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Jean Parisot de la Valette

Testimoni

Parisot, Francia, 1494 La Valletta, Malta, 21 agosto 1568


La capitale di Malta deve il suo nome al condottiero francese Jean Parisot de la Valette (Parisot, 1494-Malta, 21 agosto 1568), Gran Maestro dei Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche Ospitalieti. Fu questi che difese strenuamente llsola dall'attacco dei turchi nel 1565 e che volle poi ricostruire l'isola, semidistrutta dall’assedio, e fondò quella che divenne la nuova capitale di Malta, chiamata in suo onore humilissima civitas Valettae (“l'umilissima città di La Valette"), oggi La Valletta.

«Plus quam valor valet la Valette› .

Nato in Provenza, Jean de la Valette entrò nell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri (che in quel periodo si chiamavano Cavalieri di Rodi, prima di passare a Malta e prendere dall'isola il loro definitivo nome) e combatté contro i turchi.
Nel 1541 - era Govematore di Tripoli cadde prigioniero nelle mani dei pirati berberi e tu costretto ai remi. In questo periodo ebbe però modo di imparare molto bene l'arabo e il turco, il che gli consentì di affinare le proprie armi diplomatiche.
Coraggioso ed energico, “capace di governare un regno o di convertire un protestante", una volta liberato divenne in breve tempo prima comandante della flotta dell'Ordine (il primo non italiano a diventarlo) e poi, nel 1557, addirittura Gran Maestro, eletto allunanimità per le sue indubbie doti di comando.
E proprio quando raggiunse la massima carica dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, Jean de la Valette dovette affrontare l'assedio che i turchi portarono contro Malta, in vista di attaccare poi l'ltalia dal versante tirrenico, nel 1565: nonostante i suoi 71 anni, partecipò di persona a diversi combattimenti, organizzò e diresse la difesa.
La sua parola d'ordine fu quella di resistere a oltranza in tutte le postazioni. Fu così che, nonostante l'enorme inferiorità numerica, l'isola poté resistere per ben quattro mesi, fino all'arrivo di una flotta di soccorso spagnola.
Conscio del pericolo scampato -se avessero conquistato Malta, i turchi ne avrebbero fatto un avamposto per giungere fino a Roma, loro meta dichiarata - il Papa offrì all'eroico vincitore, Gran Maestro e quindi votato al celibato, il titolo di cardinale, ma questi declinò l’offerta, ritenendola incompatibile con il suo impegno di guerriero: accettò invece una spada preziosa, dono del Re di
Spagna Filippo II, recante l'incisione encomiastica: «Plus quam valor valet la Valette».

Fondatore di città

Quindi Jean de la Valette si dedicò alla ricostruzione: fece risistemare i vari forti - pesantemente danneggiati dall’assedio - e iniziò una nuova città, facendola disegnare dall’architetto Francesco Laparelli, inviato da Papa Pio V.
La Valette morì nel 1568, colpito da un'insolazione mentre dirigeva i lavori, e venne sepolto con tutti gli onori nella cattedrale di San Giovanni. Quando, nel 1571 la città fu completata e venne battezzata col nome del suo fondatore, la sua bellezza era tale che essa sostituì, come capitale, la città di Medina (oggi Mdina): un passaggio dettato da esigenze di logica e di strategia, ma che nasconde quasi una volontà di superamento della dominazione dei musulmani, che avevano a suo tempo fondato Medina dandole un nome altamente simbolico.


Autore:
Luigi Vinciguerra

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Aggiunto/modificato il 2010-10-29

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