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San Quirino di Roma Martire venerato a Neuss

25 marzo

Martirologio Romano: A Roma nel cimitero di Ponziano sulla via Portuense, san Quirino, martire.

Ascolta da RadioVaticana:
  

Secondo la passio dei santi Alessandro, Evenzio e Teodulo, non anteriore ai secoli VI-VII e di scarissimo valore storico, Quirino sarebbe il tribuno al quale i tre martiri furono affidati dopo essere stati arrestati per ordine di Traiano. Convertitosi alla vista dei miracoli da loro operati e battezzato insieme con la figlia Balbina, fu decapitato il 30 marzo e il suo corpo venne sepolto nel cimitero di Pretestato. Un martire Quirino è indicato in realtà tra quelli di questo cimitero, in spelonca magna, dagli Itinerari del secolo VII, anzi il suo nome compare anche in una epigrafe del secolo V, ivi ritrovata:
MRV IANUARI. FEL
ET GOFF QUIRINI. MAIO(RIS)

Il Martirologio Geronimiano al 30 aprile annunzia «Romae in cimiterio Praetextati via Appia depositio Quirini episcopi». Secondo il Delehaye l’elogio si riferisce al martire ricordato negli Itinerari che solo per un errore è stato detto vescovo dal redattore influenzato dal ricordo, al 4 giugno, dell’omonimo vescovo di Siscia, deposto però nel cimitero di san Sebastiano sull’Appia.
Adone accolse nel suo Martirologio Quirino, correggendo il latercolo del Geronimiano in base alla surricordata passio e trasferendone la commemorazione al 30 marzo. L’elogio di Adone passò in Usuardo e di qui sempre al 30 marzo nel Martirologio Romano. Quale che sia il valore della notizia della passio, Quirino è un autentico martire romano da non confondere col vescovo di Siscia.
Secondo un documento redatto a Colonia nel 1485, il corpo del martire sarebbe stato donato nel 1050 dal papa Leone IX a una badessa che fonti; posteriori chiamano Gepa (e qualcuno dice sorella del papa), dalla quale fu trasferito a Neuss sul Reno (qui però già verso il 1000 esisteva una chiesa a lui dedicata). Oggi ancora si crede in questa città di possedere le reliquie di Quirino che è solennemente festeggiato il 30 marzo e il 30 aprile, come patrono principale. Durante l’assedio subito da Neuss nel 1471 la venerazione del martire toccò l’apice.
Da Neuss il culto si diffuse in altre località germaniche, specialmente a Colonia, in Belgio e in Italia, dove è patrono di Correggio. In Renania il suo nome è portato da pozzi (Q. Brunnen), da fonti (Q. Wasser) e da una speciale cavalcata (Q. Ritt). È invocato contro la podagra, contro il vaiolo, e altre malattie e come protettore degli animali. Secondo Pompeo Ugonio, nella Storia delle Stazioni di Roma, il corpo di Quirino sarebbe stato invece trasferito nella chiesa di santa Balbina; ma il Panciroli ignora la cosa. Il martire è rappresentato come un cavaliere con scudo a nove punte, lancia, spada, palma e un falco.

Autore: Benedetto Cignitti

ICONOGRAFIA
Quirino fa parte di quei martiri romani, appartenenti alla milizia, il cui culto in regioni lontane da Roma si deve al trasferimento delle reliquie per dono di pontefici a sovrani e a monasteri illustri. Il santo, che la leggenda dice fosse un tribuno, viene rappresentato in aspetto di guerriero, con ricca corazza di tipo medievale e stendardo. Talvolta sullo scudo sono impresse nove punte, allusione allo stemma della città di Neuss che fu il centro del suo culto, esteso poi ai paesi renani e germanici.
In aspetto di giovane guerriero, infatti, vediamo Quirino, tra l’altro, in un affresco del secolo XV nella chiesa di san Goar, dove gli è compagno san Vito. Fra i predetti attribuii è da notare lo scudo di forma insolita, poggiato a terra, ornato dalle nove punte.
Quirino è talvolta anche rappresentato come martire, legato al palo, tormentato da chiodi e da martelli, le mani tronche, tutti particolari della leggenda che hanno alimentato l’ispirazione degli artisti nordici. Per questi patimenti si attribuiscono a Quirino diversi patronati, come ad esempio quello sui malati di peste. A questo si collega l’immagine sul portello della pala del Giudizio Finale, opera di Stefan Lochner, nella Pinacoteca di Monaco (secolo XV).
Poiché il culto di Quirino ebbe la sua massima diffusione dopo il secolo XI, al secolo XII appartiene l’affresco nella cripta di san Gereone a Colonia, mentre nella chiesa di san Cuniberto della stessa città il santo è rappresentato in una pala d’altare. Altre raffigurazioni, tra cui quelle relative al martirio, si trovano nella vetrata della Wiesenkirche di Soest in Westfalia (secolo XV) e in una serie di scene scolpite sugli stalli del coro nella chiesa parrocchiale di Calcar.

Autore: Maria Chiara Celletti


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2019-05-07

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