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Ida Cartocci Laica

Testimoni

1892 - 1976


Non è semplice dare concretezza cartacea alla volontà, la tenacia, la costanza che hanno accompagnato il cammino terreno della Sig.na Ida Cartocci. Così come non è facile mettersi al cospetto della sua statura umana per cercare di portarla qui, oggi, per ricordarne , anzi nel suo stile potremmo dire “…per osservare e imparare..” un modello di vita cristiana che si traduce in una moltiplicazione continua di gesti di carità, ecclesiale e sociale a 360 gradi: dall’Azione Cattolica, al C.I.F., alla Croce Rossa, ai carcerati, alle colonie estive, all’impegno in politica, all’impegno in terra di missione..
La “nostra Ida” nasce ad Arezzo il 01 gennaio 1892, ed è proprio nel suo segno inaugurare un anno nuovo!!
La sua infanzia è gia immersa in una prospettiva profondamente cristiana poiché la sua numerosa famiglia fu per lei prima culla di fede e di cultura, sia nella formazione che nella testimonianza.
Scelse di essere maestra elementare e, come sarà poi impronta distintiva di tutto il suo operare, vi si prepara curando la propria formazione professionale acquisendo competenze innovative in campo pedagogico (ricordiamo i corsi di pedagogia scientifico-sperimentale tenuto da Maria Montessori) sì da essere una professionista nel suo campo. Il suo impegno, dettato da un’interesse integrale per la persona umana e quindi anche la sua formazione si estende ad altri campi; si abilita per l’insegnamento del metodo manuale educativo e per l’insegnamento della calligrafia, segue un corso estivo di francese presso l’università di Grenoble, partecipa ad un corso da infermiera presso la Croce Rossa… La “Carità” di Ida che nasce da una profonda fede, dall’incontro con la verità quella con la “V”, maiuscola, non si ferma ad essa, anzi si trasforma in carità operosa e responsabile per la quale è necessario essere laici competenti e preparati.
Nel suo ampio orizzonte di vita si scrive una nuova importante pagina quando nel 1919 fonda in Arezzo la Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Nel periodo dell’impegno associativo si è presa sapientemente cura della formazione delle giovani attraverso lo strumento dell’esercizio spirituale, incontri nelle parrocchie, settimane della giovane. Se oggi, tutto questo pare scontato, non era così in quegli anni specialmente se lo pensiamo al femminile. Da sottolineare tra le tante cose la sensibilità verso le terre di missione, come dimostra una giornata missionaria organizzata nel 1922 in favore delle missioni francescane in Cina.
Nello stessa orbita di attenzione al mondo femminile nel 1946 fonda ad Arezzo il C.I.F. (Centro Italiano Femminile). Gli anni del dopoguerra sono terreno “minato” ma fecondo e il C.I.F. seppe accompagnare la crescita del mondo femminile con iniziative a dir poco innovative se non “profetiche” allo scopo di promuovere il ruolo femminile nella società che si va costruendo (preparazione delle donne al voto, istituzione di scuole serali, scuole rurali, biblioteche ambulanti; aiuto all’infanzia con la costituzione di asili, mense, colonie marine e montane). Da sottolineare come tutto il personale coinvolto veniva preparato con corsi attenti alla formazione personale, spirituale e professionale. All’occhio che vede i bisogni di chi incontra non sfuggono altre urgenze dell’epoca: il campo dei profughi dall’Istria di Laterina, i carcerati, le “case chiuse”. Le urgenze sociali la spingono non solo all’impegno caritativo ma anche all’impengo politico; sarà infatti la prima donna eletta nel consiglio comunale di Arezzo.
Tutti questi impegni non furono “frammenti” della sua vita e non pensiamo che allo scadere dei vari incarichi sia andata in “pensione”; Ida li curò tutti, fino in fondo, senza abbandonare le sue priorità che erano la preghiera, il colloquio con Cristo nella certezza che “ogni persona che incontriamo e serviamo è segno e strumento del mistero di Cristo”.
Oggi parliamo tanto di “rete” Ida ne costruì una solida e operosa collegando complesse esperienze attraverso legami invisibili ma forti capaci di unire persone e luoghi diversi in un’unica e definitiva scelta: quella del laicato adulto, impegnato, spiritualmente in cammino. Ieri e Oggi questa è la scelta irrinunciabile d’ogni battezzato ed è quella che l’Azione Cattolica fa sua e propone come progetto associativo.


Fonte:
www.azionecattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2010-07-26

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