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San Basilio I il Macedone Imperatore bizantino

29 agosto (Chiese Orientali)

Adrianopoli, 812 Costantinopoli, 9 agosto 886

Basilio I il Macedone fu un imperatore bizantino dal 867 alla sua morte 886.Nato in area balcanica da una famiglia di contadini nella miseria di origine armena, Basilio fu il primo della stirpe "Macedone" sul trono di Bisanzio. Entrato nei favori dell'imperatore in carica, sembra grazie alla sua bellezza e alle sue qualità sportive, riuscì a brigare affinché l' uomo forte, Bardas zio dell'imperatore, venisse detronizzato ed assassinato; in seguito riuscì a conquistare il trono dopo aver fatto assassinare Michele III.Sotto il profilo militare la sua opera fu sempre coronata da successo; difese l'Impero dagli Arabi e fece una campagna in Italia, molto ben riuscita, con la conquista della Sicilia, della Calabria e della Puglia.Di particolare importanza è il fatto che riuscì a ristabilire l'economia dell'Impero, iniziando un periodo molto prospero; la dinastia macedone viene infatti associata al periodo più florido dell'Impero Romano d'Oriente.Durante il suo impero promosse la ricostruzione di numerosi edifici religiosi caduti in rovina, quattordici secondo alcune fonti dell'epoca, e la costruzione della Nea Ekklesia (Nuova Chiesa), una struttura innovativa che riproponeva lo schema bizantino delle 4 colonne; assieme alla chiesa di S. Maria del Faro, la Nea Ekklesia diede l'impronta a gran parte dell'edilizia cittadina dei secoli X e XI. Altrettanto degno di nota è l'impegno di Basilio nel campo legislativo; riprese gli studi del suo predecessore Giustiniano (da qui il suo soprannome di "secondo Giustiniano") e li compendiò in 60 volumi, chiamati I Basilici, terminati alcuni anni dopo da suo figlio.Durante il suo regno ebbe anche scontri con la chiesa di Roma a causa del suo appoggio al Patriarca di Costantinopoli Fotio I, mitigate al momento in cui decise di restaurare nella carica Ignazio I maggiormente gradito alla curia e a Papa Adriano II. In un secondo tempo Fotio venne reintegrato nella carica con ripercussioni notevoli sui rapporti tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, contrasti che poi sfoceranno,quasi 2 secoli dopo, nello Scisma d'Oriente-Occidente. Basilio morì il 9 agosto 886 a causa di una febbre provocata da un incidente di caccia lasciando come successore il figlio (secondo alcune voci non suo ma del suo predecessore) Leone VI.



Basilio si dimostrò uno dei più capaci imperatori di Bisanzio, nonostante le umili origini e la scarsa preparazione culturale. Dopo un esemplare servizio di molti anni presso il palazzo imperiale si dette ad azioni audaci, fino a monopolizzare il potere imperiale, che esercitò per circa vent'anni con saggezza, forza ed efficacia. Nacque a Chariopoli in Tracia nell'837 da famiglia contadina. Poiché il territorio apparteneva, a quel tempo, al tema della Macedonia, con capitale Adrianopoli, Basilio fu soprannominato «il Macedone» e la dinastia da lui originata è conosciuta come «macedone». All'età di diciannove anni, nell'anno 856, fu assunto come staffiere del palazzo imperiale, servizio che costituì per lui un vero apprendistato. Grazie al'imponente costituzione corporea, all'ingegno e alla perseveranza, arrivò al grado di parakoimìmenos imperiale e di consigliere di Michele III. L'esperienza acquisita grazie alla frequentazione della corte e dei campi militari gli palesò tutte le debolezze del sistema e gli fece nascere in cuore le più elevate ambizioni. L'imperatore Michele non aveva figli e ciò costituiva un vero e proprio invito per Basilio, che cominciò a nutrire il desiderio di succedere all'imperatore, del quale era peraltro coetaneo. L'ostacolo più grande al raggiungimento di tale disegno era lo zio dell'imperatoe, il cesare Barda, il quale insisteva nel tenere Michele sotto tutela.
Basilio organizzò una congiura che si concluse con l'uccisione di Barda nell'aprile 866. Michele, che era stato persuaso di essere in pericolo per una congiura ordita da Barda, non solo non prese misure contro Basilio, ma si legò ancora più strettamente a lui, lo adottò e se lo associò come coimperatore. Ben presto venne anche per Michele il momento di essere eliminato: fu ucciso nel settembre 867, e da quel momento Basilio rimase unico imperatore. L'opera avviata dal nuovo sovrano per la sicurezza dell'impero lasciò il segno. Realizzò significative imprese militari per terra e per mare, a oriente e a occidente, spesso condotte da lui personalmente. Riuscì a indebolire gli arabi su molti fronti, anche se in Sicilia non poté impedire loro di prendere Siracusa. Contenne inoltre la spinta dei popoli slavi, che successivamente aiutò ad organizzarsi politicamente, mentre con i bulgari strinse relazioni pacifiche. Continuò l'opera della dinastia precedente nella promozione della cultura e nella ristrutturazione edilizia, pose mano alla riorganizzazione dell'amministrazione pubblica e fece un imponente sforzo per la codificazione e la riforma delle leggi. Risultato ne furono tre collezioni di leggi: il Procheiron, che conteneva materiale relativo principalmente al diritto civile e secondariamente al diritto pubblico, e che rimase in vigore fino alla fine dell'impero bizantino; l'Epanagoge, una nuova collezione che costituiva la revisione e il miglioramento della precedente; la Anakatharsis, la principale opera legislativa, che non fu mai pubblicata ma costituì la base dei Basilika di Leone il Saggio.
Fin dal primo momento il problema ecclesiastico preoccupò intensamente Basilio. Subito dopo aver monopolizzato il potere, allontanò Fozio e riportò sul soglio patriarcale Ignazio, dichiarando che questi era il patriarca legittimo e insieme cercando sostegno da arte degli zeloti, seguaci di Ignazio, che erano anche filolatini. Un concilio convocato a Costantinopoli nel settembre 869 e al quale presero parte, presiedendolo, i rappresentanti del papa, confermò le iniziative di Basilio e condannò Fozio e i suoi seguaci, ristabilendo i rapporti di Costantinopoli con la Chiesa occidentale, anche se solo provvisoriamente. Questo concilio è riconosciuto dalla Chiesa cattolica come l'VIII concilio ecumenico (o IV di Costantinopoli). Non molto più tardi Basiliosi mosse per la riconciliazione tra i diversi partiti ecclesiastici: richiamò Fozio dalla reclusione e lo pose a Magnaura come professore; nell'872 gli affidò la supervisione dell'educazione dei suoi figli, e lo mise in contatto con il patriarca Ignazio, il quale nell'877, poco prima di morire, raccomandò all'imperatore di assegnare il trono patriarcale proprio a Fozio. Due anni dopo, nell'879, Basilio convocò un nuovo concilio generale che vide ancora una volta la partecipazione dei rappresentanti del papa. Esso capovolse le decisioni del precedente concilio dell'869, ed è considerato da molti ortodossi come l'VIII concilio ecumenico.
Basilio morì il 29 agosto 886 in seguito a un incidente di caccia. Subito venne onorata la sua memoria, che probabilmente ebbe inizio presso la Chiesa Nuova, un edificio sacro che l'imperatore stesso aveva fatto costruire nel palazzo. Dinanzi alla sua icona che fu lì collocata dopo la sua morte, in occasione della memoria della consacrazione della chiesa, il 1° maggio, gli imperatori, passando per il matroneo, accendevano candele, come pure per la festa del profeta Elia in data il 20 luglio. Inoltre, per la festa di Costantino il Grande, il 21 maggio, il primo imperatore con l'incensiere consegnatogli dal patriarca incensava anche la tomba di «Basilio imperatore ortodosso e buono», che si trovava nella chiesa dei Santi Apostoli. Più significativa è la testimonianza della celebrazione della memoria di Basilio come santo. Si conserva una disposizione secondo la quale il 29 agosto «è celebrata la memoria del santo e ortodosso nostro imperatore Basilio», quando gli imperatori solennemente vestiti vengono in processione alla chiesa dei Santi Apostoli e dopo la sacra liturgia ritornano ai palazzi ove si ha il convito.
I motivi che portarono al riconoscimento di Basilio come santo attengono sicuramente alla sua condotta di vita dopo la presa di potere e alla sua posizione rispetto al problema ecclesiastico. In primo luogo vengono i suoi interessi filantropici, attestati dalla fondazione di chiese - cento, secondo il suo biografo -, come pure di monasteri, ospedali, ospizi per anziani e altre opere pie. In secondo luogo viene la sua opera di pacificazione nella Chiesa, che riguardò non solo le fazioni in contrasto a Costantinopoli ma anche i rapporti con la Chiesa occidentale. Segue poi la sua molteplice opera missionaria, in continuità con l'attività dei predecessori. Durante il suo impero fu ordinato il primo arcivescovo di Bulgaria, Giuseppe; proseguì il tentativo di convertire i russi; si estese la cristianizzatione dei serbi e dei dalmati; fu completata la cristianizzazione dei greci di Mani.
Tuttavia per il riconoscimento della santità di Basilio fu presa in considerazione in particolar modo la convocazione del concilio dell'879. Esso si riunì per ristabilire la pace nelle questioni ecclesiastiche e per offrire una testimonianza ufficiale su un tema dogmatico a quel tempo controverso, la processione dello Spirito Santo. Da questo punto di vista il concilio fu convocato come ecumenico e con il suo atto finale, durante il quale fu letto e confermato il Simbolo della fede Costantinopoli senza alcuna aggiunta interpretativa o di altro tipo, mostrò di essere ecumenico, e tale è considerato da molti. E come gli imperatori che convocarono, presiedettero e protessero concili ecumenici, furono tutti riconosciuti santi senza eccezioni, così è avvenuto anche per Basilio.
In realtà Basilio convocò e protesse il concilio dell'879 ma non lo presiedette, come fecero invece altri imperatori, né vi fu mai presente, come invece tutti gli altri.
E' anzi degno di nota che per la prima volta un concilio di simile composizione non fu presieduto dai rappresentanti del papa, pur presenti: lo presiedette infatti Fozio, in virtù delle sue prerogative patriarcali. Ma ciò non toglie nulla all'importanza del ruolo di Basilio, poiché egli convocò il concilio e ne impose le decisioni.
Tutte le testimonianze sulla santità di Basilio provengono da testi di corte, che mostrano l'ordine regnante nei palazzi imperiali. Gli imperatori che secondo il De Cerimoniis aulae byzantinae - opera realizzata dal nipote di Basilio, Costantino Porfirogenito - onoravano la memoria di Basilio erano i suoi figli Leone e Alessandro. Sembra che la celebrazione della sua memoria non sia uscita dagli ambienti imperiali e che non sia andata oltre il Porfirogenito. La memoria della santità di Basilio si indebolì rapidamente fino a interrompersi, dal momento che non fu introdotta nell'Hagiologion o Canone dei santi di Costantinopoli.
Il motivo di tale interruzione è che sulla coscienza dei responsabi della Chiesa di Costantinopoli pesava la condotta di Basilio nei confronti di Barda e del suo benefattore Michele III.


Autore:
Panaghiotis K. Christou


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2011-08-25

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