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San Marciano di Costantinopoli Sacerdote

10 gennaio

† 471 (?)

Martirologio Romano: A Costantinopoli, san Marciano, sacerdote, solerte nell’abbellire le chiese e nel prestare soccorso agli indigenti.


Nato da una ricca famiglia di origine romana, Marciano si distinse soprattutto nella seconda metà del V secolo. Egli era dapprima appartenuto alla setta dei novaziani, poi era divenuto amico di sant'Aussenzio e così fervente nell’ortodossia che il patriarca Anatolio (449-458) l’ordinò prete malgrado la giovane età e la sua resistenza, aggregandolo alla sua Chiesa. Più tardi, Marciano fu nominato da Gennadio (448-471) economo di santa Sofia, la carica più importante della Chiesa costantinopolitana.
Alla morte dei genitori decise di dedicare la sua grande fortuna alla costruzione di chiese, iniziando con quella di sant'Anastasia ai portici di Domninos, che fu inaugurata nel 459 dal patriarca Gennadio. La stessa chiesa fu in seguito salvata dalle fiamme per l’ardore delle preghiere di Marciano.
Aspar e Ardaburios, due capi goti al servizio dell’impero, veneravano a tal punto Marciano che gli donarono dei preziosi vasi sacri per la chiesa di sant'Anastasia. Per testimoniare la sua riconoscenza Marciano faceva leggere in quella chiesa nei giorni di festa la Santa Scrittura in lingua gotica (germanica).
Costruì in seguitò la chiesa di sant'Irene, presso il mare, nel quartiere di Perama, ma non poté vederne il compimento, effettuato ad opera dell’imperatrice Verina, moglie di Leone I (457-471). Nei pressi Marciano aveva anche costruito una chiesa dedicata al martire sant'Isidoro deponendovi le sue reliquie. Sempre a Marciano si devono anche le chiese di san Giovanni Battista nel quartiere di Daniele, di san Teodoro nel quartiere di san Tenetro e di san Stratonico nel sobborgo di Rhégion. La Vita metafrastica di Marciano parla anche di un ampio battistero a cinque portici come la Piscina Probatica di Gerusalemme.
I vari biografi del santo vantano il suo fervore, la sua carità, che lo faceva vivere in grande povertà, ed i suoi miracoli. Si ignora la data esatta della morte, ma è ritenuto probabile l’anno 471. Fu sepolto nella chiesa di san Giovanni Battista nel quartiere di Daniele dove se ne celebrava la festa il 9 settembre, oggi fissata al 10 gennaio, data in cui figura anche nel Martirologio Romano.


Autore:
Raymond Janin


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-27

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