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Sant' Oengus il Culdeo Vescovo-Abate

11 marzo

† 824 circa

Martirologio Romano: Nel monastero di Tallaght in Irlanda, sant’Oengus, detto il Culdeo, monaco, che ebbe cura di comporre un martirologio dei santi d’Irlanda.


Tutto ciò che si sa di Oengus (Aengus), autore del famoso Martirologio irlandese tanto spesso citato in questa BSS, deriva da un poema irlandese tardo-medievale, dalla prefazione e dall’epilogo allo stesso Martirologio, da un’altra prefazione in prosa al Martirologio trovata nel quattrocentesco Lebar Brecc e dal Ms. Laud 610.
Figlio di Oengoba, Oengus era monaco a Cluain-Eidnech (odierna Clonenagh, contea di Laois) sulle rive del fiume Nore e divenne discepolo di san Mael Ruain a Tallaght (contea di Dublino) qualche tempo prima della morte di quest'ultimo nel 792. Rimase a Tallaght almeno fino all'805 e quindi introdusse le istituzioni di Mael-Ruain nella chiesa che fondò a Disert Oengusa (odierna Dysertenos, contea di Laois).
Meglio noto come Oengus Céle Dé (Oengus il Culdeo), Oengus è il più famoso uomo di lettere del movimento Céli Dé in Irlanda (circa 750-850).
La sua fama è dovuta al Félire o Martirologio, il più grande tentativo mai fatto di presentare l’argomento di un martirologio in forma poetica.
Secondo la prefazione Oengus iniziò l’opera a Cul-Bend-Chuir (odierna Coolbanagher, contea di Laois), la continuò a Cluain Eidnech e la completò a Tallaght; ad ogni modo essa sembra sia stata ultimata nell’805 quando al grande congresso di chierici e laici a Dun Cuair (odierna Rathcove, contea di Meath), egli la mostrò a Fothad na Canoine, abate di Fahan Brecc, contea nel Donegal.

Sebbene nel contemporaneo Martirologio di Tallaght (circa 800) vi siano elementi successivi a Oengus non è improbabile che, come dice nel suo Martirologio Mael-Muire hua Gormain intorno al 1167, il Félire di Oengus sia in gran parte una versione poetica del Martirologio di Tallaght; Gorman, infatti, critica Oengus per aver citato pochi santi irlandesi. Lo stesso Oengus tuttavia nel suo epilogo dice di aver «frugato ogni Félire» e si vanta di poter «affermare senza arrossire, che se qualcuno visitasse le tombe di tutti i santi non troverebbe un Martirologio più esatto».
Il prologo e l’epilogo del Félire contengono elogi dei santi irlandesi in generale («Glendalough è il cimitero della parte occidentale del mondo»), una proclamazione del trionfo del popolo di Dio in Irlanda (il declino dei principi è messo in contrasto con la nascita e la stabilizzazione dei monasteri), un’illustrazione del come fu composto il Martirologio, e preghiere per la salvezza dell’autore.

Il Félire vero e proprio è costituito da una quartina per ogni giorno dell’anno, scritta nella complessa forma di versi rinnard; diversamente dal Martirologio di Tallaght che comincia al 25 dicembre, Oengus inizia con il 1° gennaio. Il Félire è così chiamato poiché è un calendario delle Féili (= feste) e di ogni giorno in cui viene offerta una Messa in onore del santo del giorno. Sebbene esso comprenda molti santi, specialmente martiri, non irlandesi, la maggioranza dei personaggi citati appartiene all’isola. L’ultimo santo irlandese commemorato è Mael-Ruain, il maestro dello stesso Oengus, il quale ne parla con la più grande stima; dal suo elogio sembrerebbe che la tomba di Mael-Ruain fosse divenuta luogo di pellegrinaggio poco dopo la sua morte.
Lo stesso Oengus è commemorato l’11 marzo. Alla stessa data nelle aggiunte al Martyr. Tell. è descritto come vescovo. Un poema irlandese tardo-medievale afferma che la sua Gospel-hand (mano destra) fu tagliata mentre Oengus spaccava la legna ma che gli fu riattaccata miracolosamente. La stessa fonte informa che morì un venerdì (l’anno non è specificato, ma potrebbe essere l’819, l’824, o l’830) e che fu sepolto a Disert Bethach (odierna Birchen Hermitage) presso la sua fondazione di Dysertenos.
Il Félire fu edito per la prima volta da W. Stokes a Dublino nel 1880; a questa fece seguito, nel 1905, un’edizione critica dello stesso editore per la Henry Bradshaw Society di Londra.


Autore:
Léonard Boyle


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-10-09

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