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Maria Lazari Laica

Testimoni



Maria Lazari è nata a Galatina il 5 agosto 1926 in una famiglia di grande tradizione cattolica. Cresciuta nell’educazione di Giovanni e …… Congedo, fin da giovanissima ha militato nelle fila dell’Azione Cattolica Italiana, ricoprendo numerosi incarichi nella comunità parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo e partecipando ai grandi eventi della ricostruzione associativa del dopo guerra.
Fu dirigente diocesana dell’Azione Cattolica, sommando – nel 1970 – l’incarico di Delegata diocesana dell’Opera della Regalità alla quale apparteneva da sempre. Rinunciò all’incarico nel 1985, nonostante l’affettuosa resistenza delle associate. Mantenne l’incarico di delegata per la Stampa sino al 2005.
Nell’Azione Cattolica del dopo Statuto (1969), fu la prima Vice presidente Diocesana per l’Azione Cattolica dei ragazzi e, nel 1973, Vice presidente diocesana per il Settore Adulti.
Dal 1979 fu sempre presente nella Parrocchia di San Biagio, dove – per circa un decennio – fu Vice Presidente parrocchiale per il Settore Adulti di AC.

Dall’omelia in morte di Maria Lazari
Galatina, Parrocchia San Biagio, 23/05/2007

La figura e la vita di Maria nell’orizzonte di fede
…vivo questo momento comunitario con la forte percezione in me di un “transito” cioè di un vero passaggio dalla terra al cielo, dalle mani e dal cuore degli uomini alle mani e al cuore del Padre in un’atmosfera di sofferenza serena e, perciò, aperta e confluente verso realtà nuove.
La sua spiritualità semplice e robusta fu assimilata fin da piccola in famiglia e maturata in Azione Cattolica, nutrita quotidianamente di preghiera, ascolto della Parola di Dio e partecipazione all’Eucarestia “pane di vita”.
Totale e radicale la sua dedizione per il “regno di Dio”, nello stile povero ed umile e con la forte impronta di Francesco d’Assisi.
Con tale bagaglio spirituale è stata animatrice instancabile nell’associazione dell’Opera della Regalità, della quale per decenni è stata responsabile diocesana e fino alla fine testimone fedele e forte sostegno.
La forte passione per Gesù e il Vangelo la porta ad essere apostola, umile ma instancabile, in vari ambiti comunitari: parrocchia, diocesi, associazioni ed altri organismi ecclesiali d’impegno apostolico, ovunque seminando e lasciando i segni di un amore incondizionato a Cristo, alla Chiesa e ai fratelli.
Grande la sua apertura di cuore per i più deboli e per i poveri. Ovunque coglieva bisogni, lì era presente anche con una rete di amicizie, in Italia e all’estero, che si trasformavano in “canali di provvidenza” e “ponti spirituali”, autentici suggelli di carità evangelica.
Appartiene a quel folto gruppo di uomini e donne del laicato della nostra arcidiocesi, che hanno lasciato una forte impronta di vita cristiana, di zelo apostolico e scia di sequela in molte comunità della diocesi.
Per lei mi pare si applichi pienamente la dichiarazione che l’apostolo Paolo fa di sé al tramonto della sua vita: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione”.
Mons. Quintino Gianfreda (Vicario Generale Arcidiocesi di Otranto)


Fonte:
www.azionecattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2010-07-25

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