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Sant' Isaia Profeta

9 maggio

770 a.C. circa - 681 a.C. circa

Discendente della casa reale di Davide, Sant’Isaia è il maggiore dei cosiddetti “Grandi Profeti” di Israele. Vissuto circa ottocento anni prima di Gesù, la tradizione vuole che abbia avuto vita lunghissima e che, alla fine, sia morto da martire.

Etimologia: Isaia = Jahvč č il mio aiuto, dall'ebraico.

Martirologio Romano: Commemorazione di sant’Isaia, profeta, che, nei giorni di Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia, re di Giuda, fu mandato a rivelare al popolo infedele e peccatore la fedeltŕ e la salvezza del Signore a compimento della promessa fatta da Dio a Davide. Presso i Giudei si tramanda che sia morto martire sotto il re Manasse.

Ascolta da RadioRai:
  

Di questo santo Profeta lo Spirito Santo nell’Ecclesiastico ha fatto scrivere: “Isaia fu un grande profeta e fedele agli occhi del Signore. Il sole tornò indietro nei di lui giorni e molti altri egli aggiunse alla vita del re. Vide il fine dei tempi per un gran dono di Spirito, e consolò quelli che piangevano Gerusalemme”.
Isaia, figlio di Amos e parente del re Manasse, discendeva dalla casa reale di Davide. Visse circa ottocento anni prima di Cristo.
La missione di profeta gli fu conferita in modo solenne in una visione: vide il Signore seduto sopra un gran trono nel tempio, circondato da cherubini. Uno di questi spiriti si mosse prese dall’altare un carbone acceso, e venuto a Isaia gli toccò la bocca con il carbone dicendo: “Ecco che questo ha toccato le tue labbra, e sarà tolta la tua iniquità e sarà lavato il tuo peccato”. Poi il Signore parlò direttamente a Isaia invitandolo a predicare al suo popolo.
Il Profeta predicò la parola di Dio sotto i re Ozia, Giatan, Acaz, Ezechia, Manasse e la sua missione durò circa un secolo. Al re Manasse, empio e crudele, caduto nell'idolatria, il Signore mandò Isaia per richiamarlo al culto dell’unico vero Dio, al pentimento dei suoi peccati.
Il Profeta non fu ascoltato; anzi il sovrano adirato lo condannò a morte. Fu preso e segato in due con una sega di legno, e soffrendo questo tremendo supplizio passò al Signore. Il re Manasse subì il castigo che gli era stato predetto, e Isaia aggiungeva alla gloria di profeta quella di martire.
Isaia fu il maggiore dei Profeti. S. Girolamo lo riguarda non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Le sue profezie sono di una tale chiarezza che sembrano una storia del passato piuttosto che una predizione.
Gli scritti di Isaia narrano principalmente le minacce di Dio al popolo di Israele e ai popoli vicini per i loro peccati, ma il profeta nel descrivere i giusti giudizi di Dio allude molto spesso alla venuta del Liberatore e descrivendo la sua nascita, le sue opere e specialmente la sua passione, eccita negli animi l’amore e la confidenza in Lui.

Autore: Antonio Galuzzi

 



Sant’Isaia nasce in una nobile tribù d’Israele nel 770 a. C. circa, mandato da Dio per rivelare al popolo infedele e peccatore la fedeltà e la salvezza del Signore a compimento della promessa fatta da Dio a Davide. Vissuto, secondo la tradizione, per oltre un secolo, le sue profezie coprono circa cinquant’anni della storia di Gerusalemme.

La chiamata di Dio arriva in sogno
Le vie del Signore sono infinite, così come i modi in cui Lui ci chiama a servirlo: nel caso di Sant’Isaia, Dio viene in sogno ad affidargli la sua missione. Il futuro profeta vede il Signore seduto su un grande trono nel Tempio, circondato da cherubini, uno dei quali prende dall’altare un carbone ardente e con questo tocca la bocca di Isaia, “lavandola” così dal peccato. Ora Dio stesso prende la parola e invita Isaia a predicare la verità al popolo eletto.

Il dono della profezia
Le profezie di Isaia iniziano nel 740 a.C. circa, sotto il regno di Ozia: il profeta vede la caduta di Israele in un periodo storico che coincide con l’avanzata dell’impero assiro verso ovest. Queste visioni vanno avanti per circa 44 anni, e cioè durante i regni di Giatan, Acaz, Ezechia e, infine, Manasse. Quando Ezechia, ad esempio, si allea con gli Egiziani contro il potere crescente degli Assiri, Isaia è contrario e profetizza la distruzione del regno, esortando gli uomini a non cercare alleanze tra loro, ma a rivolgersi soltanto a Dio. Sono esemplari la bellezza e la chiarezza delle sue parole, tanto che più che, predizioni di eventi futuri, le sue sembrano narrazioni di storie passate. Il suo libro di profezie è diviso in 66 capitoli in cui parla anche della venuta del Liberatore descrivendone la nascita e le opere, fino alla Passione e alla morte.

La morte da martire
Quando il regno di Giuda passa nelle mani di Manasse, Isaia si preoccupa: il nuovo re, infatti, è empio e crudele, perché caduto nell’idolatria. Il Signore, allora, manda il profeta a richiamarlo al culto dell’unico vero Dio e al pentimento dei propri peccati. Siamo nel 681 a. C. Manasse, però, non ascolta Isaia e lo condanna a una morte atroce: per questo il Santo profeta è da più parti venerato anche come un martire.


Fonte:
Vatican News

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Aggiunto/modificato il 2020-08-20

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