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San Fingar (Guignero) Martire in Bretagna

23 marzo

460 circa

Martirologio Romano: In Cornovaglia, san Fingar o Guignero, martire.


Santi FINGAR (fr. Eguiner, Guigner) e compagni, martiri in Bretagna.

La Passio Guigneri sive Fingaris, scritta da un chierico di Cornovaglia, di nome Anselmo, fu in seguito attribuita al suo omonimo più conosciuto, sant'Anselmo di Aosta, arcivescovo di Canterbury. G. Lobineau, nel secolo XVIII, aveva scoperto l’errore: «Questo grande arcivescovo non può essere l’autore di tutte le favole ridicole che vi si trovano e di molti fatti che non si possono accordare con la vera storia». Il fine di edificazione dell’autore s’accorda bene con l’eroismo e il meraviglioso, male con la geografia e la storia. Fingar (o Guigner), egli ci fa sapere, che ebbe la fortuna di conoscere san Patrizio, era figlio di dito, re pagano d’Irlanda. Costui, disprezzando il Cristianesimo del giovane, lo diseredò e cacciò. Ma Fingar non fu abbandonato dai numerosi compagni che lo amavano e condividevano la sua fede: questo gruppo di esiliati venne nell’Armonica. Alla morte di suo padre, Fingar tornò in Irlanda, ricusò la corona che gli si offriva, e passò in Cornovaglia. Il re della contrada, Teodorico, che era pagano, fece massacrare Fingar con sua sorella Piala e tutti coloro che l’avevano seguito. I loro corpi furono raccolti dai cristiani ed essi furono onorati come martiri.
Quale particella di verità si nasconde sotto questo tema folkloristico? Il Fingar di Cornovaglia, iscritto nel Martirologio inglese di Wilson al 23 marzo, si identificherebbe col san Eguiner, patrono di LocEguiner (Finistère) e col san Guiner, patrono di Pluvigner e festeggiato a Vannes il 14 dicembre fino al 1914. La vicinanza delle forme e l’autorità di sant'Anselmo hanno potuto facilitare la confusione.
Una cappella di Langon (Ille-et-Vilaine) ne è infatti una prova manifesta: attualmente essa è dedicata a sant'Agata, ma lo era ancora a san Guigner nel 1674, e ciò almeno dal secolo IX. Ora, questa cappella è un edificio gallo-romano, dove sotto diverse pitture religiose è stato trovato un affresco rappresentante Venere anadiomene, accompagnata da Eros che cavalca un delfino ed attorniata da pesci.
Si coglie là al vivo il processo di cristianizzazione per analogia: Venere è rimpiazzata da un santo che non ha alcun legame col luogo, ma il cui nome facilita la sostituzione. Intanto, le donne del paese continuavano a fare pellegrinaggi alla cappella per divenire buone nutrici. Non essendo per questo san Guigner di grande utilità, sant'Agata, martirizzata con l'ablazione dei seni, divenne patrona della cappella. L'affresco pagano, nel secolo XVII, non era più visibile da lungo tempo, ma il nome di san Guigner non era riuscito a fare dimenticare Venere.
 


Autore:
Jean Evenou


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-02-12

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