Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione Testimoni > Angela Maria Sordi Condividi su Facebook Twitter

Angela Maria Sordi Fondatrice

Testimoni

Savona, 20 dicembre 1633 – 13 aprile 1713


Quando fortuitamente mi capitò fra le mani una immaginetta raffigurante Suor Angela Maria Sordi, fui incuriosito e interessato, per aver compilato in precedenza molte schede biografiche di Madri Fondatrici e volli approfondire le ricerche su di lei e sull’Istituto delle Suore della Purificazione di Maria SS.
Dell’Istituzione sorta a Savona e tuttora operante, non sapevo granché, né tantomeno della Fondatrice; con mia sorpresa, di Angela Maria Sordi non trovai traccia nei testi ufficiali delle Cause di beatificazione in corso, eppure aveva fondato una Istituzione di Suore fra le più antiche, da ben 340 anni.
Poi informandomi e consultando delle pubblicazioni riguardanti le Suore, ho appreso che la Fondatrice chiese al Signore, che nessuna suora venisse elevata alla gloria degli altari, ma che tutte fossero salve in eterno; ecco perché di suor Angela Maria Sordi non esiste causa di beatificazione, come pure per le tante superiore e religiose, che nei secoli sono appartenute all’Istituzione delle “Suore della Purificazione di Maria SS.”
Le vicende di Angela Maria Sordi e delle Suore della Purificazione di Maria, nate e partite separatamente, si congiunsero nel XVII secolo a Savona nella Repubblica di Genova, la Superba; la città in quel periodo era fiorente di artisti e letterati, laboriosa nell’artigianato, contesa fra spagnoli e francesi.
Vari Ordini Religiosi maschili erano presenti con i loro frati e opere; anche i monasteri femminili erano numerosi, naturalmente erano di clausura, perché allora per le donne votate a Dio esisteva solo la contemplazione.
Nel 1621 si stabilirono a Savona anche i Gesuiti, uomini dinamici nell’apostolato, costruttori di un umanesimo cristiano, secondo i principi del loro Fondatore s. Ignazio di Loyola (1491-1566).
I Gesuiti presero a dirigere a Savona un apprezzato collegio per i ragazzi; nel contempo guidarono spiritualmente alcune generose giovani, che mentre si rendevano utili per gli altri, si prefiggevano di imitare in campo femminile gli stessi Padri della Compagnia di Gesù, che come è noto non ha una Congregazione femminile parallela.
Verso la fine del 1665, alcune di queste giovani cominciarono a radunarsi per condividere i loro ideali, desideri, fervori; volevano essere libere dalla famiglia per dedicarsi totalmente a Dio, ma libere anche dall’obbligo della clausura destinata alle donne consacrate dell’epoca.
Così all’inizio del 1666 quattro giovani, tre di Savona, Maria Anna e Paola Caterina Arexerio (figlie dell’illustre notaio Gian Francesco) con Paola Maria Agnese e una di Genova, Angela Maria Merana, decisero di unirsi in una casa nel borgo di Monticello, vicino alla chiesa dei Gesuiti, sotto la guida spirituale di padre Camillo Giustiniani, gesuita genovese.
Il 2 febbraio 1666, giorno liturgico della Purificazione di Maria e della Presentazione di Gesù al Tempio, esse forse affrettatamente, perché senza l’adesione del vescovo di Savona, vestirono un abito comune, aderendo alla spiritualità dei Gesuiti e “gesuite” furono chiamate dal popolo.
L’esperimento di una Istituzione di suore al di fuori della clausura, era d’avanguardia per quei tempi e il vescovo mons. Stefano Spinola, fu contrario e impose che ogni ragazza tornasse alla sua casa.
Si aggirò l’ostacolo rivolgendosi direttamente all’autorità civile, senza apparire con qualche nome di tipo religioso e il 25 febbraio 1666 scrissero al Senato di Genova, chiedendo di essere prese sotto la loro protezione e in abito secolare vivere una vita santa con principi religiosi.
Il Senato chiese informazioni al vescovo di Savona, che insieme al governatore della città fece gli opportuni interrogatori presso i Gesuiti, approfondendo le finalità che si prefiggevano; l’impressione ricevuta e le argomentazioni furono convincenti e il vescovo rispose al Senato favorevolmente e approvando a sua volta il sorgere della nuova Istituzione, che dal giorno della sua prima costituzione il 2 febbraio, prese il nome di “Suore della Purificazione di Maria SS.”.
A questo punto s’incontra la figura di Angela Maria Sordi; era nata a Savona il 20 dicembre 1633 da Gian Domenico Sordi, la madre si chiamava Paola; la famiglia benestante e profondamente cristiana era costituita anche da 6 figli, tre maschi e tre femmine, un fratello Giovan Battista sarà sacerdote e un’altra sorella seguirà Angela nelle Suore della Purificazione.
A 33 anni, il 3 maggio 1666 Angela Maria Sordi entrò nel gruppo che si ricostituiva, senza però le due sorelle Arexerio, il cui padre notaio aveva rifiutato loro il consenso a proseguire su quella strada.
I Gesuiti che guidavano spiritualmente la nascente Famiglia Religiosa, chiesero ad Angela Maria di farsi l’animatrice di tutta l’opera.
Per 17 anni ‘governò’ le sue ‘sorelle’, con la guida dei Figli di sant’Ignazio, studiando immersa nella preghiera, le finalità, lo spirito, la natura del nuovo Istituto, scrivendo le ‘Regole’ che sono il più bel ritratto di questa fondatrice, così silenziosa, discreta, al punto che prese l’abito religioso solo dopo diciotto anni dal suo ingresso, il 10 ottobre 1684 a 51 anni e dopo aver completato di scrivere le prime Regole nel 1683.
Visse in silenzio la sua vita di consacrata, alla luce della spiritualità ignaziana, sentendosi madre delle sue suore e tenendo come esempio Maria, madre di Gesù e dei credenti in lui, che dopo la ‘presentazione’ di Gesù come offerta della sua maternità, la simbolica ‘purificazione’ e l’incontro profetico con Simeone, si ritirò con Giuseppe e il piccolo Gesù a vivere nel lungo silenzio di Nazareth.
Madre Angela Maria Sordi non ha lasciato di sé scritti e purtroppo al contrario di tante fondatrici, di lei si sa meno di tante altre suore; ma nel dono delle Regole da lei redatte, consegnò la sua anima e spiritualità, con la promulgazione di esse, dovette accettare anche di essere la prima Superiora e Fondatrice dell’Istituto.
La tradizione costante dell’Istituzione delle Suore della Purificazione, riporta che mentre pregava per la sorte del piccolo seme piantato, affidandolo a Gesù Crocifisso, chiese tre cose al Signore:
- Che nella sua Famiglia religiosa non contasse affatto il numero, ma solo lo spirito e la santità;
- Che tutte fossero salve nella vita eterna e che se a qualcuna la vita comunitaria fosse di inciampo, uscisse dalla comunità prima di morire;
- Che nessuna, pur segnalandosi nell’eroismo delle virtù, ottenesse l’onore degli altari, affinché l’Istituzione vivesse sempre in umiltà.
Secondo la tradizione il Crocifisso chinò la testa in segno di assenso.
In un tempo in cui le Famiglie Religiose si dedicavano soprattutto alle opere di carità, le Suore della Purificazione predilessero invece l’insegnamento e la formazione delle fanciulle, operarono sin dal primo momento nella città di Savona a cui si sono sentite nei secoli vincolate, attualmente gli orizzonti si sono allargati dietro l’invito della Chiesa alle Famiglie Religiose, anche se come per tutte c’è crisi di vocazioni religiose.
In questa prova viene in soccorso l’insegnamento della madre Fondatrice che non volle guardare a molteplicità di opere e non badare al numero ma allo spirito dell’Istituto, che con un manipolo di suore ha superato i secoli, le avversità, le privazioni, liberandosi anche del protettorato dell’autorità civile.
Madre Angela Maria Sordi lasciò la carica di superiora nel 1711, immergendosi ancora di più nel silenzio e nella preghiera; si spense a Savona ad 80 anni, il 13 aprile 1713.
Volle essere sepolta nella Chiesa di s. Andrea Apostolo, dove furono tumulate successivamente le altre consorelle. Ma la sua sorte di donna grande nella fede e umile nella vita, continuò dopo la sua morte, i suoi resti contrariamente a tante fondatrici, non si è riusciti a ricuperarli, finiti sotterrati ancor di più, durante i lavori di consolidamento del tempio operati nel passato.
Oggi solo una lapide posta nella chiesa la ricorda, unita alle altre nella tomba e nella gloria.


Autore:
Antonio Borrelli

______________________________
Aggiunto/modificato il 2005-04-27

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


L'Album delle Immagini
è temporaneamente
disattivato




CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati