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San Porziano Abate in Alvernia

24 novembre

VI sec.

Martirologio Romano: Nel territorio di Clermont-Ferrand in Aquitania, san Porziano, abate, che, schiavo in giovent¨, cerc˛ rifugio e libertÓ presso il monastero, dove, divenuto monaco e poi abate, morý in tarda etÓ stremato dai digiuni.


La vita di Porziano ci è sufficientemente nota grazie alla notizia che Gregorio di Tours gli ha dedicato nelle sue Vitae Patrum (capitolo 5). Nato in Alvemia, Porziano era schiavo di un padrone barbaro e sin da giovane si sforzò di cercare Dio. Più volte tentò di sfuggire al suo padrone cercando rifugio nel monastero di Miranda che si trovava nei pressi (odierna St-Pourcain-sur-Sioule in diocesi di Moulins).
Un giorno che aveva lasciato il padrone per non ritornarvi più, costui venne a cercarlo nel monastero e gli promise di perdonarlo; stava per ricondurlo con sé, quando di colpo divenne cieco e recuperò la vista soltanto quando Porziano, per ordine dell’abate, gli impose le mani sugli occhi. Da quel momento Porziano fu libero di entrare nel monastero; ricevette gli Ordini sacri e si dimostrò così virtuoso che alla morte dell’abate fu scelto a succedergli.
Nel 532 l’Alvernia fu invasa dal re d’Austrasia Teodorico I, le cui truppe si sparsero per tutto il paese. Il re era accampato ad Artonne, quaranta Kilometri a Sud di Miranda, e Porziano si recò presso di lui ottenendo la liberazione di numerosi prigionieri. Gregorio di Tours racconta il miracolo di un calice di vino spezzato a distanza con un segno di croce ed assicura che questo prodigio impressionò vivamente il re. Quali che siano stati i mezzi impiegati, il prestigio e la fama di Porziano gli permisero di ottenere che Teodorico trattasse le popolazioni con minore crudeltà.
Verso la fine della vita Porziano dovette subire numerose tentazioni: una notte si svegliò e vide la sua cella in fiamme, tentò di fuggire ma non poté aprire la porta; fece allora il segno della croce e l’immaginario incendio scomparve. Queste lotte col demonio furono rivelate ad un monaco di nome Protasio che viveva da recluso nel monastero Cambridobrense; costui inviò allora a Porziano un altro monaco per incoraggiarlo e raccomandargli di combattere il demonio con una preghiera assidua e il segno della croce.
Porziano morì in età assai avanzata, in data sconosciuta, e fu sepolto nel suo monastero. Numerosi miracoli si produssero sulla sua tomba. Alla fine del secolo X, l’abate Stefano, che aveva ricostruito il monastero, procedette ad una solenne elevazione delle reliquie ed è senza dubbio in quest’epoca che Miranda prese il nome di St-Pourcain.
Porziano ha dato il suo nome ad altri due villaggi dell’Allier, St-Pourcain-sur-Besbre e St-Pourcain Malchèere.
Nel 1318 una «Confraternita della Carità di san Porziano» fu fondata a St-Martin-de-Laigle, in Normandia, dove si conserva una parte delle reliquie del santo.
La sua festa è fissata al 24 novembre, data accolta anche dal Martirologio Romano.

Autore: Philippe Rouillard


ICONOGRAFIA
Il culto di san Porziano, abate benedettino del Bourbonnais, vissuto nel secolo VI, è molto diffuso in Alvernia, dove diversi villaggi portano il suo nome e parecchie chiese gli sono dedicate (a Marigny e a Souvigny). Particolare importanza per l’arte ha l’abbazia di St-Pourcain-sur-Sioule ncll’Allier, di cui rimangono importanti vestigia di età romanica e gotica. In Normandia il suo culto è accentrato intorno alla chiesa di St.-Martin-de-Laigle, dove nel 1318 sorse una Confraternita di St-Pourcain.
Nell’iconografia è rappresentato con l’abito benedettino e il suo grado di abate e ha come attributo una coppa dalla quale si rizza un serpente a ricordare che anch’egli, come il fondatore del suo Ordine, sfuggi a un tentativo d’avvelenamento. Scene della sua vita appaiono rappresentate in una vetrata della chiesa di St-Martin-de-Laigle (secolo XVI): in esse il santo difende i suoi fedeli dalla furia devastatrice del barbaro re Teodorico e rifiuta la coppa avvelenata da cui spunta il serpente.
Il santo appare anche nei cicli in cui sono rappresentati i santi dell’Ordine Benedettino.

Autore: Antonietta Cardinali


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2019-03-01

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