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Serva di Dio Maria Lucia di Gesů e del Cuore Immacolato (Lúcia Dos Santos) Vergine carmelitana scalza

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Aljustrel, Portogallo, 28 marzo 1907 – Coimbra, Portogallo, 13 febbraio 2005

Lucia Dos Santos, nata in Portogallo da una famiglia molto umile, fu destinataria, insieme ai cugini Francesco e Giacinta Marto, di una serie di apparizioni della Vergine Maria, nella località di Cova da Iria presso Fatima. Dopo la morte prematura dei cugini, colpiti dall’influenza “spagnola”, entrò nell’Istituto di Santa Dorotea col nome di suor Maria Lucia dell’Addolorata. Desiderosa fin dall’ultima apparizione di farsi monaca carmelitana, entrò nel monastero di Coimbra, dove divenne suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Nella plurisecolare storia delle apparizioni mariane, suor Lucia (com’è più nota) è la veggente che è vissuta più a lungo, proiettando per tutto il secolo XX la luce del messaggio accorato e materno della Vergine, preoccupata della salvezza delle anime, specie quelle dei peccatori. Morì nel Carmelo di Coimbra il 13 febbraio 2005, a 98 anni. Il 13 febbraio 2008 papa Benedetto XVI ha concesso il decreto di dispensa dai cinque anni di attesa dalla morte di suor Lucia, affinché la Causa potesse essere prontamente iniziata, corrispondendo alla grande fama di santità della Serva di Dio. La Causa si svolse quindi nella diocesi di Coimbra dal 2008 al 2017. I resti mortali della veggente riposano dal 2006 accanto a quelli di Giacinta Marto (beatificata nel 2000 insieme al fratello Francesco) nella Basilica di Nostra Signora del Rosario, compresa nel Santuario di Fatima.



Le origini
Lucia (in portoghese Lúcia) Dos Santos nacque il 28 marzo del 1907 ad Aljustrel, frazione di Fatima, in Portogallo, ultima dei quattro figli (tre femmine e un maschio) di Antonio Dos Santos e Maria De Jesus. Suo padre volle che venisse battezzata in tempo per la Pasqua, essendo nata di Giovedì Santo: per evitare che il parroco, impegnato nella preparazione delle funzioni pasquali, la rimandasse indietro, fece quindi in modo di registrare la sua nascita all’anagrafe al 22 marzo.
Lucia fu quindi battezzata il 30 marzo nella chiesa parrocchiale di Aljustrel. Ricevette la Prima Comunione a sei anni esatti dal Battesimo, il 30 marzo 1913.
Come tanti altri ragazzi e bambine del villaggio, portava al pascolo il piccolo gregge di pecore e capre che costituiva l’unica ricchezza della sua famiglia. Con lei si associavano due cuginetti, Francesco (Francisco) e Giacinta (Jacinta) Marto, il cui padre, Emanuele Pietro, aveva sposato la sorella di Antonio Dos Santos, Olimpia. Nessuno dei tre frequentava la scuola, peraltro non esistente nel villaggio.

Le apparizioni di Fatima
Fra l’aprile e l’ottobre del 1916, ai tre bambini apparve un angelo, che si definì l’Angelo della pace: due volte alla “Loca do Cabeço” e una volta vicino al pozzo nell’orto della casa paterna ad Aljustrel. In tutte le occasioni, li invitò alla preghiera e alla penitenza.
Domenica 13 maggio 1917, Lucia, Francesco e Giacinta, dopo aver assistito alla celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Fatima, ritornarono ad Aljustrel per condurre al pascolo le greggi. Visto il bel tempo, scelsero quella volta di andare alla Cova da Iria, una grande radura a forma di anfiteatro delimitata da una collina.
Mentre giocavano, verso mezzogiorno apparve in cielo un bagliore come di fulmini. Preoccupati per un probabile temporale in arrivo, i pastorelli radunarono le pecore e presero a scendere la collina. Quando furono giunti verso la metà del pendio, vicino ad un leccio, si ripresentò il bagliore: comparve ritta sopra il verde leccio, una Signora biancovestita, che emanava una luce sfolgorante. Sul capo portava un velo che scendeva fino ai piedi. Per cintura aveva un cordone dorato e nelle mani teneva un rosario luccicante con la croce in argento. La visione li tranquillizzò: «Non abbiate paura, non vi farò del male». Lucia si rivolse alla Signora chiedendo da dove venisse.

Lucia, interlocutrice della Vergine Maria
Tutti e tre i pastorelli videro la Vergine Maria nei sei appuntamenti complessivi, ma solo Lucia la sentiva parlare e a sua volta le pose domande. Giacinta, invece, la vedeva e sentiva, ma non parlava con lei. Infine Francesco la vedeva senza udirla e si faceva riferire ciò che diceva.
I tre veggenti divennero presto oggetto dell’incredulità e dello scherno dei concittadini. Incontrarono anche l’opposizione da parte delle autorità civili anticlericali: vennero messi persino in carcere a scopo intimidatorio, saltando per questo l’appuntamento del 13 agosto con la Signora.
Fu ancora Lucia a chiedere, nella terza apparizione del 13 luglio, che la Signora desse un segno miracoloso, che facesse credere tutti alla sua presenza: il prodigio fu promesso per il 13 ottobre e si verificò di fronte a oltre 70.000 persone.

Francesco e Giacinta dopo il ciclo di apparizioni
La Madonna, nell’apparizione del 13 giugno, aveva detto che Francesco e Giacinta sarebbero presto andati in cielo, mentre Lucia sarebbe rimasta ancora nel mondo per farla conoscere ed amare, diffondendo la devozione al suo Cuore Immacolato.
In quegli anni, successivi alla prima guerra mondiale, imperversò in gran parte dell’Europa la terribile epidemia di febbri influenzali detta “spagnola”, che fece innumerevoli vittime. Anche i due fratellini Marto ne furono colpiti: Francesco morì il 4 aprile 1919 a dieci anni e nove mesi, nella casa paterna di Aljustrel. Giacinta, sopravvissuta al primo attacco dell’epidemia, rese l’anima a Dio il 20 febbraio 1920, nell’ospedale «Dona Estefânia» di Lisbona, a nove anni e undici mesi.

La vita successiva di Lucia
Lucia fu molto rattristata dalla loro perdita. Restò ad Aljustrel fino al 17 giugno 1921, quando partì per Oporto, dove fu ricevuta come alunna interna nel Collegio delle Suore Dorotee a Vilar, alla periferia della città.
Il 24 giugno 1925 ricevette la Cresima. Tre mesi dopo, il 24 ottobre 1925, entrò a far parte dell’Istituto di Santa Dorotea, mentre contemporaneamente fu ammessa come postulante nel convento della stessa congregazione a Tuy in Spagna, vicino alla frontiera portoghese. Il 2 ottobre 1928 pronunciò i primi voti come sorella conversa, prendendo il nome di religiosa di suor Maria Lucia dell’Addolorata. Dopo sei anni, il 3 ottobre 1934, emise i voti perpetui.
Allo scoppio della guerra civile spagnola, venne trasferita nel Collegio di Sardão, a Vila Nova de Gaia, dove rimase per qualche tempo, per ragioni di sicurezza.
Il 20 maggio 1946, suor Lucia poté rivedere il luogo delle apparizioni, andando alla Cova da Iria e nei luoghi delle precedenti visioni: il 13 ottobre 1930, infatti, il vescovo di Leiria aveva dichiarato degne di fede le visioni dei pastorelli, autorizzando quindi il culto a Nostra Signora di Fatima.

Le apparizioni del “Ciclo Cordimariano”
Il 10 dicembre 1925 la Santa Vergine era di nuovo apparsa a suor Lucia nella sua cella, nel convento delle Suore di Santa Dorotea a Pontevedra in Spagna. Aveva accanto a sè il Bambino Gesù su una nuvola luminosa e teneva nelle mani un cuore circondato da spine. Il Bambino Gesù si rivolse così alla religiosa: «Abbi compassione del Cuore della tua santissima Madre, che è coperto di spine, che gli uomini ingrati in ogni momento vi configgono, senza che ci sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle».
La Santa Vergine aggiunse: «Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine, che gli uomini ingrati in ogni momento mi configgono con bestemmie ed ingratitudini. Almeno tu vedi di consolarmi, e dì che tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, ricevendo la santa Comunione, reciteranno un rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti, meditando i quindici misteri del Rosario con l’intenzione di alleviare la mia pena, Io prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime».
Il 15 febbraio 1926 il Bambino Gesù, apparve di nuovo a suor Lucia a Pontevedra, insistendo con lei per la divulgazione della devozione al Cuore Immacolato della Santa Madre e dei cinque primi sabati dedicati a lei. Queste manifestazioni completano le apparizioni di Fatima e sono definite come “Ciclo Cordimariano”, avendo appunto come oggetto la devozione al Cuore Immacolato di Maria.

La divulgazione dei cosiddetti segreti
Suor Lucia continuò ad avere esperienze mistiche e messaggi interiori. Il 17 dicembre 1927, nella casa delle Dorotee a Tuy, Nostro Signore le fece udire la Sua volontà, di scrivere quanto il confessore e il vescovo le chiedevano.
Nel 1941 mise per iscritto ciò che riguardava due delle tre parti dell’apparizione di luglio (i cosiddetti “segreti di Fatima”): la visione dell’inferno e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. La terza parte fu riferita da lei il 3 gennaio 1944 in una lettera indirizzata al vescovo di Leiria, monsignor José de Silva, che glielo aveva ordinato in occasione di una grave malattia che l’aveva colpita.
Scrisse quindi numerose decine di lettere al suo direttore spirituale padre Gonçalves, spronandolo a far realizzare la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria: si rivolse anche ai pontefici Pio XI e Pio XII.
Il 31 ottobre e l’8 dicembre 1942 papa Pio XII consacrò la Chiesa e il genere umano al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1952, lo stesso Pontefice consacrò a Maria specificamente i popoli della Russia, poiché suor Lucia riteneva che la prima consacrazione avesse lasciato inevasa la questione.

Tra le Carmelitane Scalze
Il 25 marzo 1948, a 41 anni, suor Lucia lasciò l’Istituto di Santa Dorotea ed entrò nel Carmelo di San Giuseppe a Coimbra. La scelta della clausura fu approvata dal vescovo di Coimbra e da papa Pio XII, perché si rendeva necessario preservare la veggente dal gran numero di visite, anche di curiosi, che la tormentavano; serviva anche per farle ritrovare tranquillità e spazio per la meditazione e la crescita della sua vita spirituale.
Il 13 maggio 1949, Lucia vestì l’abito carmelitano e il 31 maggio 1949 compì la professione religiosa, assumendo il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Ritornò poi a Fatima diverse volte: la prima fu il 13 maggio 1967, quando incontrò il Beato Paolo VI, cui fece seguito una visita nel 1981, per dirigere nel Carmelo un lavoro di pittura sulle apparizioni di Fatima.
Il 13 maggio 1982 incontrò per la prima volta san Giovanni Paolo II, che rivide il 13 maggio 1991, quando il Papa si recò a Fatima una seconda volta, nel decimo anniversario dell’attentato che aveva subito e dal quale si sentì salvato grazie alla protezione della Madonna. L’ultimo incontro tra lei e papa Wojtyła avvenne il 13 maggio 2000, nella cerimonia per la beatificazione di Francesco e Giacinta.
In seguito alla beatificazione dei pastorelli, fu resa pubblica la terza parte del “segreto”, accompagnata dal commento teologico curato dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Joseph Ratzinger.

La morte e il processo di beatificazione
Suor Lucia morì a 98 anni il 13 febbraio 2005. Era vissuta appartata e silenziosa per 57 anni, rispondendo solo alle richieste di chiarimenti e precisazioni da parte del vescovo e dei Papi. Dopo un anno, il 19 febbraio 2006, la sua salma fu trasferita con grande partecipazione di popolo nella cappella al lato sinistro dell’altare maggiore della Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, accanto ai resti mortali di Giacinta Marto (Francesco riposa nella cappella al lato opposto).
Il 13 febbraio 2008 papa Benedetto XVI concesse il decreto di dispensa dai cinque anni di attesa dalla morte di suor Lucia, necessario per l’avvio della sua causa. La domanda per aprire la Causa fu fatta subito, il 28 aprile del 2008, e il Tribunale fu istituito l’anno seguente; i lavori terminarono con l’ultima sessione celebrata il 13 febbraio 2017 nel Carmelo di Coimbra.

Per approfondire
53050 - Beata Vergine Maria di Fatima
53060 - San Francesco Marto
53070 - Santa Giacinta Marto


Autore:
Antonio Borrelli ed Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2017-04-05

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