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Beato Gerardo da Chiaravalle Abate

16 ottobre

1138 ca.

Martirologio Romano: Nel monastero di Igny nel territorio di Reims in Francia, transito del beato Gerardo da Chiaravalle, abate, ucciso da un monaco malvagio mentre era in visita in questo cenobio.


Secondogenito di Tescelino e Aletta, Gerardo vide la luce un po’ prima del 1090, anno di nascita del terzo figlio nato da quel matrimonio, Bernardo. Il profilo storico di Gerardo si ricava quasi per intero dal XXVI dei Sermones super Cantica Canticorum, da Bernardo dedicato quasi completamente a una rievocazione, a tratti fine e commossa, del fratello defunto.
Per lunghi anni cellerario di Chiaravalle, Gerardo, vicino a morire, dichiarò di avere accettato quell’ufficio, rinunciando alle sue inclinazioni contemplative, solo per ubbidienza e per amore al fratello abate, del quale aveva protetto, con intelligente e fedele custodia, la quiete nella preghiera, nello studio e nel governo della comunità. Gerardo aveva attitudine ad ogni sorta di opere manuali, ma altresì possedeva, per quanto illetterato, raro discernimento e penetrazione nelle cose spirituali. Bernardo, che lo presenta come suo fido consigliere in ogni campo, riconosce in lui perfetta armonia tra le attitudini pratiche e le virtù claustrali e contemplative.
Il cellerario si era gravemente ammalato, a Viterbo, l’anno precedente la morte: la breve Vita di Gerardo dice che ciò accadde durante il terzo viaggio di Bernardo in Italia: siamo dunque nel 1137, molto probabilmente nel marzo-aprile, periodo nel quale la curia papale fece sosta nella cittadina laziale. Al soggiorno italiano del 1137-38, che coincise con la definitiva rovina di Anacleto II, induce, del resto, a pensare anche il tono di gioia e di vittoria, con cui Bernardo, nel citato Sermo XXVI, parla dell’esito del suo viaggio, nel corso del quale colloca l’infermità contratta dal fratello a Viterbo. Rientrato a Chiaravalle, Gerardo si ammala di nuovo e muore con esemplare serenità, assistito da Bernardo.
Accettato il 1137 per la malattia sofferta nell’anno precedente la morte, il 13 giugno o il 13 ottobre, indicati dalla tradizione come giorni del trapasso di Gerardo, cadono necessariamente nel 1138. I resti mortali di Gerardo e dei congiunti furono più tardi raccolti in una sola sepoltura, a Chiaravalle.
L’unica notizia di qualche importanza è fornita dalla Vita prima di san Bernardo: di tutti i fratelli, Gerardo, dedito alle armi, sarebbe stato il più renitente a seguire Bernardo nel chiostro. Catturato in combattimento fu trattenuto in prigionia, ma un miracolo intervenne a liberarlo, permettendogli di raggiungere i congiunti nella solitudine. Per il culto, data tradizionale della festa nell’Ordine era il 13 giugno, indicato dai martirologi cistercensi come il giorno della morte. Il culto era già stato confermato, nel 1702, da Clemente XI.
Rispettivamente nel 1869 e nel 1871, furono approvati, per l’Ordine Cistercense, l’Ufficio e la Messa, e la festa venne fissata al 30 gennaio.
Il Martyrologium Romanum pone la data del culto al 16 ottobre.
 


Autore:
Pietro Zerbi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-02-19

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