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Serva di Dio Colomba Scaglione Domenicana

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In una Lecce del secolo XVII costellata di case di nuovi ed antichi Ordini religiosi, tutti promotori di quel trionfo architettonico che è stato il “barocco leccese”, nacque verso la fine del secolo, il 31 ottobre 1698, Antonia Teresa figlia di Oronzo e Lucrezia Martina appartenente alla nobile famiglia degli Scaglione i cui rami si estendevano a Gallipoli ed Ostuni (Lilia Fiorillo in “Scritti di storia pugliese in onore di mons. Carmine Maci” Galatina 1994).
In questo contesto di accentuata e felice religiosità, con il proliferare di conventi e istituzioni ecclesiastiche, Lecce si meritò il titolo di ‘città-chiesa’; Antonia Teresa Scaglione entrò nel monastero domenicano della Natività della Vergine detto “della Nova”, fondato nel 1470, prendendo il nome di Maria Colomba; nello stesso convento, come priore, vivranno anche altre due sorelle in tempi diversi.
La sua vita si svolse all’interno del monastero in una osservanza rigorosa della Regola e delle Costituzioni in una esistenza totalmente offerta a Dio per la salvezza delle anime, moltiplicò i digiuni e le astinenze, preferì i lavori umili ed i servizi più disprezzati.
La preghiera era il suo tratto d’unione con Dio che non si arrestò mai neanche di fronte alla prove più difficili, come gravi e inabilitanti malattie; fu gratificata da esperienze mistiche e ascetiche, elevando nel contempo alle vette più alte il suo voto di ubbidienza, che lei considerò “il segno del suo amore e la sorgente di tutta la sua quiete”, perché per lei l’ubbidienza, privandola di volontà propria le dona anticipatamente il possesso di Dio.
L’ascesi e la mistica di suor Colomba è conosciuta soprattutto perché in ubbidienza al suo padre spirituale, ella scrisse le sue esperienze in la Vita interiore quando aveva 37 anni.
Questo scritto e le sue esperienze, sebbene nascoste, della sua vita contemplativa, furono poi pubblicati dal suo padre spirituale Domenico Fontanella, in un volume narrante la Vita edito nel 1756, ed. Morelli in Napoli, tre anni dopo la sua morte, avvenuta il 21 agosto 1753 a 55 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-04-19

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