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Serva di Dio Maria Elisa Andreoli Religiosa

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Agugliano, Vicenza, 10 luglio 1861 - Rovigo, 1 dicembre 1935

Fondatrice delle Serve di Maria Riparatrici.



Madre Maria Elisa Andreoli nasce ad Agugliano (Vicenza) il 10 luglio 1861 da Marco e Margherita Ferraretto di Lonigo (Vicenza). Al fonte battesimale riceve i nomi di Isabella, Amalia, Ester: in seguito prenderà il nome di Elisa. La prima infanzia è segnata da tristi vicende familiari: il padre, di professione sarto e piccolo proprietario, abbandona la famiglia; la madre, per evitare il disagio creato dalla situazione e per garantire alla figlia una buona formazione cristiana e culturale, si trasferisce a Este (Padova); successivamente l'affida alle suore Canossiane di Venezia perché compia gli studi superiori. Giovane diciassettenne, diplomata, Elisa sente vivo il desiderio di consacrarsi al Signore e di dedicarsi all'educazione delle giovani. Vive una prima esperienza fra le suore del Sacro Cuore.
La sofferta ricerca della volontà di Dio l'avvicina alla spiritualità dei Servi di Maria e trascorre un breve periodo tra le Serve di Maria di Galeazza (Bologna). Consigliata dal Padre Giovanni Dalla Costa, frate a Monte Berico, si reca con la madre a Vidor (Treviso), dove il canonico Giovanni Battista Mander sta formando una nuova famiglia religiosa dedita all'educazione della gioventù. Elisa e sua madre si rendono presto conto della precarietà della nuova fondazione.
Loro profonda aspirazione è servire Dio e il prossimo come Serve di Maria, condividendo la spiritualità di un Ordine che sul finire del secolo XIX privilegia la devozione alla Vergine Addolorata. Il cammino di ricerca porta Elisa, la madre margherita e altre due compagne, a vestire l'abito religioso e, il 12 luglio 1900, ad emettere la professione come terziarie laiche dei Servi di Maria, con il consenso del parroco e del vescovo. Elisa e le sorelle sono stimate dalla popolazione di Vidor per la testimonianza di vita, il servizio nella scuola materna comunale e nelle opere parrocchiali.
Nel 1902 la Serva di Dio decide di iniziare una nuova presenza ad Adria, grazie all'eredità messa a disposizione dalla signora Elisa Oriani. La comunità si prende cura dapprima delle orfane e più tardi dei bambini della scuola materna. Inoltre educa le giovani, impegnandole anche in nuove attività lavorative.
Ad Adria Elisa vive grandi gioie e grandi prove; il riconoscimento canonico della uova famiglia religiosa da parte del vescovo, il 31 marzo 1903, e l'aggregazione all'Ordine dei Servi di Maria, il 19 gennaio 1910, da un lato; mentre grande sofferenza le procura il processo intentatole dai massoni della città per sottrarle la "proprietà Oriani".
Aperta alle indicazioni interiori dello Spirito e sollecita a promuovere la conoscenza e l'amore verso la Madre di Dio, Elisa inserisce nella spiritualità della Congregazione la Riparazione mariana, promossa a Rovigo da Maria Dolores Inglese (†1928). L'8 dicembre 1913 le Serve di Maria di Adria assumono, perciò, il nome definitivo di Serve di Maria Riparatrici.
Elia risponde con dedizione e con la disponibilità delle sue figlie a varie richieste della Chiesa in Italia. L'educazione dei piccoli e dei giovani, il servizio ai bisogni emergenti, divenuti drammatici durante e dopo la prima guerra mondiale, trovano continuità nell'assistenza e nell'impegno educativo verso gli orfani e gli abbandonati, verso le giovani con scuole di lavoro e formazione cristiana; nell'accoglienza di studenti e di ragazze madri, nelle scuole materne, nelle catechesi, nel servizio infermieristico a domicilio e negli ospedali. Nel 1921, spinta dal desiderio di portare ovunque la viva carità di Dio, invia le sue suore in Brasile, nella missione amazzonica dell'Alto Acrepurús, aperta dai Servi di Maria l'anno precedente.
Elisa entra nella numerosa e variegata schiera delle fondatrici vissute nell'Otto-Novecento. Possiede una cultura sufficientemente vasta per il suo tempo. E' affascinata dall'ispirazione di vivere al femminile la spiritualità dell'Ordine dei Servi di Maria e contribuisce alla crescita delle Congregazioni femminili moderne, ossia di quella componente della famiglia servitana, detta anche "diaconale", per la caratteristica del servizio. Delinea uno stile di consacrazione sostenuto dal valore evangelico e agostiniano dell'amore di Dio e del prossimo, dalla comunione fraterna e dalla dimensione mariana.
La vita di Elisa è intensa e non priva di ostacoli da lei superati con fede e tenacia, perché convinta della bontà della missione che si è assunta.
Per la sua famiglia religiosa, ricca ormai di numerose comunità in Italia e in Brasile, ottiene il 24 marzo 1931 l'approvazione pontificia. Gracile e delicata di salute fin dall'infanzia, la fondatrice, negli ultimi anni di vita, soffre di nefrite emorragica.
Muore santamente a Rovigo il 1° dicembre 1935. Dal 1965 al 1971 viene istituito il processo diocesano informativo sulla santità di Maria Elisa e dal 1971 lo stesso è trasferito a Roma, presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Numerose grazie sono attribuite alla sua intercessione. La salma è custodita nella casa madre di Adria, dove è visitata da numerosi fedeli.
Il 10 dicembre 2010 è stato approvato il decreto sull’eroicità delle virtù.


Autore:
Don Giuseppe Busato

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Aggiunto/modificato il 2011-07-06

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