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San Giusto di Lione Vescovo

2 settembre

IV sec.

Martirologio Romano: A Lione in Francia, deposizione di san Giusto, vescovo, che, lasciato l’episcopato dopo il Concilio di Aquileia, si ritirò insieme al lettore Viatore in un eremo in Egitto, dove condusse per alcuni anni umile vita in compagnia dei monaci; il suo santo corpo insieme alle ossa di san Viatore fu poi traslato a Lione.


Di san Giusto ci sono pervenute due Vitae, strettamente collegate l'una all'altra. Autori attendibili qualificano la prima «di buona nota». Non è questo il luogo per fare il processo a una delle regole della critica, che vuole che una Vita brevior sia anteriore a una Vita prolixior. Nei testi dell'alto Medioevo accade generalmente il contrario: la Vita brevior è sovente solo un riassunto, una riduzione fatta ad uso liturgico. Anche qui, noi preferiamo la Vita prolixior, senza tuttavia concederle più interesse di quanto non meriti: certo di poco anteriore all’850, essa tenta di spiegare ricordi locali relativamente precisi, ma li interpreta a modo suo.
Giusto era lionese e divenne vescovo nella seconda metà del IV secolo. Una rivolta popolare, che le Vitae attribuiscono al fatto che un assassino si era rifugiato nella chiesa di Lione, minacciava di incendiare l'edificio. Il vescovo Giusto, forte della promessa dell'autorità civile, secondo cui non sarebbe stato fatto alcun male al criminale, lo consegnò, ma l’uomo fu messo a morte.
Giusto tormentato dai rimorsi, stimandosi ormai indegno di reggere la sua Chiesa, andò in esilio e, dopo aver condotto in Egitto una esistenza da solitario, vi morì. Il suo corpo fu riportato a Lione.
La Vita prolixior fornisce inoltre una preziosa indicazione: dopo quella avventura, «ritornato da un concilio in Italia, al quale era stato convocato, egli non rientrò a Lione, per timore che l’amore di tutto il suo popolo gli impedisse di andarsene e si stabilì presso Tournon (Isère o Savoia)». Di là, partì per l’Egitto.
Il ricordo di questo concilio potrebbe, probabilmente, riferirsi alla presenza effettiva di Giusto al concilio di Aquileia (381). Egli assistette inoltre al concilio di Valencia (374), nei cui Atti la sua firma figura al tredicesimo posto; non è però assolutamente sicuro che si tratti del vescovo di Lione.
Esiste un altro dato che, fino ad ora, non è stato rilevato: Giusto fu seppellito nella basilica funeraria dedicata ai Maccabei. Ora, il culto dei sette fratelli ebbe origine ad Antiochia dopo la trasformazione di una sinagoga in chiesa cristiana, verso il 370. Oltre al corpo di Giusto, questa basilica funeraria accolse i corpi del suo successore Alpino, dei vescovi Martino e Elpidio. Essa è peraltro anteriore al 422 (epitafio di Pascasia) poiché era divenuta rapidamente un luogo di sepoltura ad sanctus. Il ms. di Wolfenbbuettel del Martirologio Geronimiano menziona al 2 settembre la depositio di Giusto e la dedicazione della sua basilica (la chiesa dei Maccabei prese, all'inizio del VII secolo il nome di san Giusto). Ci sembra assolutamente certo che la sua erezione si debba allo stesso Giusto con la destinazione a basilica funeraria.
In un tentativo di interpretazione dei fatti segnalati, osiamo presentare le seguenti ipotesi. Verso il 380 la posizione del vescovo di Lione era delicata, per ragioni politiche o religiose (e qui si può pensare a infiltrazioni priscillianiste); l'incontro che Giusto poté avere ad Aquileia con Rufino o semplicemente i contatti con chierici del luogo, reputati ferventi seguaci dell’ascetismo grazie all’azione di san Girolamo, lo convertirono alla vita ascetica.
Temendo di ritornare a Lione, Giusto attese qualche tempo a Tournon e poi s’imbarcò per l’Oriente, vi risiedette, conducendo vita da eremita con il lettore lionese Viator. Là egli ricevette la visita di un prete della sua chiesa, Martino, che sarebbe divenuto il suo terzo successore; ritornò a Lione con Martino, riportandone il culto dei Maccabei o morì in Oriente? Per conto nostro, preferiamo la prima ipotesi: una traslazione del corpo non sembra essere tra le abitudini del tempo. Il fatto stesso che il suo successore Alpino sia stato inumato nella chiesa funebre di Giusto ci sembra un rilevante argomento in favore di un ritorno del vescovo a Lione prima della sua morte. Alcuni martirologi menzionano, d'altra parte, al 2 settembre, il suo «ritorno dall’Egitto». I martirologi non si accordano sul significato delle quattro feste che gli dedicava la Chiesa di Lione: 4 agosto, 2 settembre, 14 e 21 ottobre; ciò non fa certo luce sul problema.
 


Autore:
Jean Marilier


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-07

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