi nel cuore delle città, dove si distribuisce l’acqua viva, che zampilla dal cuore di Cristo come segno d’amore per il mondo.
Nel febbraio 1984, dal momento che la famiglia missionaria Donum Dei si era sempre più radicata e nutrita della spiritualità del Carmelo, Roussel comprende che questa Famiglia deve non solo vivere lo spirito del Carmelo nel mondo, ma deve unirvisi giuridicamente. «Nostra Signora del Monte Carmelo, accoglici nella tua famiglia», è l’ultima preghiera di Roussel la sera del 21 febbraio 1984. Morirà il giorno seguente, e l’affiliazione al Carmelo avverrà il 22 febbraio 1987.
II Carmelo offre ai membri della famiglia Donum Dei tutta la ricchezza della sua spiritualità e il suo segno particolare, lo scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo.
Nel 1950 Marcel aveva solo una piccola casa in mezzo alle fabbriche della periferia parigina, ma nel 1984, anno della sua morte, erano già state fondate 16 case nei cinque continenti. Oggi le case sono molte di più e la sua Famiglia religiosa ha membri di tutte le razze e di tutti gli stati di vita (consacrati, coppie, giovani, celibi, mamme, famiglie, bambini, ammalati) e con diverse forme di apostolato, che diffondono in ogni punto del globo il profumo di Cristo.


Autore:
Maria Di Lorenzo


Fonte:
Madre di Dio

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Aggiunto/modificato il 2012-06-29

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